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“Medjugorje. Il nuovo mondo della pace”. Messaggio del 25/12/1995

27 agosto 2009

Trascrizione dell’intervista di Padre Livio Fanzaga a Padre Francesco Rizzi, andata in onda a “Radio Maria” il giorno lunedì 3 marzo 2008.

PADRE LIVIO – Cari amici di Radio Maria, come vi avevo già preannunciato abbiamo qui con noi padre Francesco. Si tratta di un giovane padre francescano che molti di voi avranno già incontrato a Medjugorje dove presta servizio nell’accoglienza dei pellegrini di lingua italiana. Padre Francesco ha scritto un libro intitolato Medjugorje, il nuovo mondo della pace edito dalle Edizioni Ares e che potete trovare in tutte le librerie cattoliche. Con questo libro Padre Francesco intende mostrare come i messaggi della Regina della Pace siano in perfetta sintonia con l’immagine della Madonna che ci offre la Chiesa e la liturgia. Si tratta dunque di un lavoro teologico-pastorale volto a dimostrare che il volto della Regina della Pace è proprio il volto di Maria come noi conosciamo attraverso la fede. Prima di presentare questo libro, però, mi sembra giusto presentare un po’ padre Francesco. Padre Francesco, quanti anni hai?
PADRE FRANCESCO – Tu dici che sono giovane, ma non troppo! Ho 42 anni.

PADRE LIVIO – Dove sei nato?
PADRE FRANCESCO – Sono nato a Roma e ho sempre vissuto a Roma. Il primo incontro con Medjugorje l’ho avuto circa vent’anni fa. Allora io ero un giovane in ricerca, e ora scherzando dico che quei tre giorni di allora furono per me fatali perché proprio lì io ricevetti la mia vocazione francescana. La prima volta che andai a Medjugorje era il luglio del 1988.

PADRE LIVIO – Vedo che sei laureato in economia e commercio. Questi studi li avevi già completati o li hai terminati successivamente?
PADRE FRANCESCO – Dovevo ancora completarli. Sai, quando ritorni a casa dopo l’esperienza di Medjugorje c’è sempre molto entusiasmo e allora mi capitava di pensare: mah, forse il Signore non vuole che io continui gli studi universitari. Invece incontrai un bravo frate il quale mi disse: no, non ti faccio entrare nell’ordine se prima non termini regolarmente i tuoi studi. Allora portai a termine l’università e nel 1991 entrai nell’ordine francescano.

PADRE LIVIO – Che cosa ti colpì la prima volta che andasti a Medjugorje?
PADRE FRANCESCO – La prima volta che andai a Medjugorje mi colpì la grande pace che si respirava in questo luogo, le persone che s’incontravano, i pellegrini che pregavano, ma mi colpirono molto anche i francescani: allora c’era padre Slavko che guidava la preghiera e l’adorazione eucaristica. Ecco, forse ciò che mi colpì più di tutto fu l’adorazione eucaristica, me ne innamorai subito.

PADRE LIVIO – Come ti è venuta la voglia di andare a Medjugorje?
PADRE FRANCESCO – Avevo sentito parlare di Medjugorje da alcuni miei amici. Da quel momento nacque in me questo forte desiderio di partire e di andare a Medjugorje. Dissi: perché non fare questa esperienza? Allora partii con la macchina: la prima volta ci andai da solo e pensa che non conoscevo assolutamente la strada! Infatti ci impiegai quasi due giorni facendo tutto il giro della costa. Allora non si poteva telefonare così facilmente come si può fare oggi, e a casa pensarono che io mi fossi disperso. Allora c’era ancora il comunismo e mi dicevano che anche il fatto di portare in tasca le corone del rosario era pericoloso e potevano sequestrarle. Una volta che arrivai nella casa canonica incontrai padre Slavko a cui chiesi dove potevo andare a dormire. Mi indicò un albergo dove mi fermai per due o tre giorni. Una volta che rientrai in Italia pensai che si trattasse di un momento di passeggero, ma quando decisi di ritornare a Medjugorje l’anno successivo mi resi conto della mia vocazione.

PADRE LIVIO – Dunque la tua vocazione francescana è nata a Medjugorje?
PADRE FRANCESCO – Sì. Per qualche tempo pensai che avrei potuto fare una scelta diversa, ad esempio di consacrazione. Poi capii che la mia vera vocazione era di natura francescana. Ho proseguito i miei studi a Roma e poi sono entrato nell’ordine dei frati minori.

PADRE LIVIO – Cosa ne pensi del fatto che hai avuto la vocazione a Medjugorje e che ora hai ricevuto l’incarico di prestare servizio proprio nella parrocchia di Medjugorje?
PADRE FRANCESCO – Mai avrei pensato una cosa simile: noi infatti veniamo candidati in una provincia in cui dobbiamo operare. È attraverso la decisione del mio padre provinciale, Padre Aldo La Neve, che io chiesi di poter fare una esperienza missionaria all’estero di servizio in parrocchia. Capitai proprio a Medjugorje. Nel mio primo anno lavorai anche nell’orfanotrofio di suor Josipa, pur restando di servizio anche in parrocchia. Questa mia esperienza si è poi prolungata fino ad oggi, ed ora sono già a quattro anni e mezzo.

PADRE LIVIO – Cosa puoi dire di questi tuoi quattro anni e mezzo di sacerdozio su una frontiera particolarmente impegnativa?
PADRE FRANCESCO – Come sacerdote posso dirti che la Madonna ci aiuta a comprendere meglio il Vangelo. Sembra strano, ma io ho compreso il Vangelo grazie ai messaggi della Regina della Pace, grazie alla preghiera, grazie ai luoghi e anche grazie ai pellegrini. Quando arrivano i pellegrini vedi che hanno una grande fame e sete di Dio. In Italia noti come le persone, quando ascoltano un sacerdote che predica, guardano sempre l’orologio; qui invece la cosa è diversa perché sono tutti molto più attenti, tutti ascoltano volentieri le catechesi, partecipano l’adorazione eucaristica, e nessuno lascia Medjugorje senza prima essersi confessato. Noi siamo sempre nei confessionali e notiamo come tutti i giorni arrivino persone che ci dicono che magari sono venti, trenta, o addirittura quarant’anni che non si confessano. Questa cosa accade tutti i giorni, e per noi è normale. In particolar modo quando iniziano i pellegrinaggi da metà marzo fino a novembre, quando c’è la solennità dell’Immacolata, il festival dei giovani, l’appuntamento per i sacerdoti… Gli appuntamenti a Medjugorje sono tanti e quello che fa impressione è il numero sempre crescente di pellegrini che arrivano: l’anno scorso, secondo quello che riportano i dati ufficiali, abbiamo avuto oltre 2 milioni di visitatori e quasi un terzo erano italiani.

PADRE LIVIO – L’anno precedente però il numero dei pellegrini era di un milione e mezzo.
PADRE FRANCESCO – Sì, infatti c’è stato un incremento notevole e chissà quanti ne arriveranno ancora quest’anno.

PADRE LIVIO – Secondo te come mai queste stesse persone che da noi magari dormono nelle parrocchie, vanno poi in pellegrinaggio a Medjugorje? Cercano qualcosa di straordinario oppure è colpa nostra che non li svegliamo abbastanza?
PADRE FRANCESCO – In un libro che ho letto di padre Slavko si diceva che il messaggio più importante di Medjugorje è la presenza di Maria. Medjugorje è sicuramente un luogo di grazia, i pellegrini che arrivano cominciano a pregare, salgono il monte meditando la Via Crucis, si avvicinano alla chiesa e… cosa trovano? Trovano una parrocchia!

PADRE LIVIO – Questo fatto è fondamentale perché dà sicurezza anche per quanto riguarda la fede.
PADRE FRANCESCO – Certo, e rassicura anche i sacerdoti che arrivano a Medjugorje perché possono celebrare la messa, confessare e animare i diversi momenti di preghiera. In questi anni ho incontrato migliaia di sacerdoti e difficilmente ho incontrato sacerdoti che sono rimasti delusi dall’esperienza vissuta a Medjugorje.

PADRE LIVIO – Ma questo vale anche per i pellegrini: la maggioranza torna sempre a casa contenta.
PADRE FRANCESCO – Esatto, un po’ come lampadine che si accendono.

PADRE LIVIO – Come spiegare questo fatto? Anche da un punto di vista architettonico a Medjugorje non c’è nulla di straordinario, non c’è il fascino che può avere Lourdes o Fatima: in fondo c’è una semplice chiesa, eppure la gente torna a casa contenta.
PADRE FRANCESCO – È un miracolo spirituale, è la grazia del luogo, è la presenza di Maria, è l’apertura del cuore attraverso la preghiera. Attraverso l’adorazione eucaristica si prega con il cuore e si apre il cuore e così si verifica un autentico rinnovamento spirituale. Tanti pellegrini mi hanno detto: «Padre, e ho cambiato vita grazie quest’esperienza a Medjugorje».

PADRE LIVIO – Io ho sempre insistito sul fatto che Medjugorje c’è una duplice elezione: quella dei veggenti ma anche quella della parrocchia. Infatti in un messaggio del 1984 la Madonna dice di aver scelto la parrocchia e di voler convertire la parrocchia in modo che tutte le persone che si fossero recate in quel luogo si sarebbero convertite. La Madonna sembra così aver scelto una parrocchia per iniziare un’opera di rinnovamento delle parrocchie nel mondo. Ora, guardando indietro, constatiamo che questo programma si è ampiamente realizzato, se pensiamo anche al numero impressionante di sacerdoti che vengono a Medjugorje ogni anno. Noi sappiamo benissimo che anche la parrocchia di Medjugorje non è fatta da angeli ma da persone umane con i loro difetti e con i loro limiti. Secondo te cosa c’è dunque di particolare in questa parrocchia?
PADRE FRANCESCO – La parrocchia incarna un’obbedienza a quello che la Madonna chiede. Da più di vent’anni ogni giorno nella parrocchia di Medjugorje si recitano tutti e tre i rosari, la santa messa quotidiana, l’adorazione eucaristica, inoltre nel programma serale ogni giorno ci sono tre ore di preghiera e in aggiunta al venerdì la parrocchia sale in preghiera sul monte della croce e la domenica sulla collina delle apparizioni. Ogni giorno come parrocchia a Medjugorje in media si hanno quattro ore di preghiere più le messe celebrate nelle altre lingue. La forza di Medjugorje, secondo me, oltre alla presenza di Maria, è proprio la forza della preghiera. Questo me l’hanno testimoniato anche molti sacerdoti che sono venuti a Medjugorje: ritornando nelle proprie parrocchie hanno reintrodotto la pratica dell’adorazione eucaristica e hanno visto come la gente ha risposto positivamente. La Madonna ci ha aiutato a porre Cristo al centro della attività parrocchiale di Medjugorje. Tu sai come la Madonna ha invitato in particolare alla frequentazione della Santa Messa e alla pratica della confessione. La Madonna parlando della confessione ha detto che è come una medicina. Molti invece dicono: ma io non ho nessun peccato, perché mi devo andare a confessare? Invece la Madonna ci ha insegnato che nella confessione noi riceviamo forza, grazia e luce per il buon combattimento spirituale.

PADRE LIVIO – Dunque la Madonna ha organizzato l’attività della parrocchia intorno alla preghiera cattolica, cioè la Santa Messa e i sacramenti, in particolare la Confessione che è in funzione dell’Eucaristia.
PADRE FRANCESCO – Sì. Medjugorje oggi è conosciuta in tutto il mondo come il confessionale del mondo, proprio perché il numero delle persone che si avvicinano al sacramento della confessione è il più alto rispetto agli altri santuari.

PADRE LIVIO – Io infatti ho fatto un giro in tutti i maggiori santuari d’Europa ma nessun santuario può essere paragonato Medjugorje. Poi bisogna anche dire che la gente quando vede i francescani si sente rassicurata, anche perché il frate è una figura molto cattolica. Poi a me viene sempre in mente quella parola che Gesù rivolse a San Francesco: «Va’, e rinnova la mia chiesa». Quindi noto una particolare chiamata dell’ordine francescano a questo impegno.
PADRE FRANCESCO – Io penso che la vocazione di Medjugorje a confessionale del mondo sia nata il 2 di agosto del 1981, quando la Madonna invitò i presenti a toccare il suo vestito e dopo un po’ i veggenti notarono che il vestito si era sporcato. La Madonna allora rispose che il suo vestito si era sporcato a causa di coloro che non erano in grazia di Dio, quindi invitò le persone ad andare in Chiesa a confessarsi. Allora tutta la gente andò in Chiesa e per due giorni si confessarono. Addirittura chiamarono i padri dalle altre parrocchie francescane. In queste cose tu vedi come sia proprio la Madonna ad aver guidato la parrocchia. Si tratta di un accompagnamento spirituale di Maria che ci indica come vivere la vita cristiana e come realizzare un vero cammino di conversione. Il messaggio più importante che la Madonna ci ha lasciato è proprio la conversione quotidiana e l’invito a chiedere la fede ogni giorno.

PADRE LIVIO – Non dimentichiamo che la conversione si concretizza proprio con la confessione. È una cosa incredibile vedere file di persone che aspettano anche tre o quattro ore pur di confessarsi.
PADRE FRANCESCO – E questo accade anche d’inverno al freddo…

PADRE LIVIO – Ma allora è davvero in crisi il sacramento della confessione come molti dicono oppure siamo in crisi noi preti che non dedichiamo abbastanza tempo a questo?
PADRE FRANCESCO – Avvicinarsi al sacramento della confessione significa fare l’esperienza della misericordia di Dio. A me piace parlare di Medjugorje anche come luogo della misericordia, perché i pellegrini che arrivano a Medjugorje si incontrano con la misericordia di Dio attraverso l’incontro e la mediazione di Maria nel sacramento della riconciliazione. I pellegrini si sentono accolti, amati, perdonati e rinascono spiritualmente. Come sai ogni anno noi abbiamo il festival internazionale dei giovani ad agosto. L’anno scorso erano presenti più di 40.000 giovani. Si tratta di giovani che arrivano attraverso varie esperienze personali, alcuni da soli, altri facendo l’autostop.

PADRE LIVIO – Io amo definirli “cani randagi”, nel senso che non seguono gruppi organizzati ma sono giovani che vanno alla ricerca dell’assoluto e che cercano un senso da dare alla vita.
PADRE FRANCESCO – È l’esperienza che fanno i giovani e che ho fatto anche io la prima volta che andai da solo a Medjugorje. Oggi i giovani sono alla ricerca della loro vocazione e la Madonna li aiuta a scoprire la loro vocazione e ciò che è nel piano di Dio. I giovani si sentano così accolti, e si tratta di un rapporto anche molto affettivo che motiva molto i giovani e che li spinge a fare scelte anche molto coraggiose. Non è tanto un incontro intellettuale importante quanto piuttosto un incontro di cuori. La Madonna infatti ha detto di voler realizzare a Medjugorje un luogo di comunione di cuori.

PADRE LIVIO – Sono tanti i gruppi di speciale consacrazione che nascono in riferimento all’incontro con la Regina della Pace.
PADRE FRANCESCO – A Medjugorje sono nate molte vocazioni, è difficile dire quante, sicuramente centinaia. Ogni tanto si sentono testimonianze di persone che proprio a Medjugorje hanno avuto una speciale vocazione: chi alla vita religiosa, chi alla vita claustrale, chi alla vita attiva, chi alla famiglia.

PADRE LIVIO – Non dimentichiamo che oggi la famiglia è una delle frontiere dell’evangelizzazione.
PADRE FRANCESCO – Molti messaggi che la Madonna ha lasciato riguardano proprio la famiglia e molte persone hanno ritrovato proprio la comunione e l’unità grazie all’esperienza di preghiera a Medjugorje. Molte persone testimoniano questo: la forza di continuare nonostante le difficoltà.

PADRE LIVIO – Parliamo ora della tematica della fede: la Madonna nei suoi primi messaggi ha detto che è venuta a Medjugorje per risvegliare la fede. Oggi veramente c’è il pericolo grandissimo che si perda con molta facilità la fede.
PADRE FRANCESCO – La Madonna propone un cammino di fede semplice ma anche molto efficace. La Madonna ha detto che la fede non può essere viva senza la preghiera, per questo ci invita un ogni giorno a pregare e a chiedere il dono della fede e della perseveranza della fede, che deve essere alimentata dalla preghiera e dalla Parola di Dio. Ha anche detto di mettere nelle nostre case la Sacra Scrittura e di leggerne ogni giorno un brano. La fede va nutrita anche con la pratica dei sacramenti.

PADRE LIVIO – Tu hai scritto questo libri e io sostengo che i libri su Medjugorje non sono mai troppi. Posso però chiederti il motivo che ti ha spinto a scrivere un libro?
PADRE FRANCESCO – Celebrando di sabato le messe mariane, mi sono accorto usando il messale durante l’anno come molti dei messaggi rispecchiano la liturgia e la tradizione della Chiesa. Quindi è chiaro che possiamo sicuramente dire che Maria che riconosciamo dai messaggi è la stessa madre che noi riconosciamo nella Sacra Scrittura e nella dottrina del magistero della Chiesa. È vero che Maria è la donna umile e silenziosa, ma è anche la donna forte e virile di cui ci parla il libro biblico dei Proverbi, e anche tante figure bibliche sembrano preannunciarla, come Ester e Giuditta. Pensando a questo ho iniziato a cercare nei messaggi quei riferimenti alla Scrittura e alla liturgia della Chiesa. Questo per dimostrare che i messaggi data a Medjugorje non sono in contraddizione con la Tradizione della Chiesa.

PADRE LIVIO – Molta gente magari non ci fa molto caso, anche perché il modo che ha la Madonna di porgere i messaggi è molto semplice, ma quello che stupisce è come i suoi messaggi sono pieni di Sacra Scrittura e pieni di liturgia.
PADRE FRANCESCO – Infatti il messaggio di ogni 25 del mese richiama i temi forti dell’anno liturgico. Maria cammina con la Chiesa e i messaggi sono sempre messaggi liturgici che ci parlano del tempo che stiamo vivendo. Pensiamo alle feste come il Natale, la Pasqua, le Pentecoste… è veramente una catechesi pastorale attenta al cammino della Chiesa, una catechesi che dura da 27 anni.

PADRE LIVIO – Abbiamo visto dunque quale vuole essere lo spirito del tuo libro, cioè dimostrare come la Madonna che si esprime tramite i messaggi dati a Medjugorje sia la stessa figura in cui crede la Chiesa. Quali sono i punti che hai messo particolarmente in luce?
PADRE FRANCESCO – A me piace sottolineare questo ruolo materno di Maria in cui ci esorta ad essere coraggiosi, a testimoniare la fede e ci invita alla nuova evangelizzazione. Ci chiama ad essere apostoli e discepoli della pace ricordandoci che la pace la riceviamo accogliendo suo Figlio come Re della Pace. Diverse volte ha detto: «Vi porto mio figlio, vostro Dio, il Re della Pace». Ci invita ad accogliere Gesù come Re della Pace nella nostra vita, in modo che possiamo diventare, attraverso l’accoglienza di Gesù, degli strumenti di pace nel mondo intero. Le apparizioni e i messaggi di Medjugorje riguardano tutto il mondo e vengono diffusi in tutto il mondo: ci sono decine e decine di milioni di persone che seguono i messaggi di Medjugorje. A me piace questo ruolo di Maria, e in quello che viene definito “il tempo di Maria” vediamo come lei è scesa in campo e guida i suoi figli all’incontro con Cristo nella Chiesa. Lei è veramente la donna coraggiosa, la madre che ci guida e che ci protegge dai pericoli spirituali e dagli assalti del male, colei che ci custodisce nella fede, perché oggi ciò che è in crisi è soprattutto la fede. Lei ci propone un cammino ecclesiale di fede in cui al centro c’è l’Eucaristia, il sacramento della confessione e l’amore per la Chiesa.

PADRE LIVIO – Ciò che mi colpisce è come la Madonna sia sempre in sintonia con la Chiesa. Ho notato che a Medjugorje la Madonna si presenta soprattutto come madre della Chiesa. Noi sappiamo che quando è terminato il Concilio Vaticano II papa Paolo VI ha proclamato Maria “Madre della Chiesa”. A Medjugorje, come hai messo in evidenza nel tuo libro, questa suo ruolo materno è estremamente chiaro, tanto è vero che nei suoi messaggi inizia sempre chiamandoci “cari figli”.
PADRE FRANCESCO – Mi pare importante questo invito ad accogliere la sua presenza materna nella nostra vita spirituale. Fare l’affidamento quotidiano della propria vita alla Madonna è molto importante. La Madonna ha come compito quello di essere madre spirituale e maestra nella fede. Lei sa esattamente come aiutarci a crescere nella fede e come guidarci all’incontro con Cristo attraverso la sua la sua presenza, il suo insegnamento e la sua intercessione materna. Tante volte ci ha invitato ad accoglierla nella nostra vita spirituale affinché – come ha detto in un messaggio – attraverso di lei possiamo essere guidati nella profondità della vita spirituale. Chiaramente Giovanni Paolo II, il papa “totus tuus”, ne è un esempio eloquente con il suo affidamento quotidiano della vita.

PADRE LIVIO – Mi permetto di dire che il suo pontificato è stato proprio guidato da Maria: la vita di Giovanni Paolo II è un grande capolavoro di Maria, è stato il figlio che ha risposto chiamata della madre. Ho notato però che anche Benedetto XVI diventa col tempo sempre più mariano…
PADRE FRANCESCO – Nella veglia mariana di sabato scorso papa Benedetto XVI ci ha invitato proprio a costruire questa civiltà dell’amore. Proprio come ci invita a fare Maria.

PADRE LIVIO – Dato che siamo entrambi sacerdoti, possiamo tranquillamente dire anche qualcosa di noi stessi. Una delle cose che molti non sanno è che a Medjugorje, oltre ai pellegrini, vanno anche tanti sacerdoti. È un fatto incredibile: in nessun santuario mariano c’è una presenza così alta di sacerdoti. Moli vanno per riscoprire e rinnovare la propria vocazione sacerdotale.
PADRE FRANCESCO – Nei primi giorni delle apparizioni i ragazzi hanno chiesto alla Madonna cosa chiedeva in particolare ai sacerdoti, e la Madonna ha risposto: “che conservino il popolo nella fede”. La Madonna ai sacerdoti chiede di amministrare i sacramenti, di predicare la Parola di Dio, di celebrare la Santa Messa e il sacramento della riconciliazione, di praticare l’accompagnamento spirituale. In Italia molti sacerdoti mi dicono che sono molti gli impegni nelle parrocchie e a volte non c’è neppure il tempo per restare nei confessionali e di restare almeno un’ora davanti ad Gesù eucaristia. I sacerdoti che vengono a Medjugorje riscoprono attraverso la preghiera la bellezza del ministero sacerdotale. Quando poi si sacerdoti rientrano nelle loro parrocchie di fatto le rinnovano ripartendo dalla preghiera, dalla Parola di Dio e dalla Eucaristia.

PADRE LIVIO – La Madonna dunque ha insegnato a noi sacerdoti quello che è l’essenziale. Nonostante tutti i possibili impegni pastorali, la Madonna ci ha aiutato a scoprire l’altare, il pulpito e il confessionale. Sono questi i tre punti strategici con cui fare la grande battaglia per la salvezza eterna delle anime.
PADRE FRANCESCO – A Medjugorje arrivano anche moltissimi vescovi. I pellegrinaggi sono ovviamente privati perché la Chiesa non si è ancora pronunciata, dal momento che le apparizioni sono ancora in corso. Vediamo anche che molti sacerdoti ritornano volentieri. Un sacerdote è venuto da me piangendo e diceva: «per anni ho detto ai miei parrocchiani di non andare a Medjugorje!». Adesso viene a Medjugorje due o tre volte all’anno. Si tratta di esperienze molto forti. Un vescovo si mise a disposizione per le confessioni, confessò per due ore, poi uscì e disse: «ho capito». Quando arrivano da noi i sacerdoti, li invitiamo sempre ad andare a confessare: solo così è possibile capire la grazia che opera a Medjugorje.

PADRE LIVIO – Tu vedi i cuori che si aprono, e questo lo può fare soltanto la grazia.
PADRE FRANCESCO – Sono già tre anni che nel corso del festival internazionale di giovani noi presentiamo il messaggio della divina misericordia che è stato dato da Gesù a Santa Faustina Kowalska. Ci troviamo proprio in questo grande tempo di misericordia, di grazia e di conversione. La Madonna a Medjugorje non è venuta a spaventare nessuno, anzi, ha detto che chi predica non ha paura del futuro.

PADRE LIVIO – Anche io qui a Radio Maria presento il tempo dei Dieci Segreti come il tempo della misericordia e della grazia, il tempo in cui si vedrà la potenza di Dio che apre il futuro ad una prospettiva di prosperità e di pace. Siccome qui in Italia alle volte si diffondono delle notizie un po’ tendenziose su quello che è l’atteggiamento ufficiale della Chiesa riguardo alle apparizioni a Medjugorje, tu potresti riassumerlo?
PADRE FRANCESCO – La posizione ufficiale della Chiesa è che è consentito andare a Medjugorje privatamente perché la Chiesa non si è ancora pronunciata ufficialmente. Anche ai sacerdoti è consentito accompagnare i pellegrini a Medjugorje perché la Chiesa vuole che giustamente ci sia una assistenza spirituale per i pellegrini. Inoltre noi chiediamo sempre ai sacerdoti di aiutarci nelle confessioni, questo perché Medjugorje non è un qualcosa che sta al di fuori della Chiesa ma è una parrocchia che sta nella Chiesa!

PADRE LIVIO – Va anche detto che la parrocchia di Medjugorje è in piena comunione con il vescovo e che tutti i francescani presenti operano con il suo mandato. Quando parliamo di Chiesa intendiamo riferirci alla Santa Sede, che è l’autorità massima della Chiesa.
PADRE FRANCESCO – Sì, c’è anche il documento ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede che afferma che i pellegrinaggi a Medjugorje sono consentiti.

PADRE LIVIO – Tengo poi a precisare che nel libro intervista del giornalista Giuseppe De Carli al card. Bertone, nel capitolo in cui si parla di Medjugorje, c’è sintetizzata la posizione ufficiale della Chiesa, che è quella che hai esattamente detto tu adesso. Va anche ricordato, e lo si dica con tutto rispetto, che il vescovo locale parla a titolo personale. Questo è dunque il quadro in cui la Chiesa lascia che la Madonna semini e raccolga i suoi frutti.
PADRE FRANCESCO – C’è da dire che molte volte l’entusiasmo dei pellegrini è anche eccessivo, ma questo lo si può facilmente comprendere perché molti di loro riscoprono e rinnovano la fede dopo tanti anni, e molte volte non si è neanche in grado di gestire bene emozioni così forti. Rientrando nelle proprie parrocchie, alle volte, anche nei confronti dei propri parroci, queste persone possono apparire forse un po’ aggressive, ma si tratta dell’entusiasmo di una scoperta. Quello che è importante è che queste persone vengano accolte ed aiutate a ricominciare e ad intraprendere un cammino di fede… altrimenti finiscono per ritornare sempre a Medjugorje!

PADRE LIVIO – Non si deve fare di Medjugorje la propria parrocchia, ma si può fare della propria famiglia e comunità un luogo di preghiera. A Medjugorje viene gente da ogni parte del mondo, ma io direi che l’Italia ha comunque un legame tutto particolare.
PADRE FRANCESCO – Questo legame penso che si è fortificato soprattutto durante la guerra della ex Jugoslavia. A quel tempo l’Italia aveva risposto con grande generosità e quindi si è legata molto alla Bosnia-Erzegovina. Gli aiuti umanitari arrivano tuttora, anche perché c’è ancora molto bisogno soprattutto in Bosnia, ma anche a Mostar, dove la situazione non si è del tutto stabilizzata e la ricostruzione non è ancora avvenuta.

PADRE LIVIO – Il vento di Medjugorje ha saldato molto questi due popoli.
PADRE FRANCESCO – Poi anche lei ha fatto molto per Medjugorje attraverso Radio Maria…

PADRE LIVIO – C’è però da dire che quanto abbiamo fatto lo abbiamo fatto anche per gratitudine. Medjugorje ci dà così tanto dal punto di vista spirituale che è molto di più ciò che si riceve rispetto quello che si dà. Inoltre si vorrebbe che anche gli altri ricevessero questa grande grazia di scoprire Maria nella propria vita. Noi come Radio Maria abbiamo ricevuto sicuramente moltissimo da Medjugorje, anche se devo dire con tutta sincerità che noi non abbiamo mai voluto organizzare pellegrinaggi e che ci siamo sempre astenuti da qualsiasi forma di propaganda. Il fatto che la nostra radio sia rimasta così fervorosa nel tempo è dovuto alla forza della fede, e la forza della fede è dovuta alla forza che abbiamo tratto dalla Madonna e dai suoi messaggi. È dunque vero che Radio Maria ha fatto molto per Medjugorje, ma è anche vero che la Madonna ha fatto molto di più per Radio Maria, nel senso che l’ha tenuta viva, entusiasta, perennemente giovane e ci ha impedito di scadere al livello della routine delle altre radio parrocchiali.
PADRE FRANCESCO – La testimonianza dei pellegrini è straordinaria quando ci riferiscono dell’importanza di Radio Maria in Italia e di come non riescano a fare a meno di ascoltarla. È uno strumento eccezionale…

PADRE LIVIO – Siamo dunque ora arrivati alla fine di questa nostra fraterna conversazione con padre Francesco Rizzi, che molti di voi già avranno incontrato a Medjugorje. Ci rimarrai ancora per un po’ di tempo?
PADRE FRANCESCO – Quest’anno c’è il capitolo, il padre provinciale mi dirà se continuare lì oppure prendere un altro impegno. Staremo a vedere.

PADRE LIVIO – Lasciamo fare la Madonna, tanto alla fine comanda lei! Ripetiamo dunque il titolo del libro di padre Francesco: Medjugorje, il nuovo mondo della pace, libro a cui ho fatto una prefazione nonostante io non ami molto scrivere prefazioni ai libri. Questa volta l’ho fatto però ben volentieri anche per gratitudine verso la parrocchia di Medjugorje.
PADRE FRANCESCO – Vorrei concludere questa intervista citando il messaggio del 25 dicembre 1992, da cui ho preso spunto per il titolo del libro:

“Cari figli, oggi desidero mettervi tutti sotto il mio manto e proteggervi da tutti gli attacchi satanici. Oggi è il giorno della pace, ma in tutto il mondo c’è tanta mancanza di pace. Perciò vi invito tutti a costruire con me, attraverso la preghiera, il nuovo mondo della pace. Io non posso farlo senza di voi e perciò vi invito tutti con il mio amore materno ad aiutarmi; il resto lo farà Dio. Per questo apritevi ai piani di Dio e ai suoi progetti, per poter collaborare con Lui per la pace e il bene. E non dimenticate che la vostra vita non è vostra, ma un dono con il quale dovete dare gioia agli altri e guidarli verso la vita eterna. Cari figli, che la tenerezza del mio piccolo Gesù vi accompagni sempre. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Questo messaggio è dunque un programma di quello che è avvenuto e sta avvenendo a Medjugorje. Saluto dunque tutti i radioascoltatori, e ringrazio padre Livio per avermi ospitato qui in radio a presentare il mio libro. Rientrerò a Medjugorje questa settimana, e il mio impegno sarà quello della preghiera per tutti voi. Allo stesso modo chiedo di essere sostenuto da voi con la vostra preghiera per il nostro ministero sacerdotale. Grazie e un caro saluto a tutti! (trascrizione a cura di Aldo Galli)

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