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A scuola dall’Anticristo

6 settembre 2009

“La scuola è in mano all’Anticristo”

[…]Nello stesso periodo Demme si avvicinò alla fede. «Quando stavo all’Unità, più che ateo o anticattolico diciamo che ero agnostico. Giovanni Paolo II si salvò dai proiettili sparati da Ali Agca nel giorno dedicato alla Madonna di Fatima. Andai a leggermi la storia di questi tre pastorelli portoghesi: capii che avevano previsto con anni di anticipo tutti i grandi avvenimenti del Novecento, incluso l’attentato al Papa. Dopo qualche mese bussò alla mia porta una venditrice di libri, che riuscì a vendermi un volume su Medjugorje. Ci sono andato in viaggio di nozze. Il primo rosario l’ho recitato con Cristina. Mi sono sentito come la volpe stanata dal bosco, costretta a correre allo scoperto, di cui parla Lewis, l’autore delle Cronache di Narnia. Ho dovuto dire: va bene, hai vinto, c’è Qualcosa».

La Chiesa cattolica non ha una posizione ufficiale sul darwinismo, lascia l’ ultima parola alla scienza.
«Il discorso è più scientifico che teologico. Nessuno è mai riuscito a spiegare il passaggio dal brodo primordiale alla complessità della cellula. Come e perché le cellule si sono unite e organizzate sino a formare organismi superiori? Il salto dall’animale all’uomo risponde a una concezione magica della scienza. Perché non siamo circondati da forme di vita intermedie?».[…]

Giovanni Paolo II disse che l’ipotesi evoluzionistica era «più che una teoria».
«Il Papa attuale mi sembra più critico. Joseph Ratzinger era ancora cardinale quando metteva in guardia l’umanità:  Tutto deve ridiventare fisica. La teoria dell’evoluzione si è sempre più venuta delineando come la via per far scomparire finalmente la metafisica, per far apparire superflua l’ipotesi Dio . Ci lascino almeno lo spazio per l’enunciazione di altre teorie. È un discorso di libertà. No, l’unica libertà accettata è quella che nel testo di religione Passi di pace per le classi quarta e quinta mette San Pio da Pietrelcina e Madre Teresa di Calcutta sullo stesso piano di padre Alex Zanotelli e Gino Strada. Col nullaosta della Cei e l’imprimatur del vescovo di Casale Monferrato».
A scuola dall’Anticristo. Perché ha scelto questo titolo per il suo libro?
«Basta leggere lo studio Il mito della scuola unica di Charles Glenn. Nelle aule trionfa la mentalità massonica ottocentesca che concepiva la scuola di Stato quale strumento per sottrarre alla Chiesa la possibilità di educare le nuove generazioni. La Rivista della Massoneria lo scriveva nel 1879:  L’unico modo per abbattere la superstizione del sacramento della confessione è la scuola. La scuola è il cannone della battaglia morale , e infatti oggi i miei scolari sono sospinti verso il paganesimo: anziché in Gesù credono nei Gormiti, personaggi di plastica che manifestano la loro divinità attraverso il potere sulla natura. Anche nella Cambogia di Pol Pot la pretesa di rifondare il mondo passava attraverso l’indottrinamento dei bambini,  lavagne bianche da cui tenere lontana qualsiasi traccia di tradizione per potervi scrivere sopra a piacimento.  Chi controlla il passato, controlla il presente , profetò George Orwell, quello del Grande Fratello e della Fattoria degli animali. La  lavagna è quasi bianca anche in Italia».

Dice?
«Dico. E aggiungo, per esperienza personale: chi prova a riempirla di contenuti cristiani si attira grandi sventure. Lei pensi che sono stato convocato in curia dal responsabile diocesano dell’ufficio scuola. Teneva fra le mani la fotocopia di una mia dispensa di storia in cui dimostravo che Cristoforo Colombo era interessato all’evangelizzazione. Mi ha dato dell’integralista. Eppure era il pensiero di Papa Wojtyla. La scuola di Stato si mantiene neutra su tutto e così facendo serve i gruppi di potere. Una situazione ben fotografata in una scritta che don Luigi Giussani notò molti anni orsono sui muri di un liceo milanese:  Questa scuola puzza di niente . Detta legge il relativismo. Speriamo non diventi veltronismo: ha ragione Tizio  ma anche Caio».

di Stefano Lorenzetto
Il Giornale, domenica 30 marzo 2008,
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