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pace mondiale e matrimonio

4 settembre 2009

I)° ARTICOLO Il Papa collega pace mondiale e matrimonio

MANASSAS, Virginia, mercoledì, 16 aprile 2008 (ZENIT.org).- Una nuova analisi mostra una svolta inusuale che Benedetto XVI ha dato parlando di come porre fine ai conflitti globali: il Pontefice afferma che il rispetto per il matrimonio è fondamentale se il mondo vuole raggiungere la pace.

Pope Benedict XVI on Marriage: A Compendium” (“Papa Benedetto XVI sul Matrimonio: un Compendio”) è stato pubblicato dall’Istituto per il Matrimonio e le Politiche Pubbliche, con sede in Virginia, alla vigilia del viaggio papale negli Stati Uniti.

Lo studio spiega che nel suo pontificato quasi triennale Benedetto XVI ha parlato pubblicamente del matrimonio in 111 occasioni, collegandolo a temi come i diritti umani, la pace mondiale e il dialogo tra fede e ragione.

Maggie Gallagher, presidente dell’Istituto per il Matrimonio e le Politiche Pubbliche, afferma che il Papa “ha sostenuto in modo sempre più chiaro che il dibattito su matrimonio e famiglia è centrale – non periferico – per comprendere la persona umana e difendere la nostra dignità umana”.

L’analisi sottolinea i commenti del Papa in queste occasioni, ad esempio ricevendo le lettere credenziali della nuova ambasciatrice statunitense presso la Santa Sede, e il suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest’anno.

Riferisce inoltre un discorso papale del 21 settembre 2007 in cui Benedetto XVI ha affermato: “Alcuni ritengono che la ragione umana sia incapace di cogliere la verità e, pertanto, di perseguire il bene corrispondente alla dignità della persona. C’è poi chi valuta legittima l’eliminazione della vita umana nella sua fase prenatale o in quella terminale. Preoccupante è inoltre la crisi in cui versa la famiglia, cellula fondamentale della società fondata sul matrimonio indissolubile di un uomo e di una donna”.

“L’esperienza dimostra che quando la verità dell’uomo è oltraggiata, quando la famiglia è minata nelle sue fondamenta, la pace stessa è minacciata, il diritto rischia di essere compromesso e, come logica conseguenza, si va incontro a ingiustizie e violenze”.

L’Istituto ha riconosciuto che definire il matrimonio un requisito per la pace mondiale può “sembrare una stranezza agli Americani”. Ad ogni modo, “in questo caso Benedetto XVI ha chiarito che non è involontaria”.

“Il breve pontificato di Benedetto XVI – sostiene Gallagher – è già un rimprovero a quelle voci del nostro tempo che cercano di farci vergognare o imbarazzare del fatto di prenderci cura del matrimonio e delle questioni sessuali, che cercano di portarci a vedere il dibattito contemporaneo sul matrimonio come una mera distrazione da argomenti più importanti”.

Il Papa, ha sottolineato,

“collega chiaramente vita e matrimonio, la persona umana nella famiglia umana, alle più importanti questioni internazionali di pace e diritti umani che bisogna affrontare nella nostra epoca”.

Intervento in occasione dell’Angelus

CASTEL GANDOLFO, domenica, 30 agosto 2009 (ZENIT.org).- Pubblichiamo l’intervento pronunciato da Benedetto XVI questa domenica a mezzogiorno rivolgendosi ai pellegrini riuniti nel cortile della residenza pontificia di Castel Gandolfo in occasione dell’Angelus.Cari fratelli e sorelle!

Tre giorni fa, il 27 agosto, abbiamo celebrato la memoria liturgica di santa Monica, madre di sant’Agostino, considerata modello e patrona delle madri cristiane. Di lei molte notizie ci vengono fornite dal figlio nel libro autobiografico Le confessioni, capolavoro tra i più letti di tutti i tempi. Qui apprendiamo che sant’Agostino bevve il nome di Gesù con il latte materno e fu educato dalla madre nella religione cristiana, i cui princìpi gli rimarranno impressi anche negli anni di sbandamento spirituale e morale. Monica non smise mai di pregare per lui e per la sua conversione, ed ebbe la consolazione di vederlo ritornare alla fede e ricevere il battesimo. Iddio esaudì le preghiere di questa santa mamma, alla quale il Vescovo di Tagaste aveva detto: “È impossibile che un figlio di tante lacrime vada perduto”. In verità, sant’Agostino non solo si convertì, ma decise di abbracciare la vita monastica e, ritornato in Africa, fondò egli stesso una comunità di monaci. Commoventi ed edificanti sono gli ultimi colloqui spirituali tra lui e la madre nella quiete di una casa di Ostia, in attesa di imbarcarsi per l’Africa. Ormai santa Monica era diventata, per questo suo figlio, “più che madre, la sorgente del suo cristianesimo”. Il suo unico desiderio era stato per anni la conversione di Agostino, che ora vedeva orientato addirittura verso una vita di consacrazione al servizio di Dio. Poteva pertanto morire contenta, ed effettivamente si spense il 27 agosto del 387, a 56 anni, dopo aver chiesto ai figli di non darsi pena per la sua sepoltura, ma di ricordarsi di lei, dovunque si trovassero, all’altare del Signore. Sant’Agostino ripeteva che sua madre lo aveva “generato due volte”.

La storia del cristianesimo è costellata di innumerevoli esempi di genitori santi e di autentiche famiglie cristiane, che hanno accompagnato la vita di generosi sacerdoti e pastori della Chiesa. Si pensi ai santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, entrambi appartenenti a famiglie di santi. Pensiamo, vicinissimi a noi, ai coniugi Luigi Beltrame Quattrocchi e Maria Corsini, vissuti tra la fine del XIX secolo e la metà del 1900, beatificati dal mio venerato predecessore Giovanni Paolo II nell’ottobre del 2001, in coincidenza con i vent’anni dell’Esortazione Apostolica Familiaris consortio. Questo documento, oltre ad illustrare il valore del matrimonio e i compiti della famiglia, sollecita gli sposi a un particolare impegno nel cammino di santità, che, attingendo grazia e forza dal Sacramento del matrimonio, li accompagna lungo tutta la loro esistenza (cfr n. 56). Quando i coniugi si dedicano generosamente all’educazione dei figli, guidandoli e orientandoli alla scoperta del disegno d’amore di Dio, preparano quel fertile terreno spirituale dove scaturiscono e maturano le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Si rivela così quanto siano intimamente legati e si illuminino a vicenda il matrimonio e la verginità, a partire dal loro comune radicamento nell’amore sponsale di Cristo.

Cari fratelli e sorelle, in quest’Anno Sacerdotale, preghiamo perché, “per intercessione del Santo Curato d’Ars, le famiglie cristiane divengano piccole chiese, in cui tutte le vocazioni e tutti i carismi, donati dallo Spirito Santo, possano essere accolti e valorizzati” (dalla Preghiera per l’Anno Sacerdotale). Ci ottenga questa grazia la Santa Vergine, che ora insieme invochiamo.

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