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Venite dietro a me, dice il Signore, vi farò pescatori di uomini.

3 settembre 2009

Col 1,9-14
Ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, dal giorno in cui ne fummo informati, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che abbiate piena conoscenza della sua volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio.
Resi forti di ogni fortezza secondo la potenza della sua gloria, per essere perseveranti e magnanimi in tutto, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce.
È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre
e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,
per mezzo del quale abbiamo la redenzione,
il perdono dei peccati.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza. Sal 97

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.

Canto al Vangelo (Mt 4,19)
Alleluia, alleluia.
Venite dietro a me, dice il Signore,
vi farò pescatori di uomini.
Alleluia.

Lc 5,1-11
Lasciarono tutto e lo seguirono.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
mons. Vincenzo Paglia

Gesù, sino ad ora ha parlato alle folle, a quelle folle sbandate, stanche e sfinite che apparivano come pecore senza pastore. Non sono solo le folle di ieri; in esse vediamo anche quelle di oggi, anch’esse senza chi si prenda cura di loro. Gesù vuole creare attorno a sé una piccola comunità di discepoli che stiano con lui e lo aiutino in questo compito di misericordia. Non a caso sale sulla barca di Simone per parlare alla gente rimasta sulla riva. Terminato di parlare, chiede a Pietro di prendere il largo e gettare la rete. Avevano pescato tutta la notte, ma non avevano preso nulla. Del resto, Gesù non stava con loro. E, senza di lui, non possono nulla. Pietro, tuttavia, ascoltò il comando di Gesù e, pur non capendo, obbedisce. E avvenne una pesca miracolosa. Era così abbondante che dovettero chiamare gli altri in aiuto. Vedendo questo, i quattro pescatori, abbandonarono tutto e si misero a seguire Gesù. Da quel giorno iniziò la storia di questa singolare fraternità che è la Chiesa. Il Vangelo continua a chiamare nuove braccia perché la rete della misericordia si allarghi e nessuno resti fuori

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