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I segreti delle apparizioni di Medjugorje

I segreti delle apparizioni di Medjugorje di Antonio Socci

[Da “Il Giornale”, 24 dicembre 2001]

Esattamente dieci anni fa, il 25 dicembre 1991, crollava l’Unione Sovietica e con essa veniva spazzato via dall’Europa quell’esperimento comunista che aveva insanguinato il continente per 70 anni. Il crollo di un impero avveniva senza colpo ferire. Che un così inedito prodigio sia accaduto il giorno di Natale e addirittura la liquidazione dell’Impero sia stata decisa in una riunione che si svolse l’8 dicembre non dice nulla allo storico laico, ma non è casuale per chi guarda la storia umana con occhi cristiani.
L’8 dicembre è infatti per i cattolici la festa dell’Immacolata Concezione e nei messaggi di Fatima ­ le cui apparizioni sono concomitanti con la rivoluzione d’ottobre ­ la Madonna chiedeva proprio la consacrazione della Russia al suo cuore immacolato per ottenerne la conversione e annunciava ­ dopo molte tribolazioni ­ la vittoria del suo cuore immacolato. In quei messaggi era stato profetizzato anche l’immane macello del XX secolo, il secolo del più grande martirio cristiano durante il quale si sarebbe arrivati fino a colpire il Papa. L’attentato contro di lui avvenne proprio un 13 maggio, che è esattamente la festa della Madonna di Fatima. La straordinaria coincidenza non è stata ritenuta casuale da Giovanni Paolo II che ritenne di essere stato salvato proprio dalla Vergine di Fatima nella cui corona volle far incastonare, come ex voto, uno dei proiettili che lo colpirono.
Proprio nei giorni scorsi la Santa Sede ha fatto sapere che suor Lucia, l’ultima delle veggenti portoghesi, riconosce come completa la rivelazione dei segreti fatta anno scorso dal Papa. Per i cristiani l’inerme ragazza di Nazareth, la sedicenne che a Betlemme partorì Gesù in condizioni umanamente durissime, proclamata regina del cielo e della terra, ha esercitato ed esercita un influsso eccezionale sulla storia umana per scongiurarne esiti tragici. Il fatto che le sue apparizioni pubbliche si siano concentrate perlopiù negli ultimi due secoli significa che i pericoli sono aumentati e si sono aggravati con la fine della cristianità e l’immane crescita della potenza degli uomini sul cosmo.
Ed è in questi ultimi anni specialmente ­ sempre secondo i cristiani ­ che il suo intervento visibile e accorato per salvare l’umanità dalla rovina si è fatto più forte e visibile. Sempre nel 1981, infatti, esattamente un mese dopo quell’attentato al papa che compiva la profezia di Fatima, sono iniziate le apparizioni di Medjugorje, un paesino della Bosnia Erzegovina, allora ancora sotto il regime comunista jugoslavo.
La stessa vergine ha spiegato che intendeva compiere a Medjugorje quello che aveva iniziato a Fatima. Ed è emozionante leggere il messaggio in cui chiede una novena di preghiere e digiuno “perché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione”. Era il 25 agosto di quel 1991 che poche settimane dopo, il giorno di Natale, avrebbe visto polverizzarsi l’Urss senza colpo ferire.
Si tratta di apparizioni ancora non riconosciute ufficialmente dalla Chiesa anche perché tuttora in corso. Proprio per la durata si tratta di un fenomeno assolutamente unico nella storia cristiana, perché mai si è saputo di una presenza di Maria così assidua e continuata. I ragazzi a cui apparve la Madonna quel 24 giugno 1981 avevano 15-16 anni. A quel tempo dovettero subire non poche intimidazioni e persecuzioni da parte del regime comunista. Oggi sono tutti adulti, hanno studiato, si sono laureati, hanno famiglie e figli. Sono persone del tutto normali, affabili, simpatici, intelligenti. Nel frattempo quello sperduto paesino della Bosnia è diventato la più straordinaria meta di pellegrinaggio della cristianità. Milioni di persone ogni anno raggiungono quella meta nell’indifferenza dei media. E’ un fenomeno eccezionale (giusto pochi giorni fa a Milano in 15 mila sono andati ad ascoltare una delle veggenti, un numero altissimo di cui ben pochi giornali si sono accorti).
I ragazzi sono stati sottoposti a vari esperimenti scientifici durante le apparizioni e tutti hanno rilevato che accade qualcosa di inspiegabile. Ma c’è un altro fatto che accredita le apparizioni. La Madonna fin dalle sue prime parole, con il suo solito stile discreto e dolce, ha chiesto ai ragazzi preghiere per la pace. Era un tempo in cui nessuno sembrava minacciare la pace in Bosnia. Di lì a pochi anni si è capito tutto. Proprio in quella terra infatti è scoppiata la più sanguinosa guerra che si sia vista in Europa dalla fine della II guerra mondiale.
Ai ragazzi, che continuano ad avere le apparizioni, sono stati affidati dieci segreti che riguardano tutta l’umanità. In essi risulterà chiaro “il piano di Maria per la salvezza del mondo” come dice padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria. Padre Livio di recente ha lungamente intervistato Mirjana Dragicevic, una delle veggenti, 36 anni, laureata in agraria, sposata con due figlie. Mirjana infatti ha ricevuto i dieci segreti, sa cosa sono, quando e dove si realizzeranno, e ha il compito di comunicarlo a un frate cappuccino da lei prescelto con dieci giorni di anticipo. Il frate dovrà darne notizia al mondo tre giorni prima che si verifichino. Lo scopo della Vergine ­ dice Mirjana ­ è di salvare tutti, invitando tutti a conoscere l’amore del suo Figlio e consegnare il proprio cuore a lui. Di questi segreti sappiamo solo che il terzo parla di un segno inequivocabile e bello della sua presenza che la Vergine lascerà sulla collina della prima apparizione. Il settimo invece pare sia molto drammatico, ma Mirjana insiste che “non c’è di che avere paura. Chi ha il Signore al primo posto nel cuore non ha nulla da temere”. Alla fine arriverà il tempo della pace, annuncia con sicurezza Mirjana. La Vergine infatti si è presentata a Medjugorje col titolo di “Regina della Pace”. Non si sa quando tutto accadrà.
Ma secondo padre Livio, che a Medjugorje ha dedicato una serie di libri e che con la sua radio (ascoltatissima), segue da anni lo svolgersi degli eventi, i fatti dell’11 settembre potrebbero essere l’inizio della vicenda di Medjugorje (per inciso sulle Twin Towers vi erano anche i potenti ripetitori di Radio Maria, che diffondevano i messaggi di Medjugorje). Padre Livio ritiene che il pericolo planetario potrebbe essere rappresentato proprio da un terrorismo pronto a devastare il mondo con armi di distruzione di massa.
Del resto s’intuisce che in questi mesi c’è qualcosa di nuovo che grava il cuore del papa. Per chi ne segue gli interventi è evidente che qualcosa di cupo egli scorge all’orizzonte. Nell’ottobre del 2000, concludendo il grande Giubileo, rinnovò la consacrazione della terra al cuore immacolato di Maria dicendo che siamo a un bivio fra trasformare la terra in un luogo di rovine o farne un giardino. E negli interventi recenti parla accorato di un’ “ora oscura” che è arrivata.
Alla luce di questi antefatti acquista ben altro significato la giornata di digiuno e preghiera per la pace voluta dal papa, considerato il fatto che da vent’anni la Madonna di Medjugorie ha chiesto esattamente e solo questo: digiuno e preghiera per la pace. “Maria ci dà la possibilità di metterci in salvo” spiega padre Livio “ma urge convertirsi”.
Naturalmente si può giudicare con distacco e incredulità tutto questo. Tuttavia prima è consigliabile dare una lettura al volume, appena uscito, Gli occhi di Maria, dove Vittorio Messori ricostruisce la collocazione storica e geografica delle apparizioni di Maria dagli anni della Rivoluzione francese, la grande devastatrice della cristianità.
Sempre, in anticipo o in concomitanza con gli eventi più terribili, Maria è apparsa per confortare i cristiani e metterli in guardia, ma anche per scongiurare le tragedie peggiori. Si comincia con le apparizioni negli anni del Terrore giacobino ­ ricostruite nel libro da Rino Cammilleri ­ in particolare un fenomeno inspiegabile colpì lo stesso Napoleone. Un 11 febbraio. Lo stesso giorno in cui sarebbe apparsa la prima volta a Lourdes. E’ solo una delle tantissime, impressionanti coincidenze di date segnalate da Messori. E poi Fatima, la cui ultima apparizione, il 13 ottobre, col prodigio del sole che ruota, è quasi concomitante con la rivoluzione bolscevica. E poi l’apparizione di Banneux del 1933, concomitante con la presa del potere di Hitler. Le apparizioni di Kibeho, in Ruanda, dove non si è potuto scongiurare uno dei più terribili genocidi degli ultimi decenni. Ogni volta ciò che colpisce e commuove è ­ come dicono i veggenti – la sua premura di madre. Il realizzarsi o meno dei “segreti” di Medjugorje ci dirà se veramente in quel paesino bosniaco è accaduto ciò che milioni di cristiani credono. Si può essere cristiani o non esserlo. Ma, al di là di Medjugorje, chi è cristiano resta comunque certo che Maria opera concretamente e instancabilmente per il bene di ogni essere umano e dell’umanità intera. Se quella ragazza di Nazareth è “la regina del cielo e della terra” non c’è da stupirsi che abbia tanto potere sulla storia umana.

Dichiarazioni del Card

Dichiarazioni del Card. Tarcisio Bertone su Medjugorje

Dal libro “L’ultima veggente di Fatima” Ed. Rai – Rizzoli (pag. 103-107)

Secondo il collega Saverio Gaeta se si uniscono con una penna le dieci principali località dove la Madonna è apparsa in Europa si forma la lettera “M” di Maria. Le apparizioni, vere o false, le segnalazioni di Madonne che lacrimano sangue, sono migliaia. Esagerando un po’, Paul Claudel ha definito Fatima “il più importante evento religioso del secolo”, mentre è più convincente la tesi che sostiene essere la celebrazione del Concilio Vaticano II l’evento clou del Novecento. Maria comunque è dietro l’angolo. In agguato come il Dio nascosto di cui parla Francois Mauriac. Di solito sceglie i più semplici, gli illetterati, i bambini o i fanciulli. Il mondo, come ha sostenuto lei, vuole trovare una madre. Dopo l’attentato al Papa sono iniziate le cosiddette “apparizioni” a Medjugorje ed è da Medjugorje, peraltro, che viene la statuetta di Civitavecchia, con quel segno di sangue alle porte di Roma. Statuetta che “ha lacrimato sangue” fra le mani del vescovo della città, monsignor Girolamo Grillo.

La vedo, eminenza, pensierosa, spero non contrariata…Medjugorje, è facile essere indovini, non verrà così facilmente e presto riconosciuta. A meno che…E siamo di fronte al rispetto di una regola fondamentale: la veridicità di un fenomeno soprannaturale si vede dai frutti: preghiera, penitenza, conversione, accostamento ai sacramenti. Per Renè Laurentin Medjugorje è il luogo dove ci si confessa di più. Tralasciamo i miracoli.

I frutti da lei elencati non sono l’unico o il primo dei criteri. Vede, a Czestochowa, in Polonia, non c’è in partenza un’apparizione riconosciuta dalla Chiesa, c’è un luogo di culto mariano che, nei secoli, ha dato frutti strepitosi, è diventato, addirittura, centro dell’identità di una nazione. Lo spirito di un popolo, di un popolo cattolico come quello polacco, qui si è continuamente alimentato e irrobustito. Quando ero Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede è toccato a me scrivere ai vescovi che chiedevano informazioni e suggerimenti pastorali su Medjugorje.

Avete, in pratica, scoraggiato i pellegrini?

Non è proprio così. Intanto, un conto è non organizzarli, un conto è scoraggiarli. La questione è complessa. In una lettera alla rivista francese “Famille Chrètienne” il vescovo di Mostar, Ratko Peric, faceva affermazioni fortemente critiche sulla presunta “soprannaturalità” delle apparizioni e rivelazioni di Medjugorje. A questo punto, in seguito a una richiesta di chiarimento, la Congregazione per la Dottrina della Fede, in una lettera a monsignor Gilbert Aubry, vescovo di La Rèunion, firmata da me come Segretario il 26 maggio 1998, ha fatto con chiarezza il punto su Medjugorje. Ho tenuto, anzitutto, a precisare che “non e norma della Santa Sede assumere, in prima istanza, una posizione propria diretta su supposti fenomeni soprannaturali. Questo dicastero, per tutto ciò che concerne la credibilità delle “apparizioni” in questione, si attiene semplicemente a ciò che è stato stabilito dai vescovi della ex Jugoslavia nella dichiarazione di Zara del 10 aprile 1991: “Sulla base delle indagini finora condotte, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni soprannaturali”. Dopo la divisione della Jugoslavia in diverse nazioni indipendenti, spetterebbe ora ai membri della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina riprendere eventualmente in esame la questione ed emettere, se il caso lo richiede, nuove dichiarazioni. Quello che monsignor Peric ha affermato in una lettera al segretario generale di “Famille Chrètienne”, cioè che la mia convinzione e posizione non è solo “non consta della soprannaturalità” ma ugualmente quella di “consta della non soprannaturalità delle apparizioni o rivelazioni di Medjugorje”, deve essere considerato espressione di una convinzione personale del vescovo di Mostar il quale, in quanto ordinario del luogo, ha tutti i diritti di esprimere ciò che è e rimane un suo parere personale. Infine, per quanto concerne i pellegrinaggi a Medjugorje che si svolgono in maniera privata, questa Congregazione ritiene che sono permessi a condizione che non siano considerati come un’autenticazione degli avvenimenti in corso e che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa.

Tutto ciò, dal punto di vista pastorale, quali conseguenze ha avuto? A Medjugorje ogni anno vanno quasi due milioni di pellegrini; la vicenda ha avuto forti complicazioni come l’atteggiamento dei frati della parrocchia di Medjugorje spesso trovatisi in conflitto con l’autorità ecclesiastica locale; c’è poi la mole imponente dei “messaggi” che, in questi anni, la Madonna avrebbe affidato ai sei presunti veggenti. “Quando un cattolico si reca in quel santuario in buona fede ha diritto a un’assistenza spirituale” ha affermato l’ex portavoce vaticano, Joaquin Navarro-Valls.

Io mi attengo alle conseguenze importanti. Le dichiarazioni del vescovo di Mostar riflettono un’opinione personale, non sono un giudizio definitivo e ufficiale della Chiesa. Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara dei vescovi della ex Jugoslavia del 10 aprile 1991, che lascia la porta aperta a future indagini. La verifica deve, perciò, andare avanti. Nel frattempo sono permessi i pellegrinaggi privati con un accompagnamento pastorale dei fedeli. Infine, tutti i pellegrini cattolici possono recarsi a Medjugorje, luogo di culto mariano dove è possibile esprimersi con tutte le forme devozionali.

Se ho ben capito i fedeli siano accompagnati dai sacerdoti, i vescovi non si facciano però coinvolgere. Pellegrinaggi solo organizzati in maniera privata anche se mi risulta che solo dal 2006, su pressione vaticana, la stessa “Opera romana pellegrinaggi” ha dovuto depennare dalle sue proposte Medjugorje. Capisco che bisogna stare in guardia dalla “religione delle apparizioni” che alimentano il “turismo delle apparizioni”, capisco l’estrema prudenza della Chiesa, eppure questo villaggio sconosciuto della Bosnia-Erzegovina attira sempre più fedeli. Durante la guerra dei Balcani non un colpo di mortaio o una bomba sono caduti sui presunti luoghi delle “apparizioni”. Si è continuato a pregare e a invocare Maria, e tutti gli appelli di pace di Giovanni Paolo II venivano ascoltati in diretta attorno al santuario. La domanda che però si fanno tutti è semplice; è apparsa o no la Madonna a Medjugorje?

Questo è un problema.

La sua opinione?

Secondo Tarcisio Bertone è un grosso problema. C’è, rispetto alle altre apparizioni, alla traditio delle apparizioni, una certa anomalia. Dal 1981 a oggi Maria sarebbe apparsa decine di migliaia di volte. Questo è fenomeno non assimilabile ad altre apparizioni mariane che hanno una loro linea, una loro parabola. Iniziano e si concludono come meteore divine. I tempi, si dice, sono talmente straordinari che esigono una risposta straordinaria di Maria. Quel “si dice” è una parentetica per evidenziare o marcare una mia personale differenza di vedute. E’ la tesi di chi vorrebbe la Chiesa più schierata in una certa linea. Maria, però, non lo dimentichi, è presente in tutti i santuari del mondo che sono una specie di immensa rete di protezione, punti di irradiazione spirituale, immense risorse di bene e di bontà.

Lei è scettico e dubbioso.

Io sto con la Chiesa istituzionale, anche se capisco i devoti che vanno a Medjugorje. Ripeto: non è necessario partire da specifici eventi, la manifestazione del divino attraverso le apparizioni non è un requisito necessario per coltivare una vera, autentica devozione mariana.

L’esortazione del Cardinale Tonini:

L’esortazione del Cardinale Tonini:

“Amiamo la Madonna, Lei ci vuole davvero bene”

Di Bruno Volpe

CITTA’ DEL VATICANO – “La Madonna? Metto da parte ogni dotta dissertazione di carattere teologico per ricordare ciò che mi diceva la mia mamma, con grande semplicità, prima che uscissi di casa da piccolo: se passi davanti ad una statua della Vergine, salutala, Lei ti vuole bene”. Un attimo di commozione fa tremare la voce del Cardinale Ersilio Tonini (nella foto), l’ormai 93enne Arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia, tra i più autorevoli membri del Sacro Collegio, che dell’amore per Maria non ha mai fatto mistero. Un amore puro, enorme, come quello di un figlio per la madre, nato sin nella prima infanzia.

Eminenza, ricorrono i 150 anni dalle apparizioni di Lourdes ed è inevitabile parlare della Madonna…

“Guardi, Maria è la creatura più dolce e semplice, la discepola per eccellenza, la tutta Santa. Consideri che ognuno di noi Le è stato affidato perché non solo è Madre di Cristo e della Chiesa ma dell’intera umanità”.

Eppure, colpevolmente, oggi si tende a sottovalutare, con un certo snobismo, il fenomeno mariano.

“Chi lo fa, neppure è in grado di apprezzare la grandezza di Maria. Lei ha abbracciato la Croce senza rassegnazione, ma con totale fiducia ed abbandono in Dio. Maria rappresenta il volto dolce ed ottimista, la positività del cristiano perchè è Colei che medita nel silenzio. Che differenza con tanti chiacchieroni dei nostri tempi, che proprio non riescono a rendersi conto della bellezza di Maria, la donna del sì pieno ed incondizionato al Signore…”.

A proposito delle apparizioni della Madonna, parliamo di quelle di Medjugorie: il Vaticano sembra un po’ scettico o, quantomeno, particolarmente cauto.

“Premetto che io non sono mai stato in quel santuario e non ne so molto, ma comprendo e giustifico la prudenza della Chiesa che, necessariamente, deve essere attenta e saggia. Dunque, nulla da obiettare sul comportamento della Santa Sede. Ma, con altrettanta franchezza, invito a fare una riflessione: come mai a Medjugorie si verifica un così elevato numero di conversioni?”.

Cardinale Tonini, ci dica Lei…

“Niente e nessuno possono mettere freni alla santità. Se in quel luogo confluiscono milioni di pellegrini ogni anno e molti di loro cambiano vita, è del tutto palese che sia un’opera dello Spirito Santo. Che poi la Chiesa sia cauta, lo ripeto, è anche giusto e normale, ma ciò non cambia il forte carisma di Madjugorie. D’altro canto, la santità non ha bisogno di certificati”.

Dunque, Medjugorie opera dello Spirito Santo e non dell’immaginazione dei 6 veggenti?

“Il Vangelo incoraggia alla conversione, e se questo frutto nasce e matura a Medjugorie, perché non apprezzarlo? Veda, la Chiesa aspetta, osserva l’evolversi della situazione, degli eventi, ma è giusto sottolineare che non ha mai ufficialmente bocciato Medjugorie. Ad essere precisi, è vero che non vi è stato ancora un sì, ma neppure un no”.

Eminenza, si può definire Maria come corredentrice dell’umanità?

“Intanto è la mediatrice per eccellenza. Ma credo che sia anche giusto definirla corredentrice, da un punto di vista teologico, perchè ha vissuto da Santa alla sequela di Cristo ed ha seguito il suo Figlio sino alla Croce. In un certo senso, la vita stessa di Gesù sarebbe stata come ‘monca’ senza la presenza della Madonna”.

Cardinale Tonini, chi Le ricorda Maria?

“Mia madre. Maria, lo scriva, è la mamma di tutti ed è sempre pronta a consolare, amare e perdonare. Se abbiamo un dolore o un problema corriamo da nostra madre e lei ci soccorre e ci consola. Così Maria ci rassicura e lenisce le nostre sofferenze. Guardiamo a Lei con fiducia e con gioia”.

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