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Il caso Medjugorie – “Se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia”(Regina della Pace)

10 luglio 2009

Padre Livio Fanzaga e i segreti di Medjugorie:

Il caso Medjugorie

“Noi vescovi, dopo una triennale commissione di studio, accogliamo Medjugorje come luogo di pellegrinaggio e santuario. Questo vuol dire che non abbiamo nulla in contrario se qualcuno onora la Madre di Dio in una maniera che sia conforme all’insegnamento ed alla dottrina della Chiesa… Pertanto proseguiremo gli studi… La Chiesa non ha fretta.”

Medjugorje,Sua Eminenza Card. Dr. Franjo Kuharic,Arcivescovo di Zagabria(Glas Koncila, 15 agosto 1993)

Messaggio del 14 aprile 1982

Dovete sapere che Satana esiste. Egli un giorno si e’ presentato davanti al trono di Dio e ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo con l’intenzione di distruggerla. Dio ha permesso a Satana di mettere la Chiesa alla prova per un secolo ma ha aggiunto: Non la distruggerai!: Questo secolo in cui vivete e’ sotto il potere di Satana ma, quando saranno realizzati i segreti che vi sono stati affidati, il suo potere verra’ distrutto. Gia ora egli comincia a perdere il suo potere e percio’ e’ diventato ancora più’ aggressivo: distrugge i matrimoni, solleva discordie anche tra le anime consacrate, causa ossessioni, provoca omicidi. Proteggetevi dunque con il digiuno e la preghiera, soprattutto con la preghiera comunitaria. Portate addosso oggetti benedetti e poneteli anche nelle vostre case. E riprendete l’uso dell’acqua benedetta!

Il fenomeno legato a Medjugorje non ha ancora ricevuto né l’approvazione (che potrà avvenire, qualora il caso lo necessiti, soltanto a conclusione di tale fenomeno) né una condanna ufficiale da parte della Chiesa. La Dichiarazione di Zara del 1991 (l’unica dichiarazione ufficiale attualmente riconosciuta) afferma soltanto che “sulla base delle ricerche finora compiute non si può affermare che si tratti di apparizioni o fenomeni soprannaturali” (‘non constat de supernaturalitate’), ma neppure smentisce tale ipotesi. Il giudizio negativo dato invece del vescovo di Mostar (‘constat de non supernaturalitate’) – come afferma la Congregazione per la Dottrina della Fede – “deve essere considerata espressione di una convinzione personale del vescovo di Mostar (…) e rimane un suo parere personale”.

Per la valutazione delle apparizioni e dei messaggi, come dice la teologia romana, esistono tre formulazioni classiche: 1. constat de non supernaturalitate: l’apparizione è condannata 2. constat de supernaturalitate: l’apparizione è approvata 3. non constat de supernaturalitate: non si è al momento in grado di affermare che il fenomeno sia di origine soprannaturale, ma neppure si è in grado di smentire categoricamente tale possibilità (ed è questo il caso in cui rientra Medjugorje).

In ogni caso la Chiesa, nel suo prudente magistero, ha sempre invitato alla prudenza per le rivelazioni di carattere privato. Ecco cosa dice in proposito il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 67: “Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate «private», alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di «migliorare» o di «completare» la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa”.

Sua Eminenza il Cardinal Dr. Franjo Kuharic, arcivescovo di Zagabria, così si è espresso: “Noi vescovi, dopo una triennale commissione di studio, accogliamo Medjugorje come luogo di pellegrinaggio e santuario. Questo vuol dire che non abbiamo nulla in contrario se qualcuno onora la Madre di Dio in una maniera che sia conforme all’insegnamento ed alla dottrina della Chiesa… Pertanto proseguiremo gli studi. La Chiesa non ha fretta.” (Glas Koncila, 15 agosto 1993)

La «Dichiarazione di Zara» (1991)

La Dichiarazione di Zara è stata redatta dalla Conferenza Episcopale Jugoslava alla vigilia del decennale delle apparizioni. Non essendo stata seguita da altri pronunciamenti ufficiali di vescovi della regione a cui appartiene la diocesi di Mostar (prima jugoslavi, poi della Bosnia-Erzegovina), essa costituisce tuttora il punto di riferimento imprescindibile per un corretto discernimento dei fatti e per le conseguenti norme di comportamento dei fedeli. Da allora si registrano solo commenti e precisazioni, anche da parte vaticana (a seguito di gravi fraintendimenti in senso peggiorativo), ma sempre in riferimento a quel pronunciamento autorevole.

Dopo uno studio durato tre anni, la Conferenza episcopale jugoslava dell’epoca, riunitasi nella città dalmata di Zara, il 10 aprile 1991 rende nota una Dichiarazione ufficiale. In sintesi, nel documento si afferma: «Sulla base delle ricerche finora compiute non è possibile dichiarare che si tratti di apparizioni e di fenomeni soprannaturali». Non si dice che non vi sono apparizioni, ma solo che non sono ancora state confermate. Queste parole sono state in realtà un compromesso tra la posizione contratria del vescovo Zanic e i buoni frutti che le apparizioni di Medjugorje producono. Rendendosi conto dell’imponenza degli eventi, i vescovi hanno deciso di dedicare attenzione allo studio della Beata Vergine Maria nella parrocchia di Medjugorje e si sono impegnati a fornire adeguate direttive liturgico-pastorali.

La posizione sull’assistenza spirituale da offrire ai pellegrini è un passaggio molto importante del documento, che da vigore alla sacralità del luogo, come meta di pellegrinaggio.

Ecco il testo della Dichiarazione nella sua integrità:

«I vescovi fin dall’inizio seguono i fatti di Medjugorje tramite il vescovo diocesano, la commissione diocesana e la commissione della Conferenza episcopale jugoslava per Medjugorje. Sulla base delle ricerche finora compiute, non si può affermare che si tratti di apparizioni o di fenomeni soprannaturali. Tuttavia, i numerosi pellegrini che giungono a Medjugorje provenienti da vari luoghi, spinti dalla fede o da altri motivi, richiedono l’attenzione e la cura pastorale, innanzitutto del vescovo diocesano e, con lui, anche degli altri vescovi, in modo che a Medjugorje e con Medjugorje si promuova una devozione verso la Beata Vergine Maria in armonia con l’insegnamento della Chiesa. A tale scopo i vescovi forniranno anche particolari direttive liturgico-pastorali. Nello stesso tempo, mediante le loro commissioni, continueranno a seguire e a esaminare nel loro insieme tutti gli avvenimenti di Medjugorje».

(Zara, 10 aprile 1991 I vescovi jugoslavi )

La Congregazione per la Dottrina della Fede (1998)

In una lettera alla rivista francese Famille Chretienne il vescovo di Mostar Ratko Peric afferma: “La mia convinzione e la mia posizione è non soltanto Non constat de supernaturalitate, ma anche Constat de non supernaturalitate in merito alle apparizioni e rivelazioni di Medjugorje.

A questo punto, in seguito ad una richiesta di chiarimento, la Congregazione della Dottrina della Fede in una lettera a mons. Gilbert Aubry, vescovo di La Rèunion, ha fatto con chiarezza il punto su Medjugorje. Il vescovo l’ha ricevuta il 24 giugno 1998 e l’ha resa al clero e ai religiosi della sua diocesi il 25 giugno perché vengano a conoscenza dell’ultima posizione di Roma e, se necessario farla conoscere anche ai fedeli (lettera circolare n. C003).

Ecco il testo integrale della lettera, firmata dal segretario della Congregazione, monsignor Tarcisio Bertone:

CONGREGATIO PRO DOCTRINA FIDEI Prot. N. 154/81-06419 Città del Vaticano, Palazzo del Sant’Uffizio, 26 maggio 1998

A Sua Eccellenza monsignor Gilbert Aubry, vescovo di Saint-Denis de la Réunion

Eccellenza, con la lettera del 1° gennaio 1998 voi sottoponete a questo dicastero diverse questioni concernenti la posizione della Santa Sede e del vescovo di Mostar, in riferimento alle cosiddette «apparizioni» di Medjugorje, ai pellegrinaggi privati o alla cura pastorale dei fedeli che si recano in quel luogo. Al riguardo, considerando impossibile rispondere a ciascuna delle domande fatte da vostra Eccellenza, tengo anzitutto a precisare che non è norma della Santa Sede assumere, in prima istanza, una posizione propria diretta su supposti fenomeni soprannaturali. Questo dicastero, per ciò che concerne la credibilità delle «apparizioni» in questione, si attiene semplicemente a ciò che è stato stabilito dai vescovi della ex-Jugoslavia nella Dichiarazione di Zara del 10 aprile 1991: «Sulla base delle indagini finora condotto, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni soprannaturali». Dopo la divisione della Jugoslavia in diverse nazioni indipendenti, spetterebbe ora ai membri della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina riprendere eventualmente in esame la questione ed emettere, se il caso lo richiede, nuove dichiarazioni. Quello che monsignor Peric ha affermato in una lettera al segretario generale di Famille Chrétienne, cioè che «la mia convinzione e posizione non è solo “non consta della soprannaturalità”, ma ugualmente quella di “consta della non soprannaturalità delle apparizioni o rivelazioni di Medjugorje”», deve essere considerata espressione di una convinzione personale del vescovo di Mostar il quale, in quanto ordinario del luogo, ha tutti i diritti di esprimere ciò che è e rimane un suo parere personale. Infine, per quanto concerne i pellegrinaggi a Medjugorje che si svolgono in maniera privata, questa Congregazione ritiene che sono permessi, a condizione che non siano considerati come una autenticazione degli avvenimenti in corso e che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa.

Monsignor Tarcisio Bertone (segretario della Congregazione per la dottrina della fede)

Da questa lettera si deducono una serie di conseguenze importanti, riassumibili in quattro punti:

Ne consegue dunque che:

1. Le dichiarazioni del vescovo di Mostar riflettono solo la sua opinione personale. Di conseguenza esse non sono un giudizio definitivo e ufficiale della Chiesa.

2. Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara, che lascia la porta aperta a future indagini. Nel frattempo essa permette i pellegrinaggi privati con accompagnamento pastorale dei fedeli.

3. Una nuova Commissione verrà senza dubbio nominata.

4. Nel frattempo tutti i pellegrini cattolici possono recarsi a Medjugorje.

Pochi mesi dopo, il 2 e 3 luglio 1996, a Sarajevo, si è tenuta la VI sessione della Conferenza episcopale della Bosnia ed Erzegovina, alla presenza di tutti e quattro i suoi membri: il presidente, cardinale Vinko Puljic, il vescovo di Banja Luka, monsignor Franjo Komarica, il vescovo di Mostar Ratko Ferie e il vescovo ausiliario di Sarajevo Pero Sudar. In quella circostanza mons. Peric ha informato la conferenza sui contenuti della lettera sopracitata della Congregazione per la dottrina della fede inviata a monsignor Taverdet, in merito all’apparizione della Vergine e ai pellegrinaggi nella parrocchia di Medjugorje.

Parla il teologo René Laurentin

Nato nel 1917, padre René Laurentin è considerato un’autorità in materia di mariologia, il ramo della teologia che studia la figura della Madonna e il suo ruolo nella storia della Salvezza. È stato perito al Concilio Vaticano II e membro della Commissione teologica internazionale. Buona parte della sua attività di studio l’ha dedicata al fenomeno delle apparizioni: solamente i suoi lavori scientifici su Lourdes oltrepassano i trenta titoli. Il suo sogno è quello di completare prima di morire un grande dizionario delle apparizioni. Su Medjugorje ha attualmente dedicato oltre 10 titoli.

(…) Lei ha dedicato ben 20 volumi a Medjugorie. Qual è, al riguardo, la sua posizione?

«Sono tenuto al riserbo, a seguito di alcune disposizioni che mi sono state date. Non ho mai detto che la Madonna è realmente apparsa. Ho invece certificato una serie di segni positivi e negativi (come per Lourdes, del resto). E tra i segni positivi ci sono senz’altro le liturgie che ci sono a Medjugorie con un seguito davvero straordinario di confessioni e di conversioni».

Da che cosa bisogna stare in guardia?

«Dalla religione delle apparizioni. Ci sono fedeli che credono solo a questi fenomeni straordinari, tanto da assecondare perfino il turismo delle apparizioni. Ci vuole discernimento. Anzitutto da parte dei veggenti, che talvolta confondono la comunicazione che ricevono con il proprio pensiero. Ho sentito alcuni di loro affermare: dico quello che Dio mi ha detto di comunicare. Ma è una comunicazione che può essere filtrata».

Con il rischio, talvolta, della deviazione?

«Sì. Dipende, appunto, dal veggente. Nelle mie ricerche non ho trovato molti casi di fanatismo, contrariamente a quanto si usa credere. Ho riscontrato, invece, il pericolo di deviazioni, soprattutto quando interviene l’abitudine. Un veggente non può sostenere: ricevo la luce da Dio e quindi ho la verità assoluta. No, deve anche lui discernere, magari facendosi aiutare. L’ispirazione personale può incrociare quella soprannaturale, compresa, a volte, quella diabolica. Quindi è necessaria molta prudenza. Lo raccomando in continuazione ai tanti veggenti che conosco: fate attenzione, perché nelle apparizioni che ricevete ci possono essere tanti limiti. La maggioranza di loro mi ascolta e discerne quotidianamente».

Il primo criterio del discernimento?

«Non c’è dubbio: la conformità alla dottrina di quanto avviene nell’apparizione».

Come spiega l’interesse crescente per le apparizioni mariane? E questo interesse si trasforma in autentica devozione mariana?

«Quando una persone rischia l’asfissia ha bisogno di ossigeno per ritornare alla vita. La vita di fede oggi è asfissiata dal material ismo ideologico e da quello economico. L’ossigeno di cui ha bisogno è rappresentato anche da questi “segni”. Ribadisco, ci vuole discernimento. Ma se si usa la testa, la devozione mariana sarà davvero autentica».

La chiesa della parrocchia di Medjugorje è attualmente Santuario della Regina della Pace, e tutti i frati francescani che svolgono servizio nella parrocchia di Medjugorje hanno il mandato del vescovo locale Mons. Ratko Peric’ e sono in possesso di tutte le funzioni canoniche per esercitare il loro servizio sacerdotale. Tutte le informazioni essenziali e necessarie legate agli avvenimenti di Medjugorje sono disponibili sul sito web http://www.medjugorje.hr . Tali informazioni sono “la sola voce ufficiale” di Medjugorje. “Il Santuario non ha dato la missione ad alcuna persona ne communità di diffondere o di interpretare i messaggi della Gospa. Tutti queste sono iniziative private e spontanee dei fedeli e delle comunità”.

Disposizioni su Medjugorje

Articolo di fondo apparso su “Glas Koncila”, Zagabria, 5 maggio 1996

L’ultima dichiarazione dei vescovi cattolici jugoslavi su Medjugorje è il classico esempio della prassi millenaria di provata ragionevolezza della Chiesa. Si dimostra che la Chiesa rispetta i fatti, misura attentamente le proprie competenze e che tiene soprattutto al bene spirituale dei credenti.

È noto in tutto il mondo il fatto che a Medjugorje, grazie alle voci di apparizioni della Madonna, arrivino già da un decennio credenti e curiosi provenienti da tutti i continenti. È per il fatto che qui appare e dà i Suoi messaggi la Madre di Dio? I vescovi, prestando grande attenzione ai confini delle proprie competenze, dichiarano che “in base alle ricerche fino ad ora compiute non è possibile dare una conferma”.

Il contenuto ed il senso di questa affermazione devono essere analizzati a due livelli. In questo caso il primo livello è che il contenuto di queste possibili rivelazioni private non può essere ricondotto ai contenuti dichiarati ed imprescindibili della fede. Pertanto nè i vescovi, nè lo stesso Papa hanno l’autorità di giungere alla conclusione che qui sia davvero apparsa la Vergine, ma non hanno neppure l’autorità per impedire ai fedeli di crederlo. Il magistero della Chiesa è assolutamente inconfutabile solo quando afferma che qualcosa si trova o non si trova nell’ambito di quella Rivelazione che la Chiesa ha ricevuto fino alla fine dell’epoca degli apostoli, che si trova nella Bibbia e che viene trasmessa. Quanto non è inserito

nella Bibbia e negli insegnamenti non può essere proclamato dal magistero della Chiesa dottrina della fede, nè contenuto di una fede obbligatoria. Pertanto solo degli ingenui possono aspettarsi che i vescovi risolvano la questione di Medjugorje in modo da farci sapere esattamente quello in cui dobbiamo o non dobbiamo credere.

Ma allora per quale motivo si eseguono delle indagini tanto accurate? Perchè sono tenuti a dichiarare che quello che lì accade e da lì viene proclamato è in armonia con tutte le verità religiose annunciate e con la dottrina morale. Dichiarando che non vi sono contraddizioni, che questi messaggi e rivelazioni concordano con la dottrina e la morale cristiana essi, essendo i maggiori responsabili all’interno della Chiesa, possono dichiarare che non vi sono ostacoli alla presenza di pellegrini in questo luogo, nè allo sviluppo di una vita spirituale improntata a questi messaggi. Dall’altro lato essi avrebbero anche il dovere di scoprire eventuali inganni e mettere fine agli abusi. L’affermazione in proposito contenuta nella nuova Dichiarazione dimostra che le indagini in questo senso proseguono ancora.

È ufficialmente consentito ai singoli di recarsi in visita a Medjugorje

Catholic News Service

Sebbene il Vaticano non abbia mai detto ai cattolici che non possono recarsi a Medjugorje, ha detto ai vescovi che le loro parrocchie e le loro diocesi non possono organizzare pellegrinaggi ufficiali sul luogo in cui si verificherebbero le apparizioni della Vergine, questo è quanto ha dichiarato il portavoce del Vaticano.

“Non si può dire alla gente di non andare fino a quando non si dimostrerà che le apparizioni sono false. Questo non è ancora stato dimostrato e dunque chiunque voglia andare può farlo – il portavoce Joaquin Navarro-Valls ha dichiarato all’agenzia di stampa cattolica (Catholic News Service) il 21 agosto.

Ha aggiunto che quando un cattolico si reca lì in buona fede ha diritto ad un’assistenza spirituale; la Chiesa dunque non impedisce ai sacerdoti di guidare i viaggi a Medjugorje in Bosnia-Erzegovina organizzati da laici, così come non vieta loro di accompagnare i gruppi di cattolici che desiderano recarsi nella Repubblica Sudafricana.

Navarro-Valls ha ribadito che “nulla è cambiato” nella posizione del Vaticano rispetto a Medjugorje. Agli inizi di giugno un giornale francese ha riportato degli stralci di una lettera sui pellegrinaggi a Medjugorje scritta dal segretario della congregazione vaticana per la dottrina e la fede in risposta allla domanda di un vescovo francese.

La lettera dell’arcivescovo Tarcisio Bertone della congregazione per la dottrina e la fede riportava una dichiarazione del 1991 dei vescovi dell’ex-Jugoslavia nella quale si dice che dopo le ricerche allora effettuate “non è possibile confermare se si tratti di apparizioni e fenomeni soprannaturali”. “Tuttavia – dissero i vescovi e lo ha ripetuto l’arcivescovo Bertone – in base a quello che è stato detto si evince che i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje, il presunto luogo delle apparizioni della Vergine Maria, non possono essere organizzati nè a livello parrocchiale, nè di diocesi, poichè ciò sarebbe in contrasto con quanto dichiarato dai vescovi della ex-Jugoslavia nella citata dichiarazione.”

Navarro-Valls ha dichiarato: “Quando si legge quanto scritto dall’arcivescovo Bertone si potrebbe pensare che d’ora in poi tutto è vietato e che i cattolici non hanno la possibilità di recarsi a Medjugorje.” In realtà “non è cambiato nulla e nulla di nuovo è stato detto” – ha dichiarato il portavoce dell’agenzia di stampa cattolica (CNS). “Il problema sta nel fatto che se si organizzano dei pellegrinaggi, li si organizza con la chiesa e con il vescovo, dando in questo modo un verdetto canonico sugli avvenimenti di Medjugorje – che la Chiesa non ha ancora emesso.”

“Questo è diverso dall’andare in gruppo sotto la guida di un sacerdote che potrebbe poi anche eseguire le confessioni” – ha aggiunto il portavoce. Navarro-Valls ha affermato che tutto questo spiega perchè “purtroppo quello che l’arcivescovo Bertone ha detto potrebbe essere interpretato in senso restrittivo. La Chiesa o il Vaticano hanno detto “no” a Medjugorje? No”.

Il chiarimento del portavoce della Santa Sede Navarro-Valls al Catholic News Service (1998)

“Per quanto riguarda questo argomento, la posizione non è cambiata. Come è già stato detto precedentemente, in questi casi è necessario rispettare la diretta competenza degli ordinari locali. In rapporto a questo i vescovi dell’ex Jugoslavia hanno dichiarato il 10 aprile 1991: “… Sulla base delle ricerche fino ad ora compiute non è possibile confermare che si tratti di apparizioni e rivelazioni soprannaturali. Tuttavia, il gran numero di pellegrini provenienti da ogni parte che si recano a Medjugorje spinti da motivi religiosi e di altro tipo richiedono l’attenzione e la cura spirituale innanzitutto del vescovo della diocesi e poi anche degli altri vescovi in modo che a Medjugorje e con Medjugorje si promuova una devozione nei confronti della Beata Vergine Maria in armonia con l’insegnamento della Chiesa…”. Viene quindi ribadita l’assoluta esigenza di approfondire e riflettere, come pure di pregare, per tutto quello che si riferisce al presunto fenomeno soprannaturale in attesa del verdetto definitivo.”

(Bolletino, n. 233, 19 giugno 1996)

Il santuario di Medjugorie è stato visitato nel 2004 da 1.400.000 persone. Il che ne fa, insieme a Lourdes e Fatima, il santuario mariano più visitato del mondo.

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