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150° Anniversario delle Apparizioni della Vergine Maria a Lourdes

Agenzia FIDES – 7 dicembre 2007

DOSSIER FIDES

150° Anniversario delle Apparizioni

della Vergine Maria a Lourdes

Introduzione

“Venite a vedere voi stessi che cosa sarà questo Giubileo eccezionale, anzi, meglio ancora,

venite a portare la vostra pietra per la sua costruzione!”

di Sua Ecc. Mons. Jacques Perrier, Vescovo di Tarbes et Lourdes

“Pregare e Riparare”: l’attualità del Messaggio di Lourdes

di Sua Em. il Card. Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima

Noi, Pellegrini a Lourdes

di Monsignor Luciano Alimandi

La riscoperta della maternità spirituale di Maria è centrale per vivere bene il 150°

di P. Antonio Collicelli, dell’Opera Romana Pellegrinaggi (O.R.P.)

Lourdes: un anno di grazia

di P. Ciro Bova, dell’Opera Romana Pellegrinaggi (O.R.P.)

L’Opera Romana Pellegrinaggi – Schede

STORIA DELLE APPARIZIONI E SIGNIFICATO DEL PELLEGRINAGGIO

La Vergine appare a Bernardette Soubirous

Le 18 Apparizioni di Lourdes: cronologia

Iniziano i pellegrinaggi

Il culto verso la Madonna di Lourdes orienta a Cristo

I segni di Lourdes

LA DEVOZIONE A MARIA NEL MONDO

Maria, Madre della famiglia Africana

La Madonna in America Latina

Maria nel Mondo Asiatico

Maria in Europa

DOCUMENTI DEL MAGISTERO

“Le Pèlerinage de Lourdes” : Lettera del Santo Padre Pio XII nel Centenario delle Apparizioni  della Vergine Maria a Lourdes  (2 luglio 1957)

Alcuni link a siti Mariani

Introduzione

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Sabato 8 dicembre 2007, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, si aprono le celebrazioni per il 150° anniversario delle Apparizioni della Vergine Immacolata a Lourdes. Questo Giubileo del 2008, che è il terzo dopo il Giubileo del 1908 (per il 50°) e del 1958 (per il Centenario), si pone “nella prospettiva della nuova evangelizzazione” secondo quanto ha detto Sua Ecc. Mons. Jacques Perrier, Vescovo di Tarbes et Lourdes, presentando le iniziative per l’Anno giubilare. “I santuari ed i pellegrinaggi occupano oggi un posto maggiore nella vita religiosa… I Santuari sono luoghi di evangelizzazione silenziosa” ha affermato Mons. Perrier, annunciando che il Congresso mariano-mariologico in programma a Lourdes nel settembre 2008 prenderà in considerazione la rinnovata attrattiva esercitata dai santuari, e in particolare dai santuari mariani.

Per celebrare l’Anno giubilare di Lourdes sono stati individuati 12 temi nei quali Lourdes ha competenza grazie al suo messaggio iniziale ed alla sua esperienza di un secolo e mezzo. La missione della Chiesa in ognuno di questi campi sarà illustrata attraverso iniziative diverse. Queste le “Dodici missioni di Lourdes”: la Chiesa in missione con i volontari, al servizio degli altri; la Chiesa in missione con Maria; la Chiesa in missione verso i giovani; la Chiesa in missione per l’unità dei cristiani; la Chiesa in missione per chiamare alla conversione; la Chiesa in missione verso i malati; la Chiesa in missione tra gli handicappati; la Chiesa in missione tra le nazioni; la Chiesa in missione per la pace; la Chiesa in missione nutrita dall’Eucaristia; la Chiesa in missione per l’incontro interreligioso; la Chiesa in missione tra gli esclusi.

Il Vescovo di Tarbes et Lourdes ha anche annunciato che è stato predisposto per i pellegrini un “Cammino del Giubileo” scandito da quattro tappe, dal battesimo all’Eucaristia: il Battistero parrocchiale dove è stata battezzata Bernadette, la povera abitazione della famiglia Soubirous, il cammino verso la Grotta, la cappella dove Bernadette ricevette la Prima Comunione. Il Giubileo sarà anche occasione per alcune pubblicazioni sul messaggio di Lourdes, in diverse lingue e rivolte alle diverse fasce di età. E’ stata anche composta una Messa giubilare dal maestro di cappella dei Santuari, fr. Jean-Paul Lécot.

L’8 dicembre, all’apertura del Giubileo, saranno inaugurati i mosaici che rappresentano i Misteri della Luce del Santo Rosario, realizzati da p. Marko Ivan Rupnik, in omaggio a Papa Giovanni Paolo II. Le celebrazioni per i 150 anni delle apparizioni alla grotta di Lourdes si concluderanno l’8 dicembre 2008.

Saranno proprio i volontari i protagonisti dell’apertura delle celebrazioni: 3.500 persone parteciperanno all’Incontro Internazionale: “L’Eglise en mission avec les bénévoles”. Il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, celebrerà per loro il 7 dicembre la Messa presso la Basilica sotterranea di San Pio X. Il giorno successivo, l’8 dicembre, parlerà nella Sessione Plenaria dell’Incontro Internazionale su “La Deus Caritas est e il volontariato”.

Accogliendo le suppliche di numerosi Pastori e fedeli, il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha disposto la concessione di una speciale indulgenza plenaria in occasione del 150° anniversario delle apparizioni della Beata Vergine Maria nella Grotta di Massabielle, presso Lourdes, a santa Bernardetta Soubirous. La Penitenzieria Apostolica ha provveduto a dare seguito alla decisione del Santo Padre mediante il Decreto che stabilisce che “è quotidianamente concessa l’Indulgenza plenaria ai fedeli, che, dal giorno 8 Dicembre 2007 fino al giorno 8 Dicembre 2008, piamente e alle condizioni stabilite, visiteranno la Grotta di Massabielle, e, dal 2 all’11 Febbraio 2008, visiteranno, in qualsiasi tempio, oratorio, grotta, o luogo decoroso, l’immagine benedetta della Beata Vergine Maria di Lourdes solennemente esposta alla pubblica venerazione”.

“Venite a vedere voi stessi che cosa sarà questo Giubileo eccezionale,

anzi, meglio ancora, venite a portare la vostra pietra per la sua costruzione!”

di Sua Ecc. Mons. Jacques Perrier, Vescovo di Tarbes et Lourdes

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “La festa di Nostra Signora di Lourdes ha luogo l’11 febbraio, giorno della prima apparizione della Vergine Maria a Bernadette Soubirous. Tuttavia, l’Anno giubilare che segna il 150° anniversario degli avvenimenti del 1858 si inaugura l’8 dicembre, nella festa dell’Immacolata Concezione, per  terminare l’8 dicembre dell’anno prossimo. Perché questo?

Uno dei tratti più originali di Lourdes è il nome che Maria ha pronunciato, il 25 marzo 1858, il giorno in cui la Chiesa celebra l’Annunciazione: “Io sono l’Immacolata Concezione”.

Quattro anni prima, Papa Pio IX aveva proclamato che il riconoscimento dell’Immacolata Concezione faceva parte della fede cattolica. Un dogma mal compreso, in mille modi! Infatti, Dio ha preparato Maria affinché potesse dire di “sì” alla sua missione di essere la Madre verginale del Messia, e questo fino alla Croce. Perciò, era necessario che la sua libertà non fosse ferita da alcuna traccia di peccato: una grazia eccezionale per una missione eccezionale.

Poiché Maria non ha alcuna connivenza col peccato, può essere accogliente nei confronti dei peccatori, come suo Figlio. Ed è proprio quanto si realizza a Lourdes.

Poiché Gesù, sulla Croce, ce l’ha donata come Madre e niente può limitare l’apertura del suo cuore materno, Ella ascolta e accoglie le confidenze e le richieste dei suoi figli. Così come aveva previsto, con buon anticipo, la vergogna che avrebbe arrossito la fronte degli sposi di Cana, se il vino fosse venuto a mancare. Maria che ascolta e accoglie: è la Grotta.

Lourdes vive un Giubileo permanente. Che cosa sarà dunque questo Giubileo eccezionale? Venite a vedere voi stessi, anzi, meglio ancora, venite a portare la vostra pietra per la sua costruzione. Benvenuti!”  + Jacques Terrier (Agenzia Fides 7/12/2007)

“Pregare e Riparare”: l’attualità del Messaggio di Lourdes

di Sua Em. il Card. Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Nel 2008, la Chiesa cattolica celebra i 150 anni delle Apparizioni della Vergine a Santa Bernardette Soubirous, la figlia maggiore di una famiglia numerosa e molto povera, in una grotta situata a sud della città di Lourdes (Francia sud occidentale). In questa occasione, verrà inaugurato l’Anno giubilare delle Apparizioni che ha per tema “Andate a bere alla sorgente e purificatevi”. Come ha scritto Mons. Perrier, questo giubileo ha tre obiettivi specifici: “ringraziare per tutte le grazie ricevute, prendere atto della nostra missione all’inizio del terzo millennio, aprire ancora di più le porte dei Santuari”.

Pregare e riparare. La Vergine è apparsa diciotto volte. A centocinquanta anni da quegli eventi, il messaggio di Lourdes rimane di grande attualità per il mondo di oggi. Nella prima apparizione, la giovane Bernardette, al vedere la Signora vestita di bianco, con una cintura azzurra ed una rosa d’oro su ogni piede, dello stesso colore della catenella del rosario, mise la mano nella tasca per cercare il suo. Cominciò a pregare il rosario, mentre la Signora faceva scorrere i grani del suo, senza muovere le labbra. A Lourdes, come in tutte le apparizioni della Vergine, si avverte l’urgente necessità di pregare, di più e meglio, il Santo Rosario.

Questo insegnamento diventa particolarmente vivo nella società attuale, in cui l’uomo, tante volte, vive separato da Dio e non trova la sua vera identità. La Madonna, nel condurci verso suo Figlio, ci aiuta a realizzare l’amicizia tra Dio e gli uomini. La preghiera, che la nostra Madre ci spinge a fare, è la risposta, il luogo in cui l’uomo ritrova se stesso in relazione al suo Creatore, al suo Padre. Solo Cristo ci può mostrare il mistero della nostra identità e questa scoperta si realizza nella preghiera, per intercessione di Maria Santissima. La speranza, la forza dell’uomo in cammino, ciò che gli permette di lottare giorno dopo giorno, ha la sua fonte nella preghiera, nella necessità dell’uomo di parlare a suo Padre, per conoscerlo e per conoscersi. In questa linea assume una speciale importanza la seconda enciclica di Papa Benedetto XVI, Spes salvi.

L’esempio di Santa Bernerdette ci sprona a porci in ascolto fiducioso della Parola di Dio per entrare in intimità con Lui. Così come lei desiderava ricevere l’Eucaristia, chiediamo che aumenti in noi il desiderio di entrare in comunione con Cristo e di essere dimora dello Spirito Santo. L’Eucaristia si trova al centro di questo Anno giubilare e del messaggio della Vergine nelle Apparizioni. Il giorno del Signore deve essere il centro della settimana per il cristiano; e la partecipazione alla Santa Messa, il centro della famiglia. Ogni domenica, nella Santa Messa si rinnova il sacrificio del Calvario, il “Datore” di tutte le grazie continua ad offrirsi e si aspetta da noi gesti di amore. Un buon modo per capire  come vivere questo 150° anniversario sta nel fare un apostolato di presenza e partecipazione alla Messa domenicale.

Nella ottava apparizione, la Madonna disse a bassa voce: penitenza, penitenza, penitenza… E aggiunse: prega per la conversione dei peccatori. In quelle dal 24 al 28 febbraio, invita Bernardette a pregare in riparazione dei peccati. La Vergine ritorna nuovamente con la richiesta per tutti gli uomini, la solidarietà umana non può lasciare fuori nessuno”.  Card. Juan Luis Cipriani Thorne (Agenzia Fides 7/12/2007)

Noi, Pellegrini a Lourdes

di Monsignor Luciano Alimandi

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Chi si è recato in pellegrinaggio al Santuario di Lourdes, non ha potuto mancare all’appuntamento della preghiera davanti alla Grotta dove è apparsa la Madonna, l’8 dicembre 1858.

Un luogo mistico che sembra essere come un “grembo” di madre che ti accoglie, quasi un novello fonte battesimale in cui ti immergi per riscoprire la straordinaria ed ineguagliabile bellezza di essere cristiano: avere Dio come Padre e Maria come Madre!

Lourdes è uno dei più grandi miracoli di grazia che la Chiesa conosca, in duemila anni di veneranda storia di santità e di conversione.

E’ come un immenso bacino di purezza, dove innumerevoli anime hanno lasciato le loro vesti peccaminose e si sono rivestite delle bianchi vesti della rinascita spirituale!

Alcuni, come me, vi hanno trovato la luce necessaria per abbracciare la chiamata al sacerdozio, altri la forza per restarvi fedeli.

Come negare che è proprio la Madre a conoscere più di tutti il Volere del Figlio e che, perciò, andare da Lei significa scoprire meglio il misterioso progetto di Dio su di noi.

Nessuno meglio di Lei può convincerci a “fare ciò che Lui ci dirà”!

A Lourdes, anche noi, come i servi di Cana, aprendo sinceramente il cuore alla presenza della Madre e prestando ascolto alle sue parole restiamo come affascinati dal mistero del Figlio.

Allora il suo Volere ci apparirà per quello che è veramente: via alla nostra felicità!

La Bianca Signora, Bernardette l’ha vista veramente, noi invece non la vediamo con gli occhi, ma la possiamo vedere con lo sguardo del cuore che, nella fede, sa indovinarne la presenza sul nostro cammino.

Proprio davanti alla Grotta di Massabielle, lo sguardo interiore del pellegrino si illumina di una luce che è tipica di questo luogo di grazia: è la luce della maternità spirituale di Maria che ci dona Gesù, come in un Natale sempre rinnovato.

E’ grande il contributo che queste apparizioni mariane hanno dato ad innumerevoli anime, per incoraggiarle sul cammino della conversione e della santificazione personale. Così il loro cambiamento ha influito sul miglioramento del mondo, perché se uno diventa più buono è il mondo intero a beneficiarne.

Per noi pellegrini a Lourdes la maternità universale di Maria è il mistero da scoprire e riscoprire, affinché ci accompagni per tutta la vita.

A Lourdes, questa luce mariana la troviamo ovunque: sia che ci si bagni nelle acque delle piscine, sia che ci si confonda contenti tra le migliaia di persone che partecipano alla processione “aux flambeaux”, la sera pregando il Rosario; sia che si assista insieme a tanti ammalati alla processione eucaristica del pomeriggio…

La presenza di Maria è un mistero da gustare nell’anima per imparare con Maria ad onorare il Figlio, soprattutto nel Santo Sacrificio della Messa e nel sacramento della riconciliazione.

La prima testimone della venuta di Maria a Lourdes è stata la piccola Bernardette Soubirous, che ne  è diventata l’intrepide messaggera.

Anche se Santa Bernadette è sepolta lontano, nel nord della Francia a Nevers, con il corpo totalmente incorrotto, come se ancora dormisse, a Lourdes la “incontri” dappertutto… E’ bello ricordarla, leggendo quelle sue umili parole rivolte alla Madonna:   “Sì, tenera Madre, tu ti sei abbassata fino a terra per apparire a una debole fanciulla…  Tu, Regina del Cielo e della terra, hai voluto servirti di quanto v’era di più umile secondo il mondo” (dal Diario dedicato alla Regina del Cielo, 1866). Mons. Luciano Alimandi (Agenzia Fides 7/12/2007)

La riscoperta della maternità spirituale di Maria è centrale per vivere bene il 150°

di P. Antonio Collicelli, dell’Opera Romana Pellegrinaggi (O.R.P.)

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Ritengo che sia innanzitutto primario far comprendere ai nostri pellegrini come si debba ringraziare Dio per questi 150 anni. Nel corso di questo lungo periodo numerosi pellegrini, attratti dalla Madre, hanno riscoperto la fede e si sono lasciati alle spalle una vita di egoismo e di peccato per riprendere il cammino dei Figli di Dio. Gratitudine e riconoscenza devono essere i sentimenti predominanti di fronte a questo così importante anniversario.

Alla luce della scoperta della maternità spirituale di Maria, in modo particolare riscopriamo il dono che Iddio ci ha fatto dall’alto, donandoci la Madre.

“Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa» ( Gv 19, 25-27).

Durante quest’anno desideriamo far comprendere ai nostri pellegrini l’importanza di prendere Maria come madre nella propria vita come ha fatto Giovanni.

Maria continua ad educare, a formare l’uomo di ogni tempo come ha formato Gesù. Maria, educatrice, ci educa non all’egoismo ma all’amore, ci educa non all’emarginazione, ma all’accoglienza, non alla guerra, ma alla pace, non alla paura, ma alla fiducia, a capire l’altro per amarlo.

Gesù è stato formato alla scuola di Maria, ricevendo così una educazione di gioia, di comunione, di condivisione, di servizio, di donazione. P. Antonio Collicelli (Agenzia Fides 7/12/2007)

Lourdes: un anno di grazia

di P. Ciro Bova, dell’Opera Romana Pellegrinaggi (O.R.P.)

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Lourdes è una piccola cittadina situata alle prime pendici dei Pirenei. Prima delle Apparizioni del 1858 la vita trascorreva come in tutti quei villaggi francesi del tempo, ossia lavoro nei campi, la cura della famiglia e una vita ecclesiale di carattere abitudinaria. I tempi della Chiesa di allora non erano felici, per questo motivo Papa Pio nel 1858 annuncia un evento: il Giubileo della preghiera, cioè un anno da vivere in profonda comunione con Dio. L’invito viene accolto dal Vescovo di Tarbes, diocesi cui appartiene anche Lourdes, Mons, Bertrand-Sévére Laurence il quale con una Lettera Pastorale del 20 gennaio 1858 invita:

a. Riscoprire l’importanza della preghiera “Esiste un precetto, osservato da tutti i popoli, che troviamo in quasi tutte le pagine dell’Antico e Nuovo Testamento, raccomandato da Gesù Cristo, insegnato ai suoi apostoli e di loro successori e formalmente accettato come punto dottrinale della Chiesa cattolica. E’ il precetto della preghiera a Dio, nostro Creatore, nostro Salvatore, l’arbitro dei nostri destini” (Cfr. Istruzione Pastorale vescovo di Tarbes,);

b. I sacerdoti a “moltiplicarsi per annunciare la Parola di Dio e predicare nei ritiri, o durante la Quaresima, o per il Giubileo, quando avrà luogo in un’altra epoca dell’anno” (Cfr, Istruzione…). Le prediche, suggerisce il vescovo, hanno lo scopo di istruire e far conoscere i misteri della salvezza a tutti i fedeli. Nella nota pastorale i legge che “in tutte le chiese servite da un sacerdote residente vi sarà, la domenica, martedì e venerdì di ogni settimana di Quaresima un’istruzione  un colloquio familiare… Queste istruzioni saranno breve ma sostanziali”.

Nella parrocchia di Lourdes il curato Peyramale, con lo stesso slancio del suo vescovo, vuole far vivere ai suoi parrocchiani questo straordinario evento. Anche lui, come gli altri, si adopera per cercare un predicatore. Ma niente da fare, sembra che la sua parrocchia sia destinata ad accogliere un predicatore speciale. Così comincia la Quaresima del 1858 è il curato deve sbrigarsela da solo.

Ma non è così. L’undici febbraio, sei giorni prima dell’inizio della quaresima, nella grotta di Massabielle una giovane donna insegna, in un clima di profondo silenzio e con gesto molto eloquente, alla umile Bernadetta, il segno della croce.

Lourdes ha avuto il suo predicatore: la giovane donna è Maria di Nazareth.

La Madre di Dio ha scelto la terra di Lourdes per un duplice motivo:

a. primo ha guardato in Bernadetta Soubirous una persona umile e docile nell’ascolto. Infatti Bernadetta non solo è stata capace di apprendere le catechesi della Signora ma addirittura le ha rese partecipe alla sua parrocchia;

b. A Lourdes, Maria appare in una grotta sporca ed oscura, in questo luogo che si chiama Massabielle, la vecchia roccia, per dirci che Dio viene a raggiungerci ovunque noi siamo, nel pieno delle nostre miserie. La grotta non è soltanto un luogo geografico o dell’evento, ma è il luogo dove Dio svela il suo amore e il suo cuore al nostro cuore. E’ il luogo dove il messaggio evangelico si prolunga nel tempo.

Le Apparizioni

Giovedì 18 febbraio, terza apparizione e primo giorno quaresima, la Vergine Maria nel suo invito a Bernadetta manifesta la sua volontà di catechizzare la parrocchia secondo le indicazioni del vescovo: “Vuole avere la gentilezza i venire qui per quindici giorni?,

Nelle apparizioni successive la Signora di Massabielle esorta mediante Bernadetta a:

– pregare per i peccatori

– pregare e fare penitenza

– venire in processione

– erigere una cappella

– bere alla sorgente della grazia

– venerarla come l’Immacolata Concezione.

Il messaggio di Lourdes è ricco di insegnamento e quindi potremmo trattenerci a lungo. Mi piace soffermarmi su due punti:

1. Mi guardava come una persona guarda un ‘altra

L’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio, è una persona.

L’uomo biblico non è solo l’uomo che vive dello Spirito, ma è un uomo reale, vivo, amante della vita. Non è un uomo immaginario o astratto, egli è una persona reale che si chiama Abramo, Mosè, David, Elia, ecc,..

L’uomo immagine di Dio(Gn 1,26.27): questa è la verità teologica che la Sacra Scrittura dona all’uomo, non una verità fisica, sociologica o estetica. Verità che il Concilio Vaticano II ripete con insistenza attraverso tutta la Costituzione pastorale della Gaudium et Spes, tanto cara a Giovanni Paolo II per fondare il valore e la dignità dell’uomo (cfr. Redemptor hominis n. 12.17.29.41.52).

Bernadetta, ignara di questo dato biblico, intuisce che la visione del cielo le sta rivelando un qualcosa che sfugge agli uomini che vivono con il cuore nelle cose terrene. Il cielo le sta insegnando il rispetto, l’amore che ogni persona deve avere al di là del ruolo sociale che si riveste. Bernadetta rimane stupita davanti a tanta delicatezza celestiale, all’abbassarsi della Signora nei suoi confronti al punto da recitare il rosario in dialetto.

Oggi siamo pochi a stupirci! Perché? Perché le verità dell’uomo sono verità relative, secondo quanto ci insegna Benedetto XVI, siamo afferrati dalle cose che offuscano quella dignità che Dio ha donato non solo a Bernadetta ma a tutte le creature da lui create.

Bernadetta e il silenzio

Precedentemente abbiamo accennato alla capacità di Bernadetta di far silenzio e ascoltare, sebbene vi si trovasse davanti ad un fenomeno straordinario. Bernadetta pur di ascoltare le Signora, ha saputo sacrificare la sua parola, il suo pensiero. Nella sua semplicità la piccola Suobirous ci insegna una condizione indispensabile per ascoltare: fare silenzio, un silenzio di apertura che concede all’altro la priorità di parlare, che prepara il terreno in cui germini la parola e nasce il dialogo e la comunione.

Il silenzio non è separazione ne tantomeno allontanamento dalle cose o alle persone- Non è rotture, ne fuga, ma un nuovo stile di vivere e un nuovo cammino per leggere la realtà. Si ha paura del silenzio perché abbiamo paura di incontrarci con noi stessi e di conseguenza poi siamo obbligati a cambiare il nostro modo di essere. Il silenzio, ci fa capire Bernadetta, possiede una mistica propria, vale a dire il credere che non è possibile discernere l’intimo delle cose senza ascoltare le cose stesse che ci parlino. Il silenzio ci aiuta ad entrare nel santuario della nostra intimità.

Il silenzio è uno dei fattori più efficaci per far maturare nel cuore quella disposizione alla povertà, alla fiducia, alla disponibilità, alla libertà interiore, di un impegno di obbedienza nella fede che sono necessarie per accogliere la parola e il messaggio di Dio.

Bernadetta è nel silenzio che contempla una Madre:

– Amorosa, espressione massima dell’accoglienza di Dio nella propria vita. Vergine perché capace di accogliere nel proprio grembo Colui che i cieli e la terra non possono contenere;

– Accogliente, spazio infinitamente dilatato che accetta in pieno la sovrana iniziativa dì Dio nella propria vita. Luogo disponibile all’azione dell’Onnipotente, che ha voluto fare grandi cosi in Tè e ti ha scelto come degna dimora del suo Figlio;

– Adorante, che racchiudi nel tuo cuore tutto ciò che si dice di questo Bimbo Gesù

– Fedele che ci dona Gesù dalla culla al Calvario in cui crescendo amore che non chiede garanzie. Alla scuola del tuo Figlio crocifisso per noi, il tuo amore di Madre si allarga fino ad abbracciare tutta la umanità; si fa disponibilità massima, capace di farti diventare Madre di tutti noi. Madre della Chiesa!

Bernadetta, alla scuola di Maria, ha imparato ad essere amorosa con tutti quelli che la importunavano, accogliente nei confronti dei fratelli che soffrono, adorante del mistero eucaristico, fedele fino al Calvario della sua sofferenza terminata il 16 aprile  del 1879. P. Ciro Bova (Agenzia Fides 7/12/2007)

L’Opera Romana Pellegrinaggi (ORP) – Schede

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – La caratteristica dell’ORP, che ha come missione proprio quella di evangelizzare attraverso il pellegrinaggio, è di affidare ogni gruppo, durante i soggiorni nei diversi luoghi santi, ad un sacerdote.         La figura dell’assistente spirituale, coadiuvato dall’animatore pastorale, aiuta il pellegrino nel cammino di rinnovamento spirituale e di approfondimento della propria fede.

In particolare per far vivere a pieno il “tempo” del pellegrinaggio viene scelto ogni anno il tema spirituale che fornisce una chiave di lettura al pellegrino sull’esperienza concreta che sta vivendo. Il tema è un sostegno al cammino intrapreso durante il pellegrinaggio.

Peregrinare aiuta l’individuo a rientrare in sé stesso, a rinnovare la propria vita, a crescere umanamente e questo avviene anche, laddove è possibile, attraverso l’incontro con le comunità locali (pensiamo, ad esempio, alla Terra Santa), nello spirito di ecumenismo tanto raccomandato dalla Chiesa.

Infine un aspetto, direi essenziale del pellegrinaggio, è il gruppo che con il passare delle giornate diventa comunità: il pellegrinaggio non si fa da soli, ma è un’esperienza da vivere, e da vivere insieme!

E per la continuità della comunione realizzata, si suggerisce di vivere il dopo-pellegrinaggio con degli incontri periodici, là dove è possibile. (P. Antonio Collicelli)

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – L’Opera Romana Pellegrinaggi, ieri come oggi, ha sempre a cuore il bene del pellegrino. Il suo impegno si concretizza nella fedeltà alle parole di Bernadetta: “Mi guardava come una persona”. Per l’Opera Romana il pellegrino è una persona da accogliere, guidare, istruire e amarlo come Dio ama noi tutti pellegrini verso la patria celeste.

Per questo motivo l’Opera romana pellegrinaggi  in “collaborazione con la Mistral Air ha realizzato una novità importante  per i suoi pellegrini. Dal 1º aprile sarà disponibile un aereo per tutti i pellegrini alla destinazione Lourdes e altre.

L’aeromobile potrà partire da qualsiasi aeroporto d’Italia dietro richiesta di un numero minimo di 70 persone in qualsiasi giorno dell’anno. Questo servizio è stato intenzionalmente pensato per venire incontro alle necessità del pellegrino in vista di specifici benefici:

– Ridurre i prezzi dei pacchetti offerti

– Permettere al pellegrino di decidere quando voler partire, senza restrizione di date o periodi dell’anno

– Usufruire di un aereo che sia a completa disposizione del pellegrino partendo dall’aeroporto più vicino al suo domicilio;

– Garantire una maggiore flessibilità a tutela di una qualità del servizio sempre migliore.

L’amore con cui per concludere, l’Opera romana plasma questa realtà nasce dalla considerazione che la spiritualità del santuario stimola il pellegrino a scoprire  il valore della preghiera, delle virtù teologali e viverle nella propria quotidianità. La fede si pone come via di riscoperta della presenza di Dio che ti ama e non ti giudica; la speranza celebrata nella gioia del perdono e infine la carità che si esprime nell’accoglienza dell’altro diverso da me. La preghiera è la strada per tutti gli operatori dell’Opera Romana, che conduce all’incontro con Dio.  (P. Ciro Bova)

STORIA DELLE APPARIZIONI E SIGNIFICATO DEL PELLEGRINAGGIO

La Vergine appare a Bernardette Soubirous

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Lourdes, capoluogo del distretto degli Alti Pirenei, nella parte meridionale della Francia, dopo le apparizioni della Vergine Immacolata a Bernardette Soubirous, avvenute tra l’11 febbraio e il 16 luglio del 1858, è diventata una delle mete più frequentate dai pellegrinaggi internazionali. E’ appunto il pellegrinaggio l’evento caratterizzante di questo luogo di preghiera.

La vitalità di Lourdes ha origine dalle apparizioni della Vergine a Bernardette Soubirous. Bernardette nacque il 7 gennaio 1844. Il padre, titolare di un mulino, a causa di gravi problemi economici fu costretto a girovagare da un posto all’altro per difendersi dai creditori, fino al momento in cui, durante una carestia, fu arrestato con l’accusa di aver rubato della farina. L’accusa si rivelò assolutamente infondata e mossa solo dal sospetto per il fatto che la famiglia era gravata da una grande povertà.

L’11 febbraio 1858 la primogenita Bernardette, accompagnata dalla sorella e da un’amica, si recò presso la malsana grotta di Massabielle, alla ricerca di legna per riscaldare la casa e di qualcosa da vendere per ricavare qualche soldo e poter sopravvivere. Mentre Bernardette cercava di vincere la resistenza ad inoltrarsi in un luogo tanto malsano che, per lei, affetta da asma, era anche assai nocivo, sentì il rumore di un vento molto forte e vide la cavità della grotta illuminarsi. Nella luce, Bernardette percepì un’immagine femminile molto bella, vestita di bianco che le faceva segno di avvicinarsi. La ragazza, estasiata da tanta visione, prese la sua coroncina del rosario e lo recitò davanti alla visione.

La Soubirous, pur con qualche ritrosia, raccontò quello che le era successo alla sorella, che a sua volta lo riferì alla madre. Le reazioni furono alquanto violente, ma non venne proibito a Bernardette di recarsi ancora alla grotta in compagnia delle due ragazze. Seguirono ancora due visioni, il 14 e il 18 febbraio. Proprio durante quest’ultima, la giovane ricevette l’invito a presentarsi in quel luogo per 15 giorni e le venne fatta una promessa: “Non ti prometto di farti felice in questo mondo ma nell’altro”.

Dal 19 febbraio al 4 marzo ebbero luogo le quindici apparizioni, in una delle quali la Vergine diede indicazioni a Bernardette per scoprire la sorgente.

Il 2 marzo la giovane ricevette l’ordine di recarsi dal parroco per invitarlo ad organizzare una processione di fedeli e a costruire una cappella.

Il 25 marzo Bernardette si recò nuovamente alla grotta e chiese per quattro volte alla donna della visione chi fosse. La risposta fu: “Que soy era Immaculada Conceptiou”. Seguirono poi le ultime due apparizioni, del 7 aprile e del 16 luglio.

La giovane Soubirous fu l’unica testimone di quello che le andava accadendo e la testimonianza che ne diede fu resa in condizioni umane impossibili. Bernardette, priva di istruzione, appartenente ad una famiglia che non godeva di alcuna credibilità e stima, di salute molto precaria, ha dovuto subire una lunga serie di interrogatori da parte delle autorità civili e militari che in ogni modo cercavano di farla cadere in contraddizione, per avvalorare il sospetto di una sua presunta malattia di origine psichica.

La grande testimonianza della sua grandezza Bernardette la offrì nella sua vita religiosa, a Nevers. Si era recata in quel monastero con la speranza di vivere nel nascondimento e di poter aiutare nel servizio i poveri e i malati. Dopo i primi anni in cui si rivelò un’ottima infermiera, le sue condizioni di salute, sempre più precarie a causa di patologie polmonari, la costrinsero ad abbandonare il suo incarico e a vivere la sua “inutilità” nella preghiera.

Proprio la preghiera fu il primo modo in cui nacque il contatto tra Bernardette e la Vergine apparsa. Fin dalla prima apparizione, Bernardette cominciò quasi istintivamente a recitare il rosario: la preghiera era stata per lei ciò che le aveva permesso di assumere, in Dio, le sofferenze della sua esistenza.

Il suo confessore, l’abate Febbre, testimoniò: “Era afflitta da asma cronica, laceramento di petto e conseguente vomito di sangue e ciò per la durata di due anni, fu colpita da aneurisma, da gastralgia, tumore ad un ginocchio e negli ultimi due anni della sua vita fu martoriata dalla carie nelle ossa, in modo che il suo povero corpo divenne il ricettacolo di tutti i dolori. Inoltre, nell’orecchio le si formarono degli ascessi che le cagionarono parziale sordità, scomparsa solo qualche tempo prima della morte”.

Oltre alle sofferenze fisiche, Bernardette soffrì anche le sofferenze spirituali dovute al timore di essersi ingannata rispetto alle visioni. Inoltre, aveva la sensazione di non aver corrisposto adeguatamente alla grazia di Dio e di essere abbandonata ed in questo stato visse a lungo soffrendo ancor più che per le sofferenze fisiche. Bernadette, morì all’età di 35 anni. Il suo corpo riposa nella chiesa di Nevers.

Le 18 Apparizioni di Lourdes: cronologia

Prima Apparizione – 11 febbraio 1858: Accompagnata da sua sorella e da un’amica, Bernadette si reca a Massabielle, lungo il Gave, per raccogliere legna secca. Togliendo le calze per attraversare il canale, sente un rumore che somigliava a un colpo di vento, alza la testa verso la Grotta: “Vidi una Signora vestita di bianco: indossava un vestito bianco, un velo anch’esso bianco, una cintura azzurra e una rosa d’oro su ogni piede”. Fa il segno della Croce e recita il Rosario con la Signora. Terminata la preghiera, la Signora scompare.

Seconda Apparizione – 14 febbraio 1858: Bernadette sente una forza interiore che la spinge a tornare alla Grotta nonostante il divieto dei suoi genitori. Alla sua insistenza, la madre glielo permette; dopo la prima decina del Rosario, vede apparire la stessa Signora. Le getta dell’acqua benedetta. La Signora sorride e china la testa.

Terza Apparizione – 18 febbraio 1858: Per la prima volta, la Signora parla. Bernadette le presenta una penna, un calamaio e un foglio di carta e le chiede di scrivere il suo nome. Lei le risponde: “Non è necessario”, e aggiunge: “Volete avere la gentilezza di venire qui per quindici giorni?”. Bernadette risponde di sì. La Signora dice: “Non vi prometto di essere felice in questo mondo, ma nell’altro”.

Quarta Apparizione – 19 febbraio 1858

Quinta Apparizione- 20 febbraio 1858

Sesta Apparizione – 21 febbraio 1858

Settima Apparizione – 23 febbraio 1858

Ottava Apparizione – 24 febbraio 1858: Messaggio di preghiera e di penitenza. La Signora dice a Bernadette: “Pregate Dio per i peccatori”. “Baciate la terra in penitenza per i peccatori”.

Nona Apparizione – 25 febbraio 1858: La fonte: “Andate a bere alla fonte e a lavarvi”. Bernadette racconta: “Mi ha detto di andare a bere alla fonte… io ho trovato solo un po’ d’acqua fangosa. Al quarto tentativo riuscii a bere”.

Decima Apparizione – 27 febbraio 1858

Undicesima Apparizione- 28 febbraio 1858

Dodicesima Apparizione – 1º marzo 1858

Tredicesima Apparizione – 2 marzo 1858: La Signora dice a Bernadette: “Andate a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione e che si costruisca una cappella”.

Quattordicesima Apparizione – 3 marzo 1858

Quindicesima Apparizione – 4 marzo 1858

Sedicesima Apparizione – 25 marzo 1858, Festa dell’Annunciazione: la Signora dice il suo nome: “Io sono l’Immacolata Concezione”.

Diciassettesima Apparizione – 7 aprile 1858

Diciottesima Apparizione – 16 luglio 1858, Festa di Nostra Signora del Monte Carmelo

Iniziano i pellegrinaggi

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Subito dopo le apparizioni cominciò a svilupparsi la devozione per la Madonna di Lourdes, accompagnata dalle raccolte di offerte che hanno reso possibile la costruzione della cappella richiesta dalla Signora. Cominciarono anche a diffondersi notizie riguardanti i miracoli verificatisi nel luogo delle apparizioni. Quelli ufficialmente riconosciuti dalla Commissione medica istituita a tal fine sono circa settanta. All’inizio non fu facile compiere pellegrinaggi alla santa Grotta: dopo le apparizioni, infatti, il prefetto locale aveva proibito l’accesso al luogo.

Il 19 novembre 1858 una Commissione Episcopale d’inchiesta si recò per la prima volta alla grotta e dopo un attento esame sugli avvenimenti, su Bernardette, sulle guarigioni miracolose e sui fenomeni di fede che si registravano presso la grotta, il Vescovo riconobbe l’autenticità delle apparizioni. Questa data segna il rinvigorirsi della pratica dei pellegrinaggi che segnarono tutti i momenti fondamentali della storia di Lourdes.

Il pellegrinaggio che alla fine del XIX secolo era prevalentemente finalizzato ai miracoli e alle guarigioni, si è via via ricentrato sulla preghiera e sul servizio, dando luogo a innumerevoli opere di carità.

Nella Basilica di Lourdes si può leggere inciso nel marmo la solenne dichiarazione del Vescovo di Tarbes, Laurence: “Noi riteniamo che l’Immacolata Maria, Madre di Dio, è realmente apparsa a Bernadette Soubirous il giorno 11 febbraio 1858 e in quelli seguenti per diciotto volte, nella grotta di Massabielle, vicino alla città di Lourdes; che questa apparizione riveste tutti i caratteri della verità, e che i fedeli possono accoglierla come certa. Noi sottomettiamo umilmente il nostro giudizio al Giudizio del Sovrano Pontefice, che è incaricato di governare la Chiesa universale.” A questa dichiarazione del Vescovo di Tarbes fece seguito, il 18 gennaio 1862, il riconoscimento ufficiale di autenticità da parte della Chiesa.

Lo stesso Vescovo di Tarbes, affermò: “La nostra convinzione si è formata sulla testimonianza di Bernadette, ma soprattutto in base ai fatti che si sono prodotti che non possono essere spiegati che con un intervento divino… il sentimento religioso non ha mai presentato in lei un carattere di esaltazione; non sono stati riscontrati nella ragazza né disordine intellettuale, né alterazione dei sensi… tali circostanze nel loro complesso non permettono di credere in una allucinazione; la ragazza ha dunque realmente visto e inteso un essere che diceva di essere l’Immacolata Concezione; non potendo questo fenomeno essere spiegato naturalmente, siamo portati a credere che l’apparizione sia soprannaturale!”. E

conclude dicendo: “Non sembra che Lei (l’Immacolata Concezione) voglia confermare con un monumento (la cappella) l’oracolo infallibile (la definizione del dogma dell’Immacolata Concezione) del successore di S. Pietro (Pio IX) ?”

Il culto verso la Madonna di Lourdes orienta a Cristo

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Al pellegrino che si reca a Lourdes non può sicuramente sfuggire la presenza rassicurante della Vergine, ma è altrettanto evidente che questa presenza è tutta orientata a Cristo.

A Lourdes la preghiera è incentrata tutta sull’Eucarestia. La Santa Messa quotidiana si conclude con la processione con il Santissimo Sacramento, che viene poi offerto in adorazione agli ammalati; è questo il momento privilegiato delle guarigioni che sono quindi visibilmente legate a Cristo.

Altro momento fondamentale è la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione, momento nel quale si compie il maggior numero di guarigioni, forse meno eclatanti ma sicuramente più pacificanti; quelle dello spirito.

Importante è anche la pratica dell’Unzione degli infermi, praticata secondo l’orientamento emerso dal Concilio Vaticano II.

Lourdes con il messaggio di penitenza, di preghiera, con i pellegrinaggi e gli innumerevoli devoti che partecipano alle funzioni, rappresenta per tutti gli uomini un richiamo alla perfezione.

Con l’autorità di un’enciclica, la “Fulgens corona” del 1953, Pio XII nel centenario della definizione del dogma dell’Immacolata Concezione esordisce affermando: “Sembra che la stessa Beata Vergine Maria abbia voluto in maniera prodigiosa quasi confermare, tra il plauso di tutta la Chiesa, la sentenza pronunciata” da Papa Pio IX.

I segni di Lourdes

L’acqua

Giovedì 25 febbraio 1858, Bernardetta ascolta queste parole: “andate a bere alla sorgente e lavatevi”. “Aqueró” (“Quella”, termine utilizzato da Bernardetta per designare la Vergine) mi dice di andare a bere e lavarmi alla sorgente. Non vedendone, mi diressi al Gave per bere. Ma mi fece cenno, con il dito, di andare sotto la roccia. Ci andai, e vi trovai un po’ d’acqua, come fango, ma era così poca che appena potei prenderne nel cavo della mano. Tre volte la gettai via, talmente era sporca. Alla quarta volta, potei berla”. L’acqua di Lourdes è il simbolo di quella “acqua viva” che Gesù dà. (Cfr. Giovanni 4,14).

La roccia

È nella Grotta di Massabielle, che Bernardetta ha visto la Vergine per 18 volte. La Bibbia ci dice che Dio è la nostra roccia. È la roccia sulla quale possiamo sostenerci. “Lui è il mio Dio, la roccia dove mi rifugio… Viva il Signore!” Benedetta sia la mia roccia! “(Salmo 17”).

La luce

Giorno e notte, d’inverno come d’estate, le candele bruciano alla Grotta. La candela è la luce della fede. Questa luce, è il Cristo. “Io sono la luce del mondo… Colui che viene dietro a me, non andrà nell’oscurità; ma avrà la luce che conduce alla vita”. ( Giovanni 8,12).

Le folle

Sono sempre immense, di qualsiasi razza, lingua e nazione. I pochi pellegrini dell’inizio sono oggi 6 milioni. A Lourdes si vive la Chiesa come incontro nell’unità di tutti i figli di Dio dispersi nel mondo.

Le persone malate o con difficolta’

Dal tempo della guarigione di Caterina Latapie (verificatasi il 1 marzo 1858), i malati affluiscono a Lourdes, cercando la guarigione del corpo, ma soprattutto la guarigione del cuore, il coraggio di ricominciare e la gioia di vivere. I malati scoprono a Lourdes il valore inestimabile della propria sofferenza. Nella luce della fede essi giungono a vedere il significato fondamentale che il dolore può avere non solo nella loro vita, ma anche nella vita della Chiesa.

Guarigioni e miracoli

Nel 1859 il prof. Vergez, professore aggiunto della facoltà di Medicina di Montpellier, è incaricato del controllo delle guarigioni. Sette guarigioni sono così approvate prima del 1862 e fungono da argomentazione per il riconoscimento delle Apparizioni da parte di Mgr. Laurence. Nel 1905 Papa Pio X chiede “di sottoporre ad un processo regolare” le guarigioni più spettacolari. L’Ufficio delle constatazioni mediche è costituito a tal fine.

L’espressione “ufficio medico” ha due sensi. Designa inizialmente un locale nel Santuario e due impiegati fissi, fra cui un medico in esercizio. Questo medico riceve le dichiarazioni e comincia un lavoro critico secondo i criteri tradizionali, così come sono stati definiti nel 18° secolo dal Cardinale Lambertini, futuro papa Benedetto XIV, per i processi di beatificazione…

Il Comitato è presieduto insieme dal Vescovo di Tarbes e Lourdes e da uno dei suoi membri, designato dal Vescovo per un mandato con una durata limitata, ma rinnovabile. Il medico di Lourdes svolge il ruolo di segretario del Comitato.

Il comitato esamina il caso allo studio. La valutazione medica è trasmessa al Vescovo della diocesi dove risiede la persona curata. In funzione di altri elementi di valutazione, il Vescovo decide o si astiene da riconoscere il carattere “miracoloso” della guarigione

L’atteggiamento attuale dei medici è molto rispettoso del Magistero della Chiesa. Come cristiani, sanno che il miracolo è un segno d’ordine spirituale. Non vogliono farsi dei giudici. Inoltre, per uno spirito moderno, è difficile dire, a proposito di qualunque realtà, che è “inspiegabile”. Si può soltanto dire che, finora, è “non spiegata”.  (+ Jacques Perrier, Vescovo di Tarbes e Lourdes, 17 marzo 2003)

LA DEVOZIONE A MARIA NEL MONDO

Maria, Madre della famiglia Africana

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – È importante ricordare che l’Africa ha una moltitudine di culture, e in ragione dell’orizzonte geografico e storico, dai popoli dell’Africa emerge una realtà comune ed identica nel suo fondo e nell’espressione delle sue forme di vita, senza lasciare nell’ombra il fatto che l’Africa ha parecchi volti. Nel modo in cui gli Africani hanno interiorizzato i valori di vita ed umanizzato il loro ambiente naturale, hanno così creato ciò che possiamo considerare di diritto come una certa unità culturale. Si tratta qui di un insieme di concezioni e di espressioni, interrogazioni e risposte ai problemi ed enigmi della vita, nelle relazioni gerarchizzate tra gli esseri viventi in questo mondo e quelli viventi nell’aldilà, tra tutti gli esseri e l’Essere Supremo.

Ecco perché il prof. Atal Dosithée afferma: “tra le denominazioni di Maria, quella di madre parla di più e meglio allo spirito ed al cuore dell’Africano. Il titolo di Madre occupa, in effetti, nelle tradizioni e costumi africani un posto di scelta. Maria sarà chiamata Mamma Maria”. In altre parole, quando l’Africano chiama la Vergine Maria “Mamma”, la maternità di Maria va vista anche come qualcosa di dinamico, vivente e sacro. C’è qui un ricco simbolismo da scoprire. Per esempio, in altre culture in Africa Dio è chiamato “Madre”; “gli Africani come del resto accade in molte altre culture, associano la maternità con la generazione e con gli altri elementi simboleggiati dalla femminilità e menzionati più sopra. É dunque possibile chiamare Dio “Madre” senza contraddire la dottrina cattolica, se quel sostantivo è inteso a indicare la forza generativa di Dio, la vita, la fertilità, la tenerezza, la compassione, la cura e cosi via”.

Parlando della pietà mariana in Africa, Joseph Bauchaud ci indica del resto che “bisogna ricordarsi che i neri hanno un attaccamento profondo per la madre. Sotto il suo aspetto di Madre di Dio e di Madre degli uomini, Maria non poteva mancare di sedurli”. Nell’Africa nera, le donne, madri di famiglia hanno difatti, un ruolo molto importante per il mantenimento dell’equilibrio sociale. Sono un elemento catalizzatore nel governo della società africana, tanto bene sul piano umano che sul piano religioso. Per i negro-africani, le madri di famiglie o dei clan sono portatrici di vita, linfa di amore e di unità tra i membri del clan.

Le madri africane in quanto portatrici di vita, sono tenute sempre in grande stima ed investite di una grande responsabilità sui bambini. Questo accade per il fatto che nella società africana, tutti i membri concorrono al bene della comunità lavorando all'”unità di vita o unione vitale”. L’espressione “unità di vita” ed “unione vitale” significa, per il teologo africano V.Mulago, una relazione di essere e di vita di ciascuno coi suoi discendenti, la sua famiglia, i suoi fratelli e sorelle di clan, la sua ascendenza, e con Dio, sorgente di ogni vita.

C’è dunque così nella cultura africana un valore accordato al fatto di essere madre o mamma. Senza esitazione si può articolare il valore della maternità della donna africana rispetto al caso della Vergine Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa. Bisogna ancora sottolineare che tutti gli elementi precedenti hanno mostrato come il titolo di Madre o Mamma occupano un posto di privilegio nelle tradizioni e costumi africani.

L’Africano riporterà, consapevolmente o no, il titolo di Mamma su Maria. Così, la maternità biologica o spirituale può essere considerata come la cerniera o il denominatore comune che ci portano ad avvicinare la madre di famiglia africana alla Vergine Maria, Madre di Gesù e nostra Madre. Difatti, nell’Africa nera, ogni donna è chiamata mamma. In effetti, si può dire che la vita sociale africana è ritmata da una rete di relazioni complesse. Non è sempre facile per un non africano afferrare a prima vista ciò che l’Africano chiama fratello, sorella, mamma o babbo. Tutto il villaggio è formato quasi solamente dalle persone con cui si ha una relazione di parentela. L’amica di sua mamma è sua mamma e tutti quelli della generazione della sua madre sono mamme. Nello stesso modo si dice anche del padre. Così per molti africani, la madre del mio amico è mia madre, non la chiamerò mai signora, ma mamma, allo stesso modo che la mia propria madre. In generale, le famiglie africane sono numerose ed è la mamma che fa l’unità della famiglia.

Riconoscere la Vergine Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa, come Madre di tutti gli uomini non dà nessun problema per l’Africa nera. La Vergine Maria è accettata come madre degli Africani o meglio nostra madre dunque, la nostra Mamma Maria come si dice nella Repubblica Democratica del Congo. Tuttavia, la maternità divina di Maria è un elemento nuovo per le culture africane. Per l’Africano occorre un chiarimento particolare sul titolo di Maria Madre di Dio, perché si tratta qui di una dimensione tutta particolare della fede cristiana che l’Africano deve apprendere della Tradizione dalla Chiesa universale. E’ partendo da Gesù, Figlio di Dio e fratello di tutti gli uomini, che le culture africane risaliranno alla maternità tutta speciale della Vergine Maria, (Lc 1,35) che è un caso unico al mondo e irrepetibile. Si tratta di una Madre Vergine. Dico a proposito che oggi, per certe tribù, la verginità è molto apprezzata nella vecchia società africana e essa stessa e è un valore. In Africa, esistono dei popoli presso cui un matrimonio è ritenuto valido solamente quando questo è provato dal fato che la ragazza o la fidanzata, è rimasta vergine prima del matrimonio. È come dire che presentare la sua ragazza vergine per un matrimonio è un onore per i suoi genitori, una fierezza per il suo fidanzato – una gloria per la sua famiglia.

Le culture africane possono riportare il valore della verginità al caso eccezionale ed unico della Vergine Maria, Madre-Vergine. È quindi questione di portarvi la novità del cristianesimo. Gli africani accettano senza problema la loro Mamma Maria come madre sempre Vergine, perché si tratta di un intervento speciale della Santissima Trinità per una missione straordinaria: la salvezza dell’umanità – La Vergine Maria è stata chiamata da Dio per l’opera della salvezza. Maria è la Madre di Dio e nostra madre, non ci sarà più bisogno di insistere sulle sue qualità di mediatrice, di ausiliatrice e di avvocata, perché tutte queste nozioni si riepilogano in una sola parola: la Madre.

Dato che nelle società africane, la madre è chiamata ad accogliere, ed a portare vita comunitaria (vita personale e vita del clan), è naturale sottolineare l’importanza del ruolo specifico della madre africana nella società. Così, analogicamente, la figura della Vergine Maria, Madre di Gesù e mamma degli Africani, ben accetta e ben capita, è per l’Africa nera la stella che ci guida verso Gesù Cristo. Giustamente, Giovanni Paolo II dice :”Riconoscente per la grazia di questo Sinodo, mi rivolgo a Maria, Stella dell’evangelizzazione”. Jean-Pierre Sieme Lasoul (R.D.Congo) (Relazione presentata al 1° Forum Internazionale di Mariologia, svoltosi nel 2001)

Santuari Mariani in Africa

http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=13024&lan=ita

http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=13040&lan=ita

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http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=13055&lan=ita

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http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=13081&lan=ita

La Vergine Maria nell’America Latina

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “La Madonna ci conduce a Dio, ci parla del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e questa è la strada più breve per raggiungere l’intima comunione con la Trinità. San Josemaría lo esprime in maniera unica: ‘A Gesù si va e si ‘ritorna’ sempre per Maria’ (Cammino, n. 495). Il popolo latinoamericano è sempre stato caratterizzato da un forte e vibrante amore per la Vergine Santissima. Da nord a sud, l’intero continente è attraversato dalla devozione a Maria, alla quale si raccomandano grandi e piccoli nel loro lavoro quotidiano. A Lei sono dedicati innumerevoli luoghi di culto: Luján, Aparecida, Guadalupe, dove accorrono pellegrini provenienti da ogni parte e di tutte le estrazioni sociali. Non sorprende affatto che anche intere nazioni si consacrano alla sua protezione, come nel caso del Perù a Nostra Signora dell’Evangelizzazione, incoronata solennemente da Giovanni Paolo II.

Non è possibile comprendere l’evangelizzazione in America Latina senza parlare della Madonna, senza  parlare della Madre che soddisfa le richieste dei suoi figli. E  questo sin dall’inizio: basta ricordare le parole della Vergine di Guadalupe a San Juan Diego: ‘Non si turbi il tuo cuore. Io che sono qui non sono forse tua Madre ?’ Queste parole sono sempre state intese come rivolte a tutti e sperimentate realmente. Dio attira a sé tutti gli uomini, mostrando il suo amore misericordioso, la cui espressione più evidente è l’affetto materno della Madonna. Ciò si è reso particolarmente evidente in America Latina: sono significative a tale proposito le parole di Giovanni Paolo II nel discorso di Puebla del 1979: ‘Questo popolo – e di riflesso tutto questo immenso Continente – vive la sua unità spirituale in virtù della tua maternità: tu sei una Madre che, col suo amore, crea, conserva e rinforza l’unione tra i suoi figli.  Salve, Madre del Messico! Madre dell’America Latina!’.

Come ha detto Papa Benedetto XVI nel suo viaggio in Brasile, ad Aparecida, la Madre di Dio e Madre della Chiesa presente nei diversi continenti, “è sempre la Madre di Dio, è sempre Maria, tuttavia è per così dire ‘inculturata’: ha la sua faccia, il suo volto specifico, a Guadalupe, ad Aparecida, a Fatima, a Lourdes, in tutti i Paesi della terra”. Questo 150° anniversario che ci apprestiamo a celebrare, rappresenta per il popolo d’America uno slancio a pregare, a vegliare e a pregare per tutti gli uomini attraverso l’intercessione della nostra Madre del Cielo”. (Card. Juan Luis Cipriani, Arcivescovo di Lima)

Nella Terza Conferenza dell’Episcopato dell’America Latina e dei Caraibi, svoltosi a Puebla nel 1979 e  che aveva come tema l’Evangelizzazione nel presente e nel futuro dell’America Latina, si  è ricordata la venerazione di questo popolo per Maria fin dal primo annuncio del Vangelo: “ Il Vangelo è stato annunciato al nostro popolo presentando la Vergine Maria come la sua più perfetta realizzazione.  Fin dall’origine Maria è stata il grande simbolo del volto materno e misericordioso, della vicinanza al Padre e a Cristo, con cui Lei ci invita ad entrare in comunione. Maria è stata anche la voce che ha fatto unire uomini e popoli. I santuari mariani del continente Americano sono il simbolo dell’incontro della fede e della Chiesa con la storia latinoamericana.”

“E’ un fatto innegabile che la devozione a Maria è la caratteristica del cristianesimo latinoamericano più popolare, persistente e originale. Lei è presente nell’origine stessa del cristianesimo del Nuovo Mondo. Fin dal principio, la presenza di Maria ha dato dignità agli schiavizzati, speranza agli sfruttati e motivazione a tutti i movimenti di liberazione. Comunque, tralasciando ogni interpretazione, non si può negare il fatto della devozione a Maria” (Virgilio Elizondo)

Come segno della devozione e dello spirito evangelizzatore portato dai colonizzatori, la conquista di molti luoghi in America, così come le fondazioni o le demarcazioni territoriali sono sempre state fatte in nome di Gesù e della Vergine, e gran parte delle città sono state battezzate con il nome di qualche santo o delle diverse invocazioni di Maria, come si può vedere in tutto il nostro territorio. Allo stesso modo, molte chiese o cappelle fondate fino al XIX secolo hanno nomi mariani, alcuni portati dalla Spagna (di Montserrat, del Pilar, del Rosario, ecc.) e altri nati in America, con forte carattere ispanico.

Dossier Fides su “il Ruolo dei Santuari nell’Evangelizzazione dell’ America”

http://www.fides.org/ita/documents/dossier_santuari_mariani_america_180807.doc

Maria nel mondo Asiatico

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – E’ difficile parlare dell’Asia come di una realtà unitaria. Dal Giappone al Libano, dalla Siberia all’Indonesia, l’Asia non è soltanto il continente più vasto e più popolato del mondo, ma anche quello che si presenta con le maggiori contraddizioni: antiche tradizioni religiose convivono con le società secolarizzate, zone rurali molto arretrate si incontrano con città modernissime, forme più avanzata di capitalismo stanno a fianco ai regimi rigidi di comunismo.

La Chiesa dell’Asia è cosciente della sua piccolezza, conosce bene le sfide e le numerose difficoltà dell’evangelizzazione, ma non ha paura. I cristiani in Asia non sono una minoranza di ghetto, chiusa e timida, bensì sono coraggiosi, ottimisti, fiduciosi, pieni di speranza e capaci di progetti creativi.

Fra le sorgenti di forza e di coraggio c’è sicuramente la grande fiducia in Maria. Infatti la devozione a Maria è forte in tutti i paesi dell’Asia in cui è presente la Chiesa. L’evangelizzazione di molte zone è legata all’intervento visibile di Maria, e Maria continua ad accompagnare la crescita delle comunità, in particolare nei momenti e nelle situazioni difficili. I Vescovi hanno sottolineato durante l’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per l’Asia (1998): “I cristiani dell’Asia amano intensamente Maria, venerata come madre loro e madre di Cristo. Ci sono centinaia di santuari mariani sparsi in tutta l’Asia, dove non solo i cattolici, ma anche fedeli di altre religioni si radunano insieme in grande quantità. Maria è veramente dove persone di diverse credenze possono incontrarsi”.

Giovanni Paolo II ha descritto il Sinodo dei Vescovi per l’Asia come “una memoria celebrativa delle radici asiatiche del Cristianesimo” (Ecclesia in Asia, 4). Difatti i cristiani dell’Asia prendono sempre più coscienza che Gesù non è estraneo all’Asia, ma è “nato in suolo asiatico” (EA, 20), così anche la Chiesa è nata in Asia (EA, 5 ) ed “è stato in Asia che Dio sin dall’inizio rivelò e portò a compimento il suo progetto salvifico” (EA, 1). E’ ancora in Asia che “Gesù alitò sui discepoli lo Spirito Santo e li inviò sino ai confini della terra” (EA, 9). Di pari passo con questa riscoperta del volto asiatico di Gesù e delle radici asiatiche della sua Chiesa, si fa strada anche una riscoperta del volto asiatico di sua Madre. Maria è infatti donna asiatica, madre dell’Asia e stella dell’evangelizzazione di questo grande contenente dove Lei ha vissuto. Ella conosce bene la ricchezza di cultura, di tradizioni dei popoli asiatici, conosce la sua profondità e sensibilità religiosa; le sue ansie, le sue ricerche di verità e di salvezza. (Suor Maria Ko FMA) (Relazione presentata al 1° Forum Internazionale di Mariologia, tenutosi nel 2001)

Dossier Santuari Mariani in Asia

http://www.fides.org/ita/dossier/2006/santuari_mariani_asia.doc

Dossier: Santuari Mariani in Cina (1 parte)

http://www.fides.org/ita/dossier/2006/santuari_cina1p.doc

Dossier: Santuari Mariani in Cina (2 parte 500kb)

http://www.fides.org/ita/dossier/2006/santuari_cina2p.doc

Maria in Europa

Dossier Fides “Maria e l’Europa” (I)

http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=13744&lan=ita

Dossier Fides “Maria e l’Europa” (II)

http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=13745&lan=ita

Dossier Fides “Il Santuario di Mariazell”

http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=13765&lan=ita

DOCUMENTI DEL MAGISTERO

“Le Pèlerinage de Lourdes” : Lettera del Santo Padre Pio XII nel Centenario delle Apparizioni  della Vergine Maria a Lourdes  (2 luglio 1957)

Il pellegrinaggio a Lourdes, che Noi abbiamo avuto la gioia di compiere recandoCi a presiedere in nome del Nostro predecessore Pio XI le solennità eucaristiche e mariane per la chiusura del giubileo della redenzione, ha lasciato nella Nostra anima profondi e dolci ricordi. Così Ci è particolarmente caro sapere che, per l’iniziativa del vescovo di Tarbes e Lourdes, la città mariana si accinge a celebrare con particolare splendore il centenario delle apparizioni della Vergine immacolata nella grotta di Massabielle e che un comitato internazionale è stato pure costituito a tale scopo, sotto la presidenza dell’eminentissimo cardinale Eugenio Tisserant, decano del sacro collegio. Insieme con voi, diletti figli e venerabili fratelli, vogliamo ringraziare Dio per l’insigne favore fatto alla vostra patria e per tante grazie largite nel corso di un secolo sulla moltitudine di pellegrini. Desideriamo parimenti invitare tutti i Nostri figli a rinvigorire, in quest’anno giubilare, la loro devozione fidente e generosa verso colei che, secondo la parola di san Pio X, si compiacque stabilire a Lourdes «la sede della sua immensa bontà».(2)

I.- Ogni terra cristiana è una terra mariana; e non c’è popolo riscattato nel sangue di Cristo che non ami proclamare Maria sua patrona. Questa verità acquista un risalto singolare quando si rievoca la storia della Francia. Il culto della Madre di Dio risale alle origini della sua evangelizzazione e, tra i più antichi santuari mariani, Chartres richiama tuttora i pellegrini in gran numero e a migliaia i giovani. Il medioevo, che specialmente con san Bernardo cantò la gloria di Maria e celebrò i suoi misteri, vide l’ammirevole fioritura delle vostre cattedrali dedicate alla Madonna: Le Puy, Reims, Amiens, Parigi e tante altre. … Esse, con le loro guglie slanciate, annunciano da lontano questa gloria dell’Immacolata, la fanno risplendere nella pura luce delle vetrate e nell’armoniosa bellezza delle statue: soprattutto attestano la fede di un popolo, che supera se stesso in uno slancio magnifico per elevare nel cielo di Francia l’ininterrotto omaggio della sua pietà mariana.

Nelle città e nelle campagne, alla sommità dei colli o dominando il mare, i santuari consacrati a Maria – umili cappelle o splendide basiliche – ricoprirono a poco a poco il paese con la loro ombra tutelare. Prìncipi e pastori, fedeli innumerevoli vi sono accorsi lungo i secoli per prostrarsi dinanzi alla Vergine santa, salutata con i titoli più espressivi della loro fiducia o della loro misericordia, del sicuro ausilio, o del buon soccorso; là il pellegrino si rifugia presso Nostra Signora della guardia, della pietà o della consolazione; altrove la sua preghiera sale verso Nostra Signora della luce, della pace, della letizia o della speranza; o ancora egli implora Nostra Signora delle virtù, dei miracoli o delle vittorie. Stupenda litania di appellativi, la cui enumerazione, giammai completa, narra di provincia in provincia i benefici che la Madre di Dio effonde, nel corso dei tempi, sulla terra di Francia.

Il secolo XIX doveva tuttavia, dopo la tormenta rivoluzionaria, essere, per molti titoli, il secolo delle predilezioni mariane. Per non citare che un solo avvenimento, chi non conosce oggi la «medaglia miracolosa»? Rivelata, nel cuore stesso della capitale francese, ad un’umile figlia di san Vincenzo de’ Paoli, che Noi abbiamo avuto la gioia di iscrivere nell’albo dei santi, questa medaglia recante impressa l’immagine di «Maria concepita senza peccato», ha sparso in ogni contrada prodigi spirituali e materiali. E qualche anno più tardi, dall’11 febbraio al 16 luglio 1858, piaceva alla beata vergine Maria di manifestarsi nella terra dei Pirenei ad una fanciulla pia e pura, nata da una famiglia cristiana, laboriosa nella sua povertà. «Ella viene a Bernardetta, – dicevamo altra volta – ella ne fa la propria confidente, la collaboratrice, lo strumento della sua materna tenerezza e della misericordiosa onnipotenza del suo Figlio, per restaurare il mondo in Cristo mediante un nuovo e incomparabile effondersi della redenzione».(3)

Gli avvenimenti che si svolsero allora a Lourdes, e di cui meglio si valutano, oggi, le spirituali proporzioni, vi sono ben noti. Sapete, diletti figli e venerabili fratelli, in quali condizioni impressionanti nonostante scherni, dubbi e opposizioni, la voce di questa fanciulla, messaggera dell’Immacolata, si è imposta al mondo. Conoscete la fermezza e purezza della sua testimonianza, provata con sapienza dall’autorità episcopale e da questa sancita sin dal 1862. Già le moltitudini erano accorse, e non hanno cessato, poi, di affluire alla grotta delle apparizioni, alla sorgente miracolosa, nel santuario sorto su richiesta di Maria. È la commovente teoria degli umili, dei malati e degli afflitti: è l’imponente pellegrinaggio di migliaia di fedeli di una diocesi o di una nazione; è il tiepido assenso di un’anima tormentata che cerca la verità… «Giammai – abbiamo pure detto – in un angolo della terra si è visto simile corteo di sofferenza, giammai un eguale irradiarsi di pace, di serenità, di gioia».(4) E non mai, potremmo aggiungere, si conoscerà il numero di benefici che il mondo deve alla Vergine soccorritrice! «O grotta beata, onorata dalla presenza della Madre di Dio! Roccia degna di venerazione, dalla quale sono scaturite con abbondanza le acque vivificatrici!».(5)

Questi cent’anni di culto mariano, del resto, hanno in qualche modo intrecciato tra la sede di Pietro e il santuario dei Pirenei saldi vincoli, che Ci piace ricordare. Non è stata forse la stessa Vergine a desiderare tali relazioni? «Ciò che a Roma il sommo pontefice definiva con il suo infallibile magistero, la vergine immacolata Madre di Dio, benedetta tra tutte le donne, volle, come sembra, confermare con le sue labbra, quando poco dopo si manifestò con una celebre apparizione alla grotta di Massabielle … ».(6) Certamente la parola infallibile del romano pontefice, interprete autentico della verità rivelata, non aveva bisogno di alcuna conferma celeste per avvalorare la fede dei credenti. Ma con quale commozione e gratitudine il popolo cristiano e i suoi pastori appresero dalle labbra di Bernardetta la risposta venuta dal cielo: «Io sono l’Immacolata Concezione»!

Pertanto non fa meraviglia che i Nostri predecessori si siano compiaciuti di moltiplicare i privilegi al santuario. Sin dal 1869, Pio IX, di santa memoria, si rallegrava perché gli ostacoli suscitati contro Lourdes dalla nequizia degli uomini avessero consentito di «manifestare con più forza e evidenza la chiarezza dell’avvenimento».(7) Forte di tale certezza, egli arricchisce di benefici spirituali la chiesa allora costruita e fa coronare la statua di Nostra Signora di Lourdes. Leone XIII, nel 1892, concede l’ufficio proprio e la messa della festa «in apparitione beatae Mariae virginis immaculatae», che il suo successore estenderà alla chiesa universale; l’antico invito della sacra Scrittura avrà, d’ora innanzi, nuova applicazione: «Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! O mia colomba che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi».(8) Verso la fine della sua vita, il grande pontefice volle inaugurare e benedire egli stesso la riproduzione della grotta di Massabielle eretta nei Giardini Vaticani e, nello stesso tempo, la sua voce si elevava verso la Vergine di Lourdes con una preghiera ardente e fiduciosa: «Nella sua potenza la Vergine Madre, che altre volte cooperò con il suo amore alla nascita dei fedeli nella chiesa, sia ancora oggi lo strumento e la custode della nostra salvezza; … che ella dia la tranquillità della pace agli spiriti angosciati, che affretti infine, nella vita privata come nella vita pubblica, il ritorno a Gesù Cristo».(9)

Il cinquantenario della definizione dogmatica dell’immacolata concezione della Vergine santissima offrì a san Pio X l’opportunità di attestare, in un documento solenne, il nesso storico tra questo atto del magistero e l’apparizione di Lourdes: «Appena Pio IX aveva definito verità di fede cattolica che Maria fu sin dall’origine esente dal peccato, la Vergine stessa cominciò a operare meraviglie in Lourdes».(10) Poco dopo, egli crea il titolo episcopale di Lourdes, unito a quello di Tarbes, e firma l’introduzione della causa di beatificazione di Bernardetta. Ma soprattutto toccava a questo grande papa dell’eucaristia di porre in risalto e favorire l’ammirevole armonia che esiste a Lourdes tra il culto eucaristico e la preghiera mariana: «La pietà verso la Madre di Dio, egli osserva, vi fa fiorire una straordinaria e ardente devozione verso nostro Signore».(11) Poteva, d’altronde, essere diversamente? Tutto in Maria ci porta verso il suo Figlio, unico salvatore, in previsione dei cui meriti ella fu immacolata e piena di grazia; tutto in Maria ci innalza alla lode dell’adorabile Trinità e beata fu Bernardetta, la quale, mentre recitava il rosario davanti alla grotta, apprese dalle labbra e dallo sguardo della Vergine santa a rendere gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo! Perciò Noi siamo lieti, in questo centenario, di associarci al seguente omaggio reso da san Pio X: «La gloria unica del santuario di Lourdes sta nel fatto che i popoli vi sono, da ogni parte, chiamati da Maria all’adorazione di Cristo Gesù nell’augusto sacramento, di modo che quel santuario, insieme centro di devozione mariana e trono del mistero eucaristico, sembra superare, in gloria, tutti gli altri del mondo cattolico».(12)

Benedetto XV volle arricchire il santuario, già colmo di favori, di nuove e preziose indulgenze e, se le tragiche circostanze del suo pontificato non gli permisero di moltiplicare gli atti pubblici del suo ossequio, volle nondimeno onorare la città mariana accordando al suo vescovo il privilegio del pallio nella sede delle apparizioni. Pio XI – che era già stato pellegrino a Lourdes – proseguì l’opera ed ebbe la gioia di elevare agli onori degli altari la privilegiata della Vergine, divenuta suor Maria Bernarda nella Congregazione della carità e dell’istruzione cristiana. Non veniva così a confermare, in un certo senso, la promessa fatta dall’Immacolata alla giovane Bernardetta, «che sarebbe stata felice non in questo mondo, ma nell’altro»? Ora è Nevers, che, onorata di conservare la preziosa urna, richiama in gran numero i pellegrini di Lourdes, desiderosi di imparare presso la santa ad accogliere come si conviene il messaggio della Madonna. Più tardi l’illustre pontefice, che aveva poco prima onorato, sull’esempio dei suoi predecessori, con una legazione, le feste anniversarie delle apparizioni, decideva di chiudere il giubileo della redenzione alla grotta di Massabielle, là dove, secondo le sue stesse parole, «l’immacolata vergine Maria si mostrò più volte alla beata Bernardetta Soubirous, esortando con bontà tutti gli uomini alla penitenza, nel luogo stesso della meravigliosa apparizione, che essa ricolmò di grazie e di prodigi».(13) In verità, concludeva Pio XI, questo santuario «passa ora a giusto titolo per uno dei principali santuari mariani del mondo».(14)

A questo unanime concerto di lodi, come non avremmo unita la Nostra voce? L’abbiamo fatto specialmente nella Nostra enciclica Fulgens corona, ricordando, sulle orme dei Nostri predecessori che «la beata vergine Maria stessa sembra abbia voluto confermare, con un prodigio, la definizione che il vicario del suo divin Figlio in terra aveva proclamata, con il plauso dell’intera chiesa».(15) E Noi ricordavamo, in tale circostanza, come i romani pontefici, riconoscendo l’importanza della peregrinazione, non avevano cessato di «arricchirla di favori spirituali e degli attestati della loro benevolenza».(16) La storia di questi cento anni, che abbiamo rievocato a grandi linee, non è invero una costante illustrazione della segnalata benevolenza dei pontefici, la cui ultima espressione fu la chiusura a Lourdes dell’anno centenario del dogma dell’immacolata concezione? Ma Noi desideriamo, diletti figli e venerabili fratelli, ricordare specialmente un documento, con il quale Ci piace di incoraggiare il diffondersi di un apostolato missionario nella vostra cara patria. Ci fu caro perciò di rifarci ai «meriti singolari che nel corso dei secoli la Francia si è acquistata nel progresso della fede cattolica», e a tal proposito Noi rivolgevamo «la mente e il cuore verso Lourdes, dove, quattro anni dopo la definizione del dogma, la Vergine immacolata stessa sigillò spontaneamente, con le apparizioni, i colloqui e i miracoli, la dichiarazione del maestro supremo».(17)

Anche oggi Ci rivolgiamo verso il celebre santuario, che si prepara a ricevere sulle rive del Gave l’ingente numero dei pellegrini del centenario. Se da un secolo, ardenti suppliche pubbliche e private vi hanno ottenuto da Dio, per l’intercessione di Maria, tante grazie di guarigioni e di conversioni, Noi abbiamo salda fiducia che in quest’anno giubilare la Madonna vorrà ancora rispondere con larghezza all’attesa dei suoi figli. ma abbiamo soprattutto la convinzione che ella ci esorta a raccogliere le lezioni spirituali delle apparizioni, e ad impegnarci sulla via così chiaramente da lei indicataci.

II.- Queste lezioni, eco fedele del messaggio evangelico, concorrono a porre in risalto, in maniera impressionante, il contrasto tra i disegni di Dio e la vana sapienza del mondo. La Vergine immacolata, mai sfiorata dal peccato, si manifesta a una fanciulla innocente, in una società, che non ha affatto coscienza dei mali che la divorano, che copre le sue miserie e le sue ingiustizie con apparenze di prosperità, di splendore e di spensieratezza. In materna comprensione, ella volge uno sguardo su questo mondo riscattato dal sangue del Figlio suo, dove, purtroppo, il peccato ogni giorno accumula tante stragi, ed ella, per tre volte, lancia il suo vibrante richiamo: «Penitenza, penitenza, penitenza!». Chiede inoltre atti significativi: «Andate a baciare la terra in penitenza per i peccatori». E agli atti occorre aggiungere la preghiera: Pregherete Dio per i peccatori». Come al tempo di Giovanni Battista, come all’inizio del ministero di Gesù, lo stesso invito, forte e perentorio, indica agli uomini la via del ritorno a Dio: «Pentitevi» (Mt 3, 2; 4,17). Chi oserebbe dire che questo appello alla conversione del cuore abbia perduto nei giorni nostri qualche cosa della sua efficacia?

E la Madre di Dio potrebbe forse avvicinarsi ai suoi figli se non quale messaggera di perdono e di speranza? Già l’acqua scorre ai suoi piedi: «O voi tutti che siete assetati, venite alle acque e attingerete dal Signore la salvezza»,(18) a questa sorgente, dove Bernardetta per prima è andata docilmente a bere e a lavarsi, affluiranno tutte le miserie dell’anima e del corpo. «Ci sono andato, mi sono lavato e ho visto» (Gv 9,11) potrà rispondere ora, con il cieco del vangelo, il pellegrino riconoscente. Ma, come per le folle che si stringevano intorno a Gesù, la guarigione delle piaghe fisiche ripete, insieme con un gesto di misericordia, il segno del potere che ha il Figlio dell’Uomo di rimettere i peccati (cf. Mc 2,10). Presso la grotta benedetta, in nome del suo Figlio divino, la Vergine ci chiama alla conversione del cuore e alla speranza del perdono. L’ascolteremo?

La vera grandezza del prossimo anno giubilare sta in questa umile risposta dell’uomo che si riconosce peccatore. Quali benefici per la chiesa potremmo attenderci qualora ciascun pellegrino di Lourdes – come ogni cristiano unito spiritualmente alle celebrazioni centenarie – attuasse quest’opera di santificazione prima di tutto in se stesso, «non in parole e con la lingua, ma in opere e in verità!» (1Gv 3,18). Ogni cosa, del resto, ivi lo proclama, giacché forse in nessun luogo più che a Lourdes ci si sente portati alla preghiera, all’oblio di sé, alla carità. Nell’osservare la dedizione dei barellieri e la pace serena dei malati, nel rilevare la fraternità che unisce alla medesima invocazione fedeli di ogni provenienza, nell’osservare la spontaneità dell’aiuto scambievole e il fervore senza affettazione dei pellegrini genuflessi davanti alla grotta, i migliori sono attratti verso una vita più integralmente offerta al servizio di Dio e dei loro fratelli; i meno fervorosi diventano consapevoli della loro tiepidezza e ritrovano il cammino della preghiera; i peccatori più induriti e gli stessi increduli sono spesso toccati dalla grazia, o almeno, se sono sinceri, non restano insensibili alla testimonianza di questa «moltitudine di credenti che hanno un solo cuore e un’anima sola» (At 4,32).

Tuttavia un’esperienza di pochi giorni di pellegrinaggio generalmente non basta, da sola, per imprimere nell’anima con caratteri incancellabili l’invito di Maria a una vera conversione spirituale. Perciò Noi esortiamo i pastori delle diocesi e tutti i sacerdoti a gareggiare nello zelo affinché i pellegrinaggi del centenario siano preparati, effettuati e soprattutto seguìti nella maniera il più possibile propizia a una profonda e duratura azione della grazia. Ritorno all’assidua frequenza dei sacramenti, rispetto della morale cristiana in tutta la vita, impegno nelle file dell’Azione cattolica e delle diverse opere raccomandate dalla chiesa: solo così l’importante previsto movimento di folle verso Lourdes, nell’anno 1958, porterà, secondo l’aspettativa della stessa Vergine immacolata, quei frutti di salvezza di cui l’umanità oggi ha tanto bisogno.

Ma la sola conversione individuale del pellegrino, sebbene sia la cosa principale, non sarebbe sufficiente. In questo anno giubilare Noi vi esortiamo, diletti figli e venerabili fratelli, a suscitare tra i fedeli affidati alle vostre cure uno slancio collettivo di rinnovamento cristiano della società, in risposta all’appello di Maria. Già Pio XI in occasione delle feste mariane del giubileo della redenzione implorava «che gli spiriti accecati… siano illuminati dalla luce della verità e della giustizia; che gli smarriti nell’errore siano ricondotti sul retto cammino, che una giusta libertà sia accordata dovunque alla chiesa, e che un’èra di concorde e vera prosperità sorga per tutti i popoli».(19)

Ora il mondo, che ai nostri giorni offre tanti giusti motivi di legittimo orgoglio e di sicurezza, conosce anche una terribile tentazione di materialismo, frequentemente denunciata dai Nostri predecessori e da Noi stessi. Questo materialismo non si trova solamente nella condannata filosofia che regge la politica e l’economia di una parte dell’umanità; esso imperversa pure nell’amore al denaro, le cui rovine si allargano secondo le dimensioni delle moderne intraprese, e che purtroppo è lo stimolo determinante di tante deliberazioni che pesano sulla vita dei popoli; si esprime nel culto del corpo, nell’eccessiva ricerca dei comodi e nel rifuggire da ogni austerità di vita; spinge al disprezzo della vita umana fino a distruggerla prima che abbia visto la luce; si manifesta nella ricerca sfrenata del piacere, che si esibisce senza pudore e tenta anche di sedurre, con le letture e gli spettacoli, le anime ancora pure; si palesa nel disinteresse per il fratello, nell’egoismo che lo opprime, nell’ingiustizia che lo priva dei suoi diritti; in una parola, in quel concetto della vita che tutto regola solo in funzione della prosperità materiale e delle soddisfazioni terrene. «Anima mia, diceva un ricco, tu hai messo da parte una quantità di beni per moltissimi anni: riposati; mangia, bevi, dàtti bel tempo. Ma Dio gli disse: Stolto, in questa stessa notte ti sarà richiesta l’anima tua» (Lc 12,19-20).

A una società che, nella vita pubblica, sovente contesta i diritti supremi di Dio; che vorrebbe guadagnare l’universo a prezzo della sua anima precipitando così verso la propria rovina, la Madre santissima ha lanciato un grido di allarme. Docili al suo richiamo, i sacerdoti siano coraggiosi nel predicare a tutti senza timore le grandi verità della salvezza. Non vi è infatti durevole rinnovamento se non è fondato sugli intangibili principi della fede, e spetta ai sacerdoti di formare la coscienza del popolo cristiano. Come l’Immacolata, che, mossa a pietà delle nostre miserie e chiaramente conoscendo i nostri veri bisogni, viene agli uomini per ricordare loro i gradi essenziali e austeri della conversione religiosa, così i ministri della parola di Dio debbono, con soprannaturale fermezza, indicare alle anime lo stretto cammino che porta alla vita (cf. Mt 7,14). Lo faranno senza dimenticare lo spirito di dolcezza e di pazienza a cui debbono risalire (cf. Lc 9,55), ma senza nascondere nulla delle esigenze dell’evangelo. Alla scuola di Maria essi impareranno a non vivere che per dare Gesù al mondo, ma, se pur occorre, anche ad attendere con fede l’ora di Gesù e a restare ai piedi della croce.

Accanto ai propri sacerdoti, i fedeli devono collaborare in quest’ardore di rinnovamento. Chi dunque non potrà fare ancora di più per la causa di Dio, là dove la Provvidenza lo ha collocato? Il Nostro pensiero si volge dapprima alla moltitudine di anime consacrate, che, nella chiesa, attendono a innumerevoli opere di bene. I loro voti religiosi le impegnano più di altri a lottare vittoriosamente, sotto l’egida di Maria, contro il dilagare nel mondo delle smodate cupidigie di indipendenza, di ricchezza e di godimenti; perciò, alla voce dell’Immacolata, esse si opporranno all’offensiva del male con le armi della preghiera e della penitenza e con le vittorie della carità. Il Nostro pensiero va, del pari, alle famiglie cristiane, per scongiurarle di rimanere fedeli alla loro insostituibile missione nella società. Si consacrino esse, in questo anno giubilare, al cuore immacolato di Maria! Tale atto di fede sarà per gli sposi un aiuto spirituale prezioso per l’adempimento dei doveri della castità e della fedeltà coniugali; manterrà nella sua purezza l’aura del focolare in cui crescono i piccoli; più ancora, farà della famiglia, rinfrancata dalla devozione mariana, una cellula vivente per la trasformazione sociale e per la conquista apostolica. Senza dubbio, al di là della cerchia familiare, i rapporti professionali e civili presentano ai cristiani, ansiosi di lavorare per il rinnovamento della società, un vasto campo di azione. Adunati ai piedi della Vergine santa, pronti alle sue esortazioni, dapprima essi considereranno se medesimi con occhio esigente per sradicare dalla propria coscienza i falsi giudizi e le reazioni egoistiche, paventando la menzogna di un amore di Dio che non si traduca in amore effettivo per i propri fratelli (cf. 1Gv 4,20). Cercheranno poi, cristiani di ogni classe e di tutte le nazioni, di convergere tutti nella verità e nella carità, di dissipare incomprensioni e sospetti. Sicuramente, il peso delle strutture sociali e delle pressioni economiche che grava sulla buona volontà degli uomini è enorme e spesso la paralizza. Ma, se è vero, come i Nostri predecessori e Noi stessi abbiamo insistentemente sottolineato, che la questione della pace sociale e politica nell’uomo è prima di tutto una questione morale, nessuna riforma è fruttuosa, nessun accordo è stabile senza un mutamento e una purificazione dei cuori. La Vergine di Lourdes, in questo anno giubilare, lo ricorda a tutti.

Ora, se Maria, nella sua sollecitudine materna, si rivolge con speciale predilezione verso alcuni suoi figli, non è forse verso gli umili, i poveri e i malati, coloro che Gesù ha tanto amato? «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e stanchi, e io vi ristorerò» (Mt 11,28) sembra che ella ripeta col suo divin Figlio. Andate a lei, voi, che, senza alcuna difesa dai rigori della vita e dall’indifferenza degli uomini, siete oppressi dalla miseria materiale; andate a lei, voi che siete colpiti dai dolori e dalle prove morali; andate a lei, cari malati e infermi, che a Lourdes siete ricevuti e onorati quali membra sofferenti di nostro Signore; andate a lei e abbiate la pace del cuore, la forza per il dovere quotidiano, la gioia del sacrificio bene offerto. La Vergine immacolata, che conosce i segreti sentieri della grazia nelle anime e il lavorìo silenzioso di questo lievito soprannaturale del mondo, sa quale valore hanno agli occhi di Dio le vostre sofferenze unite a quelle del Salvatore. Esse possono notevolmente giovare, non ne dubitiamo, a quel rinnovamento cristiano della società, che Noi imploriamo da Dio grazie alla potente intercessione della Madre sua. Voglia poi Maria, ascoltando la preghiera dei malati, degli umili, di tutti i pellegrini di Lourdes, volgere il suo occhio materno a coloro che si trovano tuttora fuori dell’ovile della chiesa, per raccoglierli nell’unità! Guardi benigna quanti vanno alla ricerca e sono assetati di verità, per condurli alla sorgente delle acque vive! Vivifichi infine, con la sua tenerezza, gli immensi continenti e i vasti agglomerati umani dove Cristo Signore è purtroppo così poco conosciuto e amato; e ottenga alla chiesa la libertà e la gioia di rispondere in ogni dove, sempre giovane, santa e apostolica, all’attesa degli uomini!

«Volete avere la bontà di venire …», diceva la Vergine santa a Bernardetta. Questo invito affabile, che non comanda, che si rivolge al cuore e sollecita con delicatezza una risposta libera e generosa, è nuovamente proposto dalla Madre di Dio ai suoi figli di Francia e del mondo. Senza imporsi, ella insiste a che essi riformino se medesimi e si adoperino, con tutte le forze, alla salvezza del mondo. I cristiani non rimarranno inerti a tale richiamo; andranno a Maria. A ciascuno di essi, al termine di questa lettera, Noi vorremmo dire con san Bernardo: «Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze, pensa a Maria, invoca Maria. … Seguendo lei non ti smarrisci, pregando lei non ti disperi, pensando a lei non sbagli. Se lei ti tiene, non cadi; se lei ti protegge, non temi; se lei ti guida, non ti stanchi; se lei ti dà il suo favore, tu arrivi al tuo fine …».(20)

Noi abbiamo fiducia, diletti figli e venerabili fratelli, che Maria esaudirà la vostra e la Nostra preghiera. Glielo chiediamo in questa festa della Visitazione, tanto opportuna per celebrare colei che si degnò, or è un secolo, di visitare la terra di Francia. Invitandovi a cantare a Dio, insieme con la Vergine immacolata, il “Magnificat” della vostra riconoscenza, Noi invochiamo su di voi, su tutti coloro che hanno la responsabilità delle celebrazioni del centenario, la più larga effusione di grazie, in pegno delle quali vi impartiamo, dal profondo del cuore, con costante e paterna benevolenza, la benedizione apostolica.

Roma, presso San Pietro, nella festa della Visitazione di Maria santissima,

2 luglio dell’anno 1957, XIX del Nostro pontificato.

(1) PIUS XII, Epist. enc. Le pèlerinage de Lourdes primo exeunte saeculo ex quo Immaculata Virgo Maria in Lapurdensi specu se conspiciendam dedit, [À nos très chers Fils le Cardinal Achille Liénart, Évêque de Lille, le Cardinal Pierre Gerlier, Archévêque de Lyon, le Cardinal Clément Roques, Archévêque de Rennes, le Cardinal Maurice Feltin, Archévêque de Paris, le Cardinal Géorges Grente, Archévêque-Évêque du Mans, et à tous nos vénérables Frères les Archévêques et les Évêques de France, en paix et communion avec le Siège Apostolique], le 2 Juillet 1957: AAS 49(1957), pp. 605-619.

Memoria degli avvenimenti a un secolo dall’apparizione della Vergine. Atti e documenti dei pontefici. Rinnovare il fervore religioso in occasione delle celebrazioni centenarie. Rinnovamento cristiano della società in risposta all’appello di Maria.

(2) Lettre du 12 juillet 1914: AAS 6(1914), p. 376.

(3) Discours du 28 avril 1935 à Lourdes: E. card. PACELLI, Discorsi e panegirici, Vaticano ²1956, p. 435.

(4) Ibidem, p. 437.

(5) Office de la fête des Apparitions, Hymne de II Vêpres.

(6) Décret de Tuto pour la Canonisation de S.te Bernadette, 2 juillet 1933: AAS 25(1933), p. 377.

(7) Lettre du 4 septembre 1869 à Henri Lasserre: Archivio Seereto Vaticano, Ep. lat., an. 1869, n. 388, f. 695.

(8) Ct 2,13-14. Graduel de la Messe de la fête des Apparitions.

(9) Bref du 8 septembre 1901: Acta Leonis XIII, vol. 21, pp. 159-160.

(10) Lettre encyclique Ad diem illum, 2 février 1904: Acta Pii X, vol, 1, p. 149; EE 4/18.

(11) Lettre du 12 juillet 1914: AAS 6(1914), p. 377.

(12) Bref du 25 avril 1911: Arch. Brev. Ap., Pius X, an. 1911, Div. Lib. IX, pars I, f. 337.

(13) Bref du 11 janvier 1933: Arch. Brev. Ap., Pius XI, Ind. Perpet. f.128.

(14) Ibidem.

(15) Lettre encyclique Fulgens corona, 8 septembre 1953: AAS 45(1963), p 578; EE 6/946.

(16) Ibidem: EE 6/948.

(17) Constitution apostolique Omnium Ecclesiarum, 15 août 1954, p. 567.

(18) Office de la fête des Apparitions, 1er Répons du III Noct.

(19) Lettre du 10 janvier 1935: AAS 27(1935), p. 7.

(20) S. BERNARDUS, Hom. II super “Missus est”: PL 183, 70-71; Opere di San Bernardo, ediz. bilingue, Città Nuova, Roma 1990, vol. II, p. 90(11-17).

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ALCUNI LINK A SITI MARIANI

Sito ufficiale di Lourdes

http://www.lourdes-france.org/index.php?goto_centre=ru&contexte=it&id=866&id_rubrique=866

Sito ufficiale del 150º anniversario delle Apparizioni di Lourdes

http://www.lourdes2008.com/

Maria madre nostra

http://www.catholic-church.org/iglesia/maria/

Para conocer y amar a  María

http://www.mariologia.org/

Radio Maria

http://www.radiomaria.it/

Famiglia Mondiale di Radio Maria

http://www.radiomaria.org/

Totus Tuus

http://www.totustuus.it/

Sito di Fatima

http://www.fatima.org/

Luoghi di Maria

http://www.maria.org/

Devozione Mariane

http://www.devozionimariane.it/

Santuari Mariani

http://www.santuarimariani.org/

Il Santo Rosario

http://www.santorosario.net/

Santuario di Collevalenza

http://www.collevalenza.it/

(Agenzia Fides 7/12/2007 – Dossier a cura di R.G.)

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