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lo scandalo della parola di Dio

31 luglio 2009

Mt 13,54-58
Non è costui il figlio del falegname? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?

<In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.>

Riflessione (Shemà)

<Come in ogni passo del vangelo è presente anche in questo il chiaro-scuro. Si contrappongono stupore e incredulità, visione di miracoli e prodigi, e mistero del Figlio dell’uomo.L’incredulità, e la conoscenza di Cristo nella carne delle sue origini, della sua famiglia(vs 55), della sua storia, il suo lavoro( “il figlio del falegname”, infatti Gesù è l’unigenito del ‘fattore dell’universo’ come dice Dante). Gesù dopo il suo battesimo al fiume Giordano, iniziala sua predicazione e viene conosciuto in tutte le regione della terra dei patriarchi: la Galilea, la Samaria, la Giudea. Diviene famoso per i suoi miracoli e per i suoi insegnamenti.

La gente del suo paese resta stupita per i suoi insegnamenti e si domanda da dove gli “ vengono queste cose”. Però non sanno riconoscere il Figlio di Dio, perché ancora Gesù non “ è stato ancora glorificato”.(Gv 12,23.) ma si scandalizzano “perché nessuno è profeta in patria.

La vicinanza, la con nazionalità avrebbero dovuto creare comunione, fraternitàma, come anche ai giorni nostri c’è solo distanza, discrezione, o come è detto altre volte Gesù viene insultato e rifiutato.

Se Dio è venuto per salvare l’uomo e il “Figlio dell’uomo è venuto per servire e non per essere servito” per ristabilire la comunione con lui, Egli risiede vicino alla gente per guarire, insegnare la parola di Dio proclamare il regno di Dio, scacciare i demoni.

Ma questa attività sorprende la gente , che seppure stupita per i miracoli e le guarigioni, scandalizza invece per la bontà di Dio verso i peccatori e la compassione per i lebbrosi e i malati,  gli impuri secondo la legge.

Questo scandalo, è il regno di Dio in mezzo a noi, è la pietra scartata dai costruttori, sulla quale si costruisce il regno di Dio la salvezza dell’uomo,ma il rifiuto della gente, di noi, rende impossibile o difficoltoso questo avvento del regno.

Egli era la luce, la vera luce che illumina ogni uomo, ma le tenebre non l’hanno accolta”Gv1.

Molte volte Gesù ha guarito i malati grazie alla loro fede, e sempre richiede da colui che lo prega una grande fede, per ricevere da Lui la grazia che ci salva.

Come la vedova di Sidone, che diede a Elia ciò che restava del suo olio e della sua farina, e così poterono sfamarsi lei e la sua figlia, oltre il profeta, o come Naaman il Siro, che ascoltò il profeta Eliseo e immergendosi potè essere guarito dalla lebbra.

La nostra incredulità può impedire a Gesù di operare molti miracoli tra noi; impedire che ci possa essere una comunione con Dio che egli è venuto nella persona di suo Figlio Gesù a ristabilire con noi. Ma ecco il paradosso, noi restiamo scandalizzati da Lui, restiamo paralizzati dalla nostra incredulità.

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