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“Non dobbiamo coltivare risentimento. Non dobbiamo albergare in noi il desiderio di rispondere alla violenza con la violenza. Il nostro unico impegno: rispondere con l’amore”. M.L. King

16 giugno 2009

(2Cor 8,1-9)Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

(Matteo 5,43-48)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”.

Commento:

“I nemici non sono questo o quell’altro e nemmeno io stesso, non sono carne e sangue[…], il contrasto va più nel profondo. Si rivolge contro una quantità innumerevoli di nemici che sono instancabilmente all’attacco, avversari non ben definibili che non hanno veri nomi, ma solo denominazioni collettive; sono anche a priori superiori all’uomo e questo per la loro posizione superiore, per la loro posizione ‘nei cieli’ dell’esistenza, superiori anche per l’impenetrabilità  e l’inattaccabilità della loro posizione. La loro posizione è, appunto l’atmosfera dell’esistenza, un’atmosfera che essi stessi, diffondono intorno a sé, essendo infine tutti ricolmi di una malvagità sostanziale e mortale.” Heinrich Schlier

Chi non vedrebbe che queste parole descrivono anche il nostro mondo, nel quale il cristiano è minacciato da un’atmosfera anonima, da quello che ‘è nell’aria’, che vuol fargli apparire ridicola e insensata la fede? E chi non vedrebbe che i sono avvelenamenti mondiali del clima spirituale che minacciano l’umanità nella sua dignità, addirittura nella sua esistenza? La singola persona, anzi le stesse comunità umane, sembrano irrimediabilmente abbandonate all’azione di queste potenze.Il cristiano sa che, da solo, neppure lui può riuscire a dominare questa minaccia. Ma nella fede, nella comunione con l’unico vero Signore del mondo, gli è donata ‘l’armatura di Dio’, con cui- può opporsi a queste potenze, sapendo che il Signore ci restituisce nella fede l’aria depurata da respirare- il soffio del creatore, il soffio dello spirito Santo, nel quale soltanto, il mondo, può essere risanato. (Benedetto XVI, Gesù di Nazareth)

Riflessioni:

Tutti abbiamo come meta la Gerusalemme celeste, dove avrà “stabile dimora la giustizia” (Ap). Non si può chiamare vita, una vita basata sulla vendetta e sull’odio.

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