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il cristiano e la politica

7 ottobre 2009

Josemaría Escrivá fin dal 1928 aveva insegnato a quanti gli stavano accanto che i laici cristiani non possono limitarsi a vivere la propria fede nell’ambito del privato.[…]

la libertà personale “acquista il suo autentico significato quando viene esercitata a servizio della verità che redime, quando è spesa alla ricerca dell’Amore infinito di Dio”[…]

“Unità spirituale e varietà nelle cose temporali sono perfettamente compatibili… Un vero cristiano non pensa mai che l’unità delle fede, la fedeltà al Magistero e alla Tradizione della Chiesa, l’ansia di far giungere agli altri il messaggio di salvezza portato da Cristo… siano in contrasto con la diversità di atteggiamenti in quelle cose che, come si suol dire, Dio ha lasciato alla libera discussione degli uomini; anzi, è pienamente cosciente che questa varietà fa parte del progetto divino, è voluta da Dio il quale distribuisce i suoi doni e la sua luce come vuole. Il cristiano deve amare gli altri, e deve perciò rispettare le opinioni contrarie alla sua, convivendo in piena fraternità con coloro che la pensano in modo diverso”.

[…]

“Nessuno vale più di un altro, nessuno! Siamo tutti uguali! Ognuno di voi vale lo stesso: vale il Sangue di Cristo. Pensate che meraviglia! Perché non vi sono razze diverse, non vi sono lingue diverse; vi è solo una razza: la razza dei figli di Dio”

di Andre Tornielli

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