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Il discorso di Obama

5 giugno 2009

Discorso di Obama a il Cairo. Ne riportiamo un pezzo: “È un onore per me trovarmi qui al Cairo, in questa città antichissima[…]sono anche fiero di avere con me le buone intenzioni del popolo americano, e potervi salutare con il saluto di pace delle comunità musulmane d’America: assalaamu alaykum.”

Mi trovo qui in un periodo di grande tensione tra gli Stati Uniti e i musulmani di tutto il pianeta, una tensione che ha le sue cause nelle forze storiche che trascendono qualsiasi dibattito politico attuale. Il rapporto tra Islam e Occidente ha alle spalle secoli di convivenza e cooperazione, ma pure di conflitti e di guerre di religione. In tempi più vicini a noi, questa tensione è stata acuita dal colonialismo che ha negato diritti e opportunità a molti musulmani, e dalla Guerra Fredda durante la quale i paesi a maggioranza musulmana molto spesso furono trattati come paesi per procura, nei quali non si teneva conto delle loro relative aspirazioni; inoltre i cambiamenti portati dal processo di modernizzazione e dalla globalizzazione hanno spinto molti musulmani a considerare l’Occidente nemico e ostile verso le tradizioni dell’Islam.
Violenti estremisti hanno approfittato di queste tensioni esercitando pressioni su una minoranza piccola ma solida di musulmani.

Gli attentati dell’11 settembre 2001 e gli sforzi incessanti di questi estremisti per effettuare attentati contro civili innocenti hanno di conseguenza indotto alcune persone in America a considerare l’Islam come ostile non solo nei confronti dell’America e dei paesi occidentali in genere, ma anche dei diritti umani nel loro complesso e tutto ciò ha implicato altre paure, maggiori diffidenze.

Finché i nostri rapporti si baseranno sulle nostre reciproche differenze, daremo maggiore potere a coloro che aspirano all’odio invece che alla pace, quelli che si danno da fare per il conflitto invece che per la collaborazione che potrebbe aiutarci tutti a ottenere giustizia e a raggiungere la prosperità. Adesso dobbiamo mettere fine a questo ciclo di diffidenze e animosità.
Mi trovo qui oggi per cercare di dare un nuovo inizio al rapporto tra Stati Uniti e i musulmani di tutto il mondo, per un nuovo rapporto che si basi sull’interesse reciproco e sul rispetto; per un nuovo rapporto che si fondi su una verità ben precisa: America e Islam non si escludono a vicenda, non devono essere per forza in competizione. Al contrario, America e Islam possono avere posizioni convergenti, condividere i medesimi ideali, il senso della giustizia e del progresso, la tolleranza e la dignità dell’uomo.

Sono consapevole che questo importante cambiamento non potrà avvenire in un istante: nessun discorso potrà cancellare del tutto una diffidenza che dura da anni. Sono anche consapevole di non essere in grado, nel tempo che avrò a disposizione, di porre rimedio a ogni complicata questione che ci ha portati fino a questo punto. Sono in ogni caso convinto che se intendiamo andare avanti dovremo da ora in poi aprirci, rivelare ciò che abbiamo nel cuore e che troppo spesso diciamo soltanto a porte chiuse. Dovremo darci da fare per promuovere uno sforzo duraturo per ascoltarci, per imparare uno dall’altro, per rispettarci, per cercare un terreno di intesa. Nel Corano si legge: «Siate consci di Dio e dite solo la verità». Io cercherò di farlo, di dire la verità quanto meglio possibile, con umiltà di fronte all’importante compito che mi sta davanti, decisamente convinto che gli interessi che condividiamo perché apparteniamo a un unico genere umano sono molto più potenti delle forze che ci respingono.[…]

“I palestinesi devono abbandonare la violenza: la resistenza violenta e le stragi sono sbagliate e non portano a risultati. Per secoli in America gli uomini di colore hanno sofferto per le frustate quando erano schiavi e hanno patito l’umiliazione e la segregazione, ma non è stata la violenza a far loro ottenere uguali diritti come i bianchi. Ci sono riusciti solo con una pacifica e determinata insistenza sugli ideali di fondo dell’America.
La stessa cosa è accaduta ad altri popoli, in Sudafrica, in Asia meridionale, in Europa dell’Est e in Indonesia. Ciò insegna una semplice verità di fondo: la violenza è una strada a senso unico, e lanciare missili sui bambini nel sonno, o far saltare in aria donne anziane sugli autobus non è coraggio, non è forza. Non è così che si afferma l’autorità morale.”

 

Il discorso di Obama è stato molto apprezzato dalla santa sede. Durante la visita del papa in Terra Santa Nella liturgia della messa nella valle di Giosafat, erano incluse parole come le seguenti: “tutti i cristiani di Terra Santa, affinchè sappiano superare lo scoraggiamento e le numerose difficoltà di questo mondo”, e per i  “credenti di tutte le religioni perché, nella sincera ricerca di Dio, lavorino per la pace e per la costruzione di un mondo più giusto e solidale”.

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