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AVE MARIA!

Ave, per Te la gioia risplende;
Ave, per Te il dolore s’estingue.
Ave, salvezza di Adamo caduto;
Ave, riscatto del pianto di Eva.

(Inno Akathistos)

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Ave stella del mare, nobile madre di Dio,  vergine sempre, Maria porta felice del cielo

L’angelo reca il saluto: l’Ave messaggio di Dio, muta la sorte di Eva, dona la pace all’uomo.

Rompi i legami dei miseri, rendi la luce ai ciechi, scaccia da noi ogni male, chiedi per noi ogni bene.

Mostrati madre per tutti, porta la nostra preghiera: Cristo l’accolga benigno, lui che si è fatto tuo figlio.

Vergine sola fra tutte mite e senza peccato, rendi i tuoi figli innocenti, miti e puri di cuore.

Donaci un cuore sincero, guida alla via sicura, fin che vedremo il tuo figlio gioia immortale per noi.

Gloria all’altissimo, al Padre, lode al Cristo, allo Spirito : salga al Signore, al Santo, l’unico triplice onore.

castelletto

“La mente umana non può pretendere di comprendere un così grande prodigio e mistero. E’ la fede a rivelarci che l’Immacolata concezione della Vergine è pegno di salvezza per ogni umana creatura, pellegrina sulla terra. E’ ancora la fede a ricordarci che, in forza della sua singolarissima condizione, Maria è nostro sostegno incrollabile nella dura lotta contro il peccato e le sue conseguenze”.

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Giovanni Paolo II, angelus 8 Dicembre 2003

La predestinazione eterna dell’incarnazione del Verbo fu anche la predestinazione della beata Vergine Maria ad essere la madre di Dio.[…]Questa maternità di Maria nell’economia della grazia perdura senza soste dal momento del consenso che ella diede fedelmente nell’Annunciazione.[…]Perciò la beata Vergine viene pregata nella chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice.(Costituzione Dogmatica “Lumen Gentium”)

“La Santa Vergine è nostra madre. La madre del genere umano, la nuova Eva.Ma è anche sua figlia. Il mondo antico, il mondo di prima della grazia l’ha cullata a lungo sul suo cuore desolato. Secoli e secoli, nell’attesa oscura, incomprensibile d’una virgo genitrix“(Bernanos)

“Lo sguardo della Vergine è il solo sguardo veramente infantile, il solo vero sguardo che si sia levato sulla nostra vergogna e sulla nostra disgrazia”(Bernanos)

Vanngelo di Giovanni19,25-27

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”.
Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”.

p1010274

Giovanni, invece,[…], non a torto ha cercato di dimostrare che Colei, la quale aveva generato Dio, era rimasta vergine. Solo lui, pertanto, mi insegna ciò che gli altri non mi hanno insegnato, che cioè il Crocifisso l’ha chiamata Madre; e così ha ritenuto molto più significativo che il vincitore dei tormenti e delle sofferenze, il vincitore del diavolo, compartisse le dimostrazioni del suo affetto, non che donasse il Regno celeste. Effettivamente, che il ladrone riceva il perdono dal Signore, è segno di profonda pietà; ma lo è molto, molto di più che la Madre venga onorata dal Figlio.Maria,[…]stava ritta di fronte alla croce e mirava con occhi pietosi le piaghe del Figlio, perché attendeva non la morte del pegno, ma la salvezza del mondo.(Ambrogio, espo, vangelo di Luca, 10,129-132)

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«  Era conveniente che colei che nel parto aveva conservato integra la sua verginità conservasse integro da corruzione il suo corpo dopo la morte. Era conveniente che colei che aveva portato nel seno il Creatore fatto bambino abitasse nella dimora divina. Era conveniente che la Sposa di Dio entrasse nella casa celeste. Era conveniente che colei che aveva visto il proprio figlio sulla Croce, ricevendo nel corpo il dolore che le era stato risparmiato nel parto, lo contemplasse seduto alla destra del Padre. Era conveniente che la Madre di Dio possedesse ciò che le era dovuto a motivo di suo figlio e che fosse onorata da tutte le creature quale Madre e schiava di Dio».

San Giovanni Damasceno

Un “costitutum” di Pp Sergio I (VII° sec.) parla della festa della dormitio per la quale si faceva una solenne processione.

Tale usanza si diffuse con Pp Leone IV (847) che ne fece celebrare la vigilia e l’ottava.

La definizione dogmatica, pronunciata da Pio XII il 1° novembre del 1950, dichiarando che Maria non dovette attendere, al pari delle altre creature, la fine dei tempi per fruire anche della redenzione corporea, ha voluto mettere in rilievo il carattere unico della sua santificazione personale, poiché il peccato non ha mai offuscato, neppure per un solo istante, la limpidezza della sua anima. L’unione definitiva, spirituale e corporea, dell’uomo con il Cristo glorioso, è la fase finale ed eterna della redenzione. Così i beati, che già godono della visione beatifica, sono in un certo senso in attesa del compimento della redenzione, che in Maria era già avvenuta con la singolare grazia della preservazione dal peccato.

Alla luce di questa dottrina, che ha il suo fondamento nella Sacra Scrittura, nel cosiddetto “Protoevangelo”, contenente il primo annunzio della salvezza messianica dato da Dio ai nostri progenitori dopo la colpa, Maria viene presentata come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo, Gesù.

Gesù e Maria sono infatti associati nel dolore e nell’amore per riparare la colpa dei nostri progenitori. Maria è dunque non solo madre del Redentore, ma anche sua cooperatrice, a lui strettamente unita nella lotta e nella decisiva vittoria. Quest’intima unione richiede che anche Maria trionfi, al pari di Gesù, non soltanto sul peccato, ma anche sulla morte, i due nemici del genere umano. E come la redenzione di Cristo ha la sua conclusione con la risurrezione del corpo, anche la vittoria di Maria sul peccato, con la Immacolata Concezione, doveva essere completa con la vittoria sulla morte mediante la glorificazione del corpo, con l’assunzione, poiché la pienezza della salvezza cristiana è la partecipazione del corpo alla gloria celeste.

Dall’omelia di Papa Benedetto XVI (Castel Gandolfo, 15 agosto 2008)

Cari fratelli e sorelle,

torna ogni anno, nel cuore dell’estate, la Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, la più antica festa mariana. […]

Chiediamo a Maria di farci quest’oggi dono della sua fede, quella fede che ci fa vivere già in questa dimensione tra finito e infinito, quella fede che trasforma anche il sentimento del tempo e del trascorrere della nostra esistenza, quella fede nella quale sentiamo intimamente che la nostra vita non è risucchiata dal passato, ma attratta verso il futuro, verso Dio, là dove Cristo ci ha preceduto e dietro a Lui, Maria.

Guardando l’Assunta in cielo comprendiamo meglio che la nostra vita di ogni giorno, pur segnata da prove e difficoltà, scorre come un fiume verso l’oceano divino, verso la pienezza della gioia e della pace. Comprendiamo che il nostro morire non è la fine, ma l’ingresso nella vita che non conosce la morte. Il nostro tramontare all’orizzonte di questo mondo è un risorgere all’aurora del mondo nuovo, del giorno eterno.

Maria, mentre ci accompagni nella fatica del nostro vivere e morire quotidiano, mantienici costantemente orientati verso la vera patria della beatitudine. Aiutaci a fare come tu hai fatto”.

Cari fratelli e sorelle, cari amici che questa mattina prendete parte a questa celebrazione, facciamo insieme questa preghiera a Maria. Davanti al triste spettacolo di tanta falsa gioia e contemporaneamente di tanto angosciato dolore che dilaga nel mondo, dobbiamo imparare da Lei a diventare noi segni di speranza e di consolazione, dobbiamo annunciare con la vita nostra la risurrezione di Cristo.

Aiutaci tu, Madre, fulgida Porta del cielo, Madre della Misericordia, sorgente attraverso la quale è scaturita la nostra vita e la nostra gioia, Gesù Cristo. Amen”.

fonte: http://www.verginedegliultimitempi.com

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