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Meeting di Rimini: il cuore ci spinge a desiderare cose grandi

4 settembre 2009

Si è concluso ieri a Rimini il Meeting per l’Amicizia fra i popoli organizzato da Comunione e Liberazione e giunto alla sua 30esima edizione. Una kermesse dedicata al tema della conoscenza come avvenimento e che ha visto quasi 800 mila presenze. Annunciato il titolo del Meeting 2010 che si terrà dal 22 al 28 agosto: “Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore”. Il servizio della nostra inviata a Rimini, Debora Donnini.

La conoscenza è partecipazione ad un fatto, ad una presenza. E Cristo è un fatto. Cristo ha vinto la storia perchè vive ancora. Così Giancarlo Cesana – professore di Igiene all’Università di Milano Bicocca ed esponente storico di Cl – all’incontro che ha chiuso il Meeting 2009 e dove è stato presentato il libro di don Giussani dal titolo “Qui e ora”. Evidenziato come il luogo in cui la memoria di Cristo si fa viva è la comuntà cristiana fatta da uomini che sono insieme perchè c’è Cristo. Toccanti anche le parole del giornalista Oscar Giannino sul suo percorso interno che da giovane anticlericale lo ha portato ad avviciarsi sempre di più alla realtà cristiana colpito molto da don Giussani e dunque dal movimento di Comunione e Liberazione. Con quasi 800 mila presenze è stata una delle edizioni più affollate quella di quest’anno, ha affermato la presidente del Meeting, Emilia Guarnieri, alla conferenza stampa finale. Colpiscono i 400 volontari che pagandosi vitto e alloggio sono la colonna portante del Meeting. Un’edizione internazionale con 57 Paesi rappresentati in vari modi. Anche quest’anno il Meeting è stato un susseguirsi di testimonianze dal mondo della scienza con due premi Nobel per la fisica, a quello della cultura con filosofi come Remy Brague; da quello della politica a quello dell’economia. Centrali, in questo meeting dedicato alla conoscenza, le parole del messaggio del Papa: “Non il distacco e l’assenza di coinvolgimento sono l’ideale da rincorrere, peraltro invano, nella ricerca di una conoscenza ‘obiettiva’, bensì un coinvolgimento adeguato con l’oggetto”.


Per un bilancio del Meeting 2009 ascoltiamo il direttore del Meeting Sandro Ricci intervistato da Debora Donnini.

R. – E’ decisamente un bilancio molto positivo dal punto di vista della partecipazione del pubblico, perché è andato veramente oltre ogni aspettativa. La partecipazione è stata veramente massiccia. Quest’anno molto probabilmente raggiungeremo le ottocentomila presenze. Quindi, un dato veramente notevole. Ma il bilancio è positivo anche rispetto al contenuto del Meeting. Il titolo era già molto accattivante, ma i personaggi che sono venuti hanno trattato il tema in maniera affascinante e interessante, quindi siamo veramente contenti del livello che si è raggiunto nei vari aspetti che sono stati toccati durante il programma.


D. – Al Meeting ci sono quattromila volontari che vi lavorano. Questo è il segno di un desiderio di fare un’esperienza, conoscenza, di gratuità?


R. – Assolutamente. Anche a noi stupisce questo fatto di questa enorme fedeltà che queste persone hanno avuto nel tempo, perché sono 30 anni che lavoriamo con questi volontari, anche se poi c’è un ricambio ogni anno di circa il 50 per cento. Quindi, questo dimostra che sono tantissime le persone che sono passate. Sicuramente, una cosa che continua così nel tempo ha bisogno di essere ben radicata, altrimenti non avrebbe una durata così lunga. E’ possibile che l’esperienza cristiana che si vive sia in grado di attraversare e far vivere anche questa settimana con gusto. Questa è la grande sfida che il volontario viene a vivere al Meeting.


D. – La conoscenza è un avvenimento: è il titolo di quest’anno. Quali interventi l’hanno personalmente colpita di più o comunque hanno colpito maggiormente voi come direzione del Meeting?


R. – Due in maniera particolare. A me personalmente sono stati a cuore sicuramente l’intervento di Carmine Di Martino, insegnante all’Università di Milano, che ha affrontato proprio dal punto di vista della modernità il tema della conoscenza come avvenimento, facendo uno spaccato di quello che è il pensiero filosofico della modernità e come questa affermazione si collocava dentro a questo pensiero. L’altro intervento interessante è stato quello di don Julián Carrón, che ha affrontato il tema della conoscenza come avvenimento in San Paolo. In San Paolo questo tema è stato affrontato sia come pensiero, ma anche come esperienza. Interessantissimo il dato di lettura della Lettera ai Galati, dove appunto San Paolo dice: “Guardate l’esperienza che avete fatto per giudicare che cosa avete conosciuto”. Non è una questione intellettuale, ma è una questione che avete vissuto. E’ quella che determina la conoscenza.


D. – In un certo senso, allora, anche tutto il “successo” del Meeting dimostra che l’esperienza cristiana è valida oggi ed è in grado di attirare oggi le persone…


R. – Assolutamente sì, e tra l’altro questa non è solo un’affermazione teorica, ma è documentata dall’esperienza di questi testimoni che sono venuti in questi giorni. Penso ad Amparito che dall’Ecuador è venuta a testimoniare che cosa ha voluto dire il suo incontro con la fede cristiana, in termini di capacità di affrontare una vita così contraddittoria come era la sua, piena di povertà, di difficoltà oggettive nella vita. O altrimenti i nostri amici del rione Sanità, che hanno testimoniato che pure in una situazione così contraddittoria e pesante come quella di Napoli “nessun dono vi manca”, come aveva detto Carrón due anni fa, perché anche lì è possibile attraverso l’esperienza cristiana vivere a fondo quelle circostanze.


D. – Il Meeting quest’anno ha compiuto trenta anni. Qual è il messaggio che volete dare al termine di questi 30 anni?


R. – Sicuramente il messaggio è che l’esperienza cristiana è l’esperienza per cui vale la pena veramente vivere. Noi siamo tutti poveri uomini, come ognuno, pieni dei nostri limiti, ma l’incontro che abbiamo fatto con Cristo come presenza viva nella storia è veramente in grado di cambiare la nostra vita e quindi attraverso di noi anche la vita della società. Quindi, in questi 30 anni di esperienza siamo contenti di aver confermato questa possibilità e dato, a chi di noi fa il Meeting da 30 anni o a chi è arrivato all’ultimo momento, la certezza di avere incontrato un’esperienza di pienezza e di completezza con la propria vita.(Montaggio a cura di Maria Brigini)

radiovaticana

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