Skip to content

Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle

14 agosto 2009

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo Ap 11,19; 12,1-6.10

Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo».

Seconda lettura
1Cor 15,20-26
Cristo risorto è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.
È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi.

Dal Vangelo secondo Luca, Lc 1,39-56

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Sir 15,10 La lode infatti va celebrata con sapienza;
è il Signore che la dirigerà.

43_Assunzione_MV

Omelia di mons. Vincenzo Paglia L’anima mia magnifica il Signore(Lachiesa.it)

La Chiesa celebra oggi la festa dell’assunzione di Maria al cielo. In Oriente veniva chiamata “Dormitio Virginis”. Ed è bella l’antica leggenda che narra, appunto, la morte di Maria come un addormentarsi. Mentre si stava avvicinando il giorno della fine terrena della madre di Gesù, gli angeli avvertirono gli apostoli sparsi nelle varie parti del mondo, i quali subito si recarono attorno al letto di Maria. Potremmo dire che si ricomponeva, in certo modo, la scena del giorno di Pentecoste, quando essi, nel cenacolo, erano “perseveranti in preghiera con Maria”(At 1,4). Ora sono nuovamente attorno a lei, dopo molti anni da quel giorno, e magari le raccontano anche tutte le meraviglie che il Signore ha compiuto attraverso la loro predicazione. Il miracolo della Pentecoste non si era fermato: tante comunità cristiane erano nate in numerose città. Quel piccolo seme era divenuto un albero con molti rami. Narra la leggenda che, non appena gli apostoli terminarono il racconto, Maria si addormentò. Questa scena è divenuta, in Oriente, l’icona che descrive la festa odierna: al suo centro c’è Gesù che tiene tra le sue braccia una bambina, è Maria, divenuta “piccola” per il Regno, e condotta dal Signore nel cielo. Potremmo dire che la festa di oggi ricorda l’ultimo tratto di quel viaggio che Maria iniziò subito dopo il saluto dell’angelo. Luca scrive che Maria “in quei giorni, si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda”. Allora correva dalla Galilea verso una cittadina vicino Gerusalemme, per andare a trovare la cugina Elisabetta. Oggi la vediamo correre verso la montagna della Gerusalemme celeste per incontrare, finalmente il volto del Padre e il suo Figlio. C’è da dire che Maria, nel viaggio della vita, mai si è staccata dal suo Figlio. Fin dall’inizio. L’abbiamo vista con il piccolo Gesù fuggire in Egitto, e poi condurlo adolescente a Gerusalemme, e per trenta anni a Nazareth, ogni giorno. Lo ha seguito quando ha lasciato la Galilea per predicare in ogni città e villaggio e lo ha accompagnato fin sotto la croce. L’umile serva del Signore tutto conservava nel suo cuore. Oggi la vediamo giungere sulla montagna di Dio, “vestita di sole, con la luna sotto i piedi e con una corona di dodici stelle sul capo” (Ap 12, 1), ed entrare nel cielo, nella celeste Gerusalemme. E’ stata la prima dei credenti ad accogliere la Parola di Dio, è la prima ad essere assunta nel cielo. E’ stata la prima a prendere in braccio Gesù quand’era ancora bambino, ora è lei la prima ad essere presa dalle braccia del Figlio ed essere assunta nel cielo. Lei umile ragazza di uno sperduto villaggio della periferia dell’Impero, poiché ha accolto il Vangelo, diviene la prima cittadina del cielo, assunta da Dio accanto al trono del Figlio. Davvero il Signore rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili. E’ un mistero grande, quello che oggi celebriamo. E’ il mistero di Maria, ma è anche il mistero di tutti noi, anzi il mistero stesso della storia. Questa festa ci apre uno squarcio sul nostro futuro: essere con il corpo accanto al Signore. Potremmo dire che con la festa di oggi inizia la vittoria piena della resurrezione; iniziano i cieli nuovi e la terra nuova annunciati dall’Apocalisse, la celeste Gerusalemme comincia a popolarsi e a vivere la sua vita di pace, di giustizia e di amore. Il Magnificat di Maria può divenire perciò il nostro Magnificat, il canto dell’umanità intera che vede il Signore piegarsi su tutti gli uomini e tutte le donne, umili creature, e assumerli con Sé nel cielo per divenire per sempre suoi familiari. Oggi, sentiamo particolarmente festoso il canto di tutte quelle donne senza nome, quelle che nessuno ricorda, le povere donne schiacciate dal peso della vita, che finalmente si sentono abbracciate da mani affettuose e forti che le sollevano e le conducono sino al cielo. Sì, è l’assunzione delle povere donne da parte di Dio. E’ l’assunzione delle schiave, delle donne del terzo mondo costrette a piegarsi sino a terra; è l’assunzione delle bambine obbligate ad un lavoro disumano e colpite prematuramente dalla morte; è l’assunzione delle donne costrette a soccombere nel corpo e nello spirito alla violenza cieca degli uomini; è l’assunzione delle donne che nascostamente lavorano senza che nessuno si ricordi di loro. Oggi, il Signore ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato le donne umili e sconosciute, ha rimandato i ricchi e i forti a mani vuote e ha ricolmato di beni le donne affamate di pane e di amore, di amicizia e di tenerezza. Stringiamoci attorno alla Madre di Dio e a tutte le povere donne di questo mondo, come fecero quel giorno gli apostoli, per poter essere anche noi assunti dal Signore nel suo amore.

altri commenti:

lachiesa.it

Zammerumaskil

Sal 44
Risplende la regina, Signore, alla tua destra.

Figlie di re fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.


Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.


Il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio.


Dietro a lei le vergini, sue compagne,
condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re.

Advertisements
2 commenti leave one →
  1. alef permalink
    16 aprile 2010 13:40

    si può sapere l’autore dell’immagine riportata della donna coronata di stelle???
    grazie! è stupenda!

    • Alessandro permalink*
      18 aprile 2010 15:14

      Ho scaricato da internet.Purtroppo ho dimenticato di scrivere di chi è, e non ricordo più da dove l’ho presa. Mi dispiace!Ma se riesco a rintracciarla ti farò sapere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: